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Zucchero n.11: analisi e stagionalità per il trading

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Zucchero n.11: sfruttiamo la stagionalità per un dolce trading – Sommario Nonostante le politiche alimentari dei Paesi avanzati, il consumo internazionale di zucchero è in crescita. Lo zucchero può essere estratto sia dalla barbabietola sia dalla canna da zucchero. Nel prossimo biennio si prevede una produzione inferiore al consumo totale. I prezzi bassi hanno contribuito alla crescita del consumo nei Paesi meno sviluppati. Lo zucchero risulta correlato con le quotazioni del petrolio. Anche l’andamento del Real Brasiliano ne influenza le quotazioni. Lo zucchero subisce diversi andamenti stagionali durante l’anno. Con lo spread trading possiamo sfruttare i movimenti dello zucchero con la probabilità a nostro favore. Zucchero: evoluzione nel mercato Forse non lo sai, ma in passato lo zucchero era considerato una merce preziosa consumata dalle fasce più ricche della società. Oggi invece la situazione è molto diversa. I Paesi avanzati, per motivi legati alla salute, adottano politiche per limitarne l’utilizzo. Al contrario il consumo nelle economie emergenti è in continua crescita. Lo sviluppo commerciale ha reso questa commodity una delle più scambiate al mondo. La volatilità e le stagionalità tipiche dello zucchero attirano l’attenzione dei trader di breve periodo. I fondi che operano sul lungo termine sono invece interessati al suo comportamento ciclico e correlato con l’inflazione. Ma procediamo per gradi. Coltivazione dello zucchero Lo zucchero viene coltivato in svariati Paesi nel globo che presentano situazioni climatiche molto differenti. Può essere estratto dalla canna da zucchero, che è una pianta tropicale perenne di solito sfruttata per 6/8 anni. Oppure viene ricavato dalla barbabietola, pianta biennale che si sviluppa nelle aree temperate. Questo implica epoche di semina e raccolta diverse che influenzano notevolmente l’andamento dei prezzi. Infatti le quotazioni sono più volatili durante i periodi di semina e trapianto, vista l’incertezza sulla futura produzione. Al contrario al termine della raccolta il mercato si stabilizza data la presenza di prodotto. Sia la canna da zucchero sia la barbabietola, non essendo piante annuali, rendono rigida l’offerta di zucchero. Gli agricoltori hanno la convenienza economica a sfruttare la coltura su più anni e in caso di eccesso di offerta serve tempo al mercato per tornare in equilibrio. Paesi produttori I maggiori paesi produttori di zucchero sono, in ordine decrescente: India, Brasile, Unione Europea, Cina, Thailandia e Usa. Condizioni meteo e avvenimenti politici in questi Paesi possono quindi alterare le quotazioni. Gli analisti prevedono per il prossimo biennio una produzione in calo ma soprattutto inferiore alla domanda totale (stime FAO). È quindi lecito aspettarsi un mercato più equilibrato con quotazioni più remunerative per i produttori. I ribassi degli ultimi due anni hanno infatti portato i prezzi dello zucchero a livelli inferiori al costo di produzione in diverse aree geografiche. Domanda mondiale di zucchero Le elevate scorte iniziali di alcuni Paesi esportatori unite ad alte produzioni degli importatori hanno contribuito a mantenere bassi i prezzi. Con queste condizioni il consumo nei Paesi poveri ed in via di sviluppo è visto in crescita. Al contrario nei Paesi sviluppati i consumi sono visti in calo. Questo è dovuto ad una crescita economica debole, allo spostamento verso abitudini alimentari più salutiste e ad una crescita demografica ridotta. A livello globale ci si aspetta comunque che i consumi di zucchero continuino a crescere. Correlazioni presenti Nell’analizzare il mercato dello zucchero non si può trascurare la condizione del Brasile. In questo Paese infatti lo zucchero viene utilizzato anche per la produzione di bioetanolo, biocarburante in competizione con i prodotti petroliferi. Lo zucchero risulta quindi correlato positivamente al petrolio che ha un effetto traino sul suo valore. Più le quotazioni di petrolio e benzina salgono, più risulta conveniente convertire la produzione dallo zucchero al bioetanolo. Quindi chi dispone della materia prima, nel decidere il tipo di trasformazione, deve considerare i prezzi internazionali di zucchero e petrolio scegliendo l’alternativa più economica. Considerato il contesto attuale, la produzione di bioetanolo risulta conveniente, a meno che il petrolio non scenda stabilmente sotto i 50 dollari al barile (dati FAO e ISO). Ma l’influenza brasiliana non si ferma qui. Impatto valutario di questa materia prima Lo zucchero è infatti correlato positivamente al Real Brasiliano. Una valuta locale forte rende meno convenienti le esportazioni e quindi riduce le disponibilità di zucchero internazionali. Questa correlazione non è sempre presente con la stessa intensità in ogni fase di mercato. Ma se stai pensando ad un intervento direzionale sul mercato io monitorerei l’andamento del Real contro il dollaro (ticker BRE), in particolare la tenuta di supporti e resistenza importanti. Grafico 1. Correlazione SB (Zucchero) e BRE (Real Brasiliano) Grafico 1. Correlazione SB (Zucchero) e BRE (Real Brasiliano) In certe occasioni, come si può vedere dal grafico, il Real risulta essere addirittura un segnale anticipatore. Nel maggio di quest’anno infatti la valuta Brasiliana è scattata al rialzo due giorni prima rispetto allo zucchero. Come tutte le materie prime quotate in dollari lo zucchero è inversamente correlato al dollaro americano. Stagionalità dello zucchero Come puoi notare dal grafico sottostante, lo zucchero è caratterizzato da una forte stagionalità. Grafico 2. SBV20, andamento annuale dei prezzi Grafico 2. SBV20, andamento annuale dei prezzi Durante il primo trimestre dell’anno le quotazioni risultano forti e volatili in quanto è il periodo delle semine della canna da zucchero. L’incertezza sull’andamento delle operazioni e le possibili gelate causano spesso preoccupazioni negli operatori. Successivamente vengono piantate le barbabietole e ciò comporta un cambiamento nell’offerta con una conseguente stagionalità ribassista per il resto della primavera. Le barbabietole giungono poi a maturazione nel mese di luglio. Durante la raccolta si assiste sempre ad un ribasso delle quotazioni che può durare anche durante il mese di agosto. Il mercato, rassicurato dall’offerta, tende poi a stabilizzarsi. I prezzi tornano nuovamente al ribasso a partire da novembre, quando comincia la raccolta della canna da zucchero. Ma adesso passiamo al lato operativo. Approfittarsi della stagionalità dello zucchero con lo spread trading Con la tecnica dello spread trading possiamo sfruttare tutte queste informazioni, avendo durante l’anno diverse opportunità operative. Proprio lo zucchero n.11 (ticker SB) è stato tra i protagonisti della Sfida 1000€ di settembre con l’acquisto di SBH20 (marzo 2020) e la contemporanea vendita di SBN20 (luglio 2020). Lo spread, dopo luglio e agosto ribassisti, ha seguito abbastanza fedelmente la stagionalità rialzista indicata nel grafico senza mai metterci in difficoltà. Grafico 3. Sfida1000 €, SBH20 - SBN20 Grafico 3. Sfida 1000 €, Spread SBH20 – SBN20 Anche se non c’è mai stato un vero segnale tecnico di ingresso trovo che ci fossero buoni motivi per intervenire long: prezzi medio/bassi; stagionalità rialzista; back test e rischio-rendimento buoni; correlazione presente con il 2018; prospettive rialziste sullo zucchero. Il rialzo dello spread è stato contenuto ma in linea con gli ultimi anni complice la lateralità dello zucchero e la sua incapacità momentanea di rompere la resistenza in area 0.13. Conclusioni Se è vero che nel lungo termine le prospettive potrebbero essere più orientate al rialzo, nel breve periodo puoi sfruttare i movimenti dello zucchero con lo spread trading. In questo modo la stagionalità presente e la statistica saranno sempre tue alleate, senza dimenticarti il tuo piano operativo e il tuo money management!
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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Zucchero n.11: sfruttiamo la stagionalità per un dolce trading – Sommario

