Wall Street: un rimbalzo è possibile

wall street

Dopo il forte sell off delle scorse settimane e con i principali indicatori tecnici che segnalano i mercati in ipervenduto, probabilmente la settimana di negoziazioni che si apre oggi fa presagire qualche buona possibilità di profitto per i trader posizionali di breve periodo (2-4 giorni), soprattutto utilizzando i veicoli futures sugli indici ma anche ETF se si vuole limitare la leva.

WALL STREET: un rialzo nonostante tutto

Con la mia introduzione intendo riferirmi al potenziale “rebounce”, il ritracciamento fisiologico che segue solitamente anche i ribassi più violenti. Sia chiaro, lo scenario a Wall Street è ribassista, perlomeno nel periodo intermedio, quindi una posizione contro il trend primario deve essere contemplata all’interno di un timeframe estremamente breve.

In particolare ci sembra ben posizionato per un ritracciamento l’indice Nasdaq.

Analizzando  il grafico settimanale del suo ETF Powershares QQQ, si nota innanzitutto la sostanziale tenuta fino ad oggi dell’area di supporto collocata a 100 dollari.

wall street: QQQ

Dal 15 Dicembre 2014, il livello dei 100 dollari è stato violato complessivamente 11 volte ma solo una volta, il 12 gennaio 2015, i prezzi hanno chiuso sotto tale valore e questo è significativo dell’estrema importanza che il mercato gli attribuisce. Una sua decisa rottura sarebbe un ulteriore conferma dello scenario “bear” e risulta quindi più probabile in questa settimana un alleggerimento del mercato in attesa di ulteriori eventi “catalyst” a guidare la psicologia degli operatori.

Inoltre, sul grafico settimanale notiamo che le candele “hammer”  dopo un ritracciamento verso il basso, hanno rappresentato anche nel recente passato degli ottimi segnali di ritracciamento positivo. Si osservi la candela hammer nelle settimane chiuse rispettivamente il 13 Ottobre 2014, il 28 Settembre 2015 e quella attuale dello scorso 19 gennaio. Potenziale target probabilmente non oltre l’area 110 dollari, area del gap della settimