Yuan: è ora di entrare nel paniere FMI

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La decisione del Fondo monetario Internazionale (FMI) di includere lo yuan nel suo paniere di valute di riserva è un importante punto di riferimento per la spinta della Cina verso l’internazionalizzare della sua moneta ma potrebbe anche essere un segno di declino per le valute che sostituisce.

YUAN: il futuro è adesso

A partire dal tardo 2016, lo yuan costituirà circa l’11% del paniere che definisce gli special drawing righs (SDR) del FMI: un tipo di reserve asset che costituisce una piccola ma simbolica parte delle riserve valutarie globali.

Il paniere determina il mix di valute che i paesi ricevono quando il FMI eroga aiuti finanziari. La decisione di aggiungere lo yuan, noto anche come renminbiy, probabilmente aumenterà la domanda per la valuta.
L’elevazione del renminbi significa che le altre valute del paniere inizieranno a perdere parte della loro quota; in particolare l’euro che perderà 6,5 punti percentuali e la sterlina inglese che perderà 3,2 punti percentuali.
La sterlina è stata la principale valuta di riserva mondiale dal 1870 fino al 1920 quando è stata superata dal dollaro. Nel paniere dei VDS la sterlina ha oscillato intorno all’11% per diversi decenni,  con un picco all’11,3% nel 2010. Secondo i dati del FMI la moneta inglese oggi costituisce solo il 4 o il 5 per cento delle riserve ufficiali in valuta estera del mondo.

L’euro è entrato nel paniere dei VDS dopo la sua creazione nel 1999 (sostituendo il franco francese ed il marco tedesco) ed ha guadagnato terreno fino al 37,4% nella revisione del 2010. La riduzione che si prevede sarebbe la prima volta da quando la valuta è entrata all’interno del paniere. L’euro ha inoltre visto ridurre le proprie dotazioni complessive in valuta estera dal 27% al 20% dal 2010 al 2015.

Entrambe le valute sembravano diminuire leggermente in relazione al dollaro dopo l’annuncio del FMI sul renminbi.
Questi sono piccoli cambiamenti ma lo status di una valuta nelle riserve valutarie mondiali può significare grossi guadagni per l’economia di “casa”. Morgan Stanley si aspetta di veder fluire fino a $2 trilioni in asset in yuan nei prossimi 10 anni con l’assunzione di un ruolo sempre più internazionale della moneta stessa. 

A dire il vero, la Cina ha ancora tanta strada da percorrere prima di minacciare il dollaro il quale rappresenta ancora il 69% delle riserve mondiali ed il 42% del paniere dei VDS. I mercati cinesi sono ancora molto poco aperti rispetto a molto piccoli mercati internazionali più piccoli (come la Norvegia) e ulteriori riforme potrebbero sfidare la crescita della moneta in quanto non è associata al dollaro.

Quasi 40 banche centrali hanno aggiunto il renminbi ai loro fondi di riserva tra il 2010 e il 2014.

Alcuni di questi paesi sono stati apparentemente motivati ​​da desideri politici di sfidare il dollaro come valuta mondiale dominante. Data la rapida crescita dell’uso del renminbi nel commercio internazionale e la velocità con cui le valute possono essere spostate sulla scena mondiale potremo vedere il dollaro americano perdere terreno nel paniere dei VDS nei prossimi cinque anni.

 

 

Fonte: CNBC

Il Team di AB
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