  • Nonostante le politiche alimentari dei Paesi avanzati, il consumo internazionale di zucchero è in crescita.
  • Nel prossimo biennio si prevede una produzione inferiore al consumo totale.
  • I prezzi bassi hanno contribuito alla crescita del consumo nei Paesi meno sviluppati.
  • Lo zucchero risulta correlato con le quotazioni del petrolio.
  • Anche l’andamento del Real Brasiliano ne influenza le quotazioni.
  • Lo zucchero subisce diversi andamenti stagionali durante l’anno.
  • Con lo spread trading possiamo sfruttare i movimenti dello zucchero con la probabilità a nostro favore.

Zucchero: evoluzione nel mercato

Forse non lo sai, ma in passato lo zucchero era considerato una merce preziosa consumata dalle fasce più ricche della società. Oggi invece la situazione è molto diversa. I Paesi avanzati, per motivi legati alla salute, adottano politiche per limitarne l’utilizzo. Al contrario il consumo nelle economie emergenti è in continua crescita. Lo sviluppo commerciale ha reso questa commodity una delle più scambiate al mondo. La volatilità e le stagionalità tipiche dello zucchero attirano l’attenzione dei trader di breve periodo. I fondi che operano sul lungo termine sono invece interessati al suo comportamento ciclico e correlato con l’inflazione. Ma procediamo per gradi.

Coltivazione dello zucchero

Lo zucchero viene coltivato in svariati Paesi nel globo che presentano situazioni climatiche molto differenti.

Può essere estratto dalla canna da zucchero, che è una pianta tropicale perenne di solito sfruttata per 6/8 anni. Oppure viene ricavato dalla barbabietola, pianta biennale che si sviluppa nelle aree temperate.

Questo implica epoche di semina e raccolta diverse che influenzano notevolmente l’andamento dei prezzi. Infatti le quotazioni sono più volatili durante i periodi di semina e trapianto, vista l’incertezza sulla futura produzione.

Al contrario al termine della raccolta il mercato si stabilizza data la presenza di prodotto.

Sia la canna da zucchero sia la barbabietola, non essendo piante annuali, rendono rigida l’offerta di zucchero. Gli agricoltori hanno la convenienza economica a sfruttare la coltura su più anni e in caso di eccesso di offerta serve tempo al mercato per tornare in equilibrio.

Paesi produttori

I maggiori Paesi produttori di zucchero sono, in ordine decrescente: India, Brasile, Unione Europea, Cina, Thailandia e Usa. Condizioni meteo e avvenimenti politici in questi Paesi possono quindi alterare le quotazioni.

Gli analisti prevedono per il prossimo biennio una produzione in calo ma soprattutto inferiore alla domanda totale (stime FAO).

È quindi lecito aspettarsi un mercato più equilibrato con quotazioni più remunerative per i produttori.

I ribassi degli ultimi due anni hanno infatti portato i prezzi dello zucchero a livelli inferiori al costo di produzione in diverse aree geografiche.

Domanda mondiale di zucchero

Le elevate scorte iniziali di alcuni Paesi esportatori unite ad alte produzioni degli importatori hanno contribuito a mantenere bassi i prezzi.

Con queste condizioni il consumo nei Paesi poveri ed in via di sviluppo è visto in crescita. Al contrario nei Paesi sviluppati i consumi sono visti in calo. Questo è dovuto ad una crescita economica debole, allo spostamento verso abitudini alimentari più salutiste e ad una crescita demografica ridotta. A livello globale ci si aspetta comunque che i consumi di zucchero continuino a crescere.

Correlazioni presenti

Nell’analizzare il mercato dello zucchero non si può trascurare la condizione del Brasile. In questo Paese infatti lo zucchero viene utilizzato anche per la produzione di bioetanolo, biocarburante in competizione con i prodotti petroliferi.

Lo zucchero risulta quindi correlato positivamente al petrolio che ha un effetto traino sul suo valore. Più le quotazioni di petrolio e benzina salgono, più risulta conveniente convertire la produzione dallo zucchero al bioetanolo. Quindi chi dispone della materia prima, nel decidere il tipo di trasformazione, deve considerare i prezzi internazionali di zucchero e petrolio scegliendo l’alternativa più economica.

Considerato il contesto attuale, la produzione di bioetanolo risulta conveniente, a meno che il petrolio non scenda stabilmente sotto i 50 dollari al barile (dati FAO e ISO).

Ma l’influenza brasiliana non si ferma qui.

Impatto valutario di questa materia prima

Lo zucchero è infatti correlato positivamente al Real Brasiliano. Una valuta locale forte rende meno convenienti le esportazioni e quindi riduce le disponibilità internazionali di questa materia prima. Questa correlazione non è sempre presente con la stessa intensità in ogni fase di mercato. Ma se stai pensando ad un intervento direzionale sul mercato io monitorerei l’andamento del Real contro il dollaro (ticker BRE), in particolare la tenuta di supporti e resistenza importanti.

Grafico 1. Correlazione SB (Zucchero) e BRE (Real Brasiliano)
Grafico 1. Correlazione SB (Zucchero) e BRE (Real Brasiliano)

In certe occasioni, come si può vedere dal grafico, il Real risulta essere addirittura un segnale anticipatore. Nel maggio di quest’anno infatti la valuta Brasiliana è scattata al rialzo due giorni prima rispetto alla nostra commodity presa in esame.

Come tutte le materie prime quotate in dollari lo zucchero è inversamente correlato al dollaro americano.

Stagionalità dello zucchero

Come puoi notare dal grafico sottostante, lo zucchero è caratterizzato da una forte stagionalità.

Grafico 2. SBV20, andamento annuale dei prezzi
Grafico 2. SBV20, andamento annuale dei prezzi

Durante il primo trimestre dell’anno le quotazioni risultano forti e volatili in quanto è il periodo delle semine della canna da zucchero. L’incertezza sull’andamento delle operazioni e le possibili gelate causano spesso preoccupazioni negli operatori. Successivamente vengono piantate le barbabietole e ciò comporta un cambiamento nell’offerta con una conseguente stagionalità ribassista per il resto della primavera.

Le barbabietole giungono poi a maturazione nel mese di luglio. Durante la raccolta si assiste sempre ad un ribasso delle quotazioni che può durare anche durante il mese di agosto.

Il mercato, rassicurato dall’offerta, tende poi a stabilizzarsi. I prezzi tornano nuovamente al ribasso a partire da novembre, quando comincia la raccolta della canna da zucchero. Ma adesso passiamo al lato operativo.

Approfittarsi della stagionalità dello zucchero con lo spread trading

Con la tecnica dello spread trading possiamo sfruttare tutte queste informazioni, avendo durante l’anno diverse opportunità operative.

Proprio lo zucchero n.11 (ticker SB) è stato tra i protagonisti della Sfida 1000€ di settembre con l’acquisto di SBH20 (marzo 2020) e la contemporanea vendita di SBN20 (luglio 2020). Lo spread, dopo luglio e agosto ribassisti, ha seguito abbastanza fedelmente la stagionalità rialzista indicata nel grafico senza mai metterci in difficoltà.

Grafico 3. Sfida1000 €, SBH20 - SBN20
Grafico 3. Sfida 1000 €, Spread SBH20 – SBN20

Anche se non c’è mai stato un vero segnale tecnico di ingresso trovo che ci fossero buoni motivi per intervenire long:

  • prezzi medio/bassi;
  • stagionalità rialzista;
  • back test e rischio-rendimento buoni;
  • correlazione presente con il 2018;
  • prospettive rialziste sulla materia prima.

Il rialzo dello spread è stato contenuto ma in linea con gli ultimi anni complice la lateralità dello zucchero e la sua incapacità momentanea di rompere la resistenza in area 0.13.

Conclusioni

Se è vero che nel lungo termine le prospettive potrebbero essere più orientate al rialzo, nel breve periodo puoi sfruttare i movimenti dello zucchero con lo spread trading. In questo modo la stagionalità presente e la statistica saranno sempre tue alleate, senza dimenticarti il tuo piano operativo e il tuo money management![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_cta h2=”Scopri nuove strategie ogni mese!” h4=”Durante la sfida 1000€ ti forniamo gratuitamente e ogni mese strategie in Beta Trading, Opzioni Vanilla e Spread Trading da testare in DEMO.” txt_align=”center” style=”custom” add_button=”bottom” btn_title=”ISCRIVITI SUBITO!” btn_style=”custom” btn_custom_background=”#f4ea2c” btn_custom_text=”#000000″ btn_size=”lg” btn_align=”center” btn_i_align=”right” btn_i_icon_fontawesome=”far fa-hand-pointer” btn_add_icon=”true” custom_background=”#34d857″ custom_text=”#ffffff” btn_link=”url:http%3A%2F%2Fbit.ly%2F2QPF6p0|title:ISCRIVITI%20SUBITO!||”][/vc_cta][/vc_column][/vc_row]

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Scritto da Alessio Barbonaglia

Imprenditore, professore di matematica e trader da diversi anni, Alessio è specializzato in Commodity Spread trading. Le materie prime non hanno segreti per lui né nella vita né sui mercati.

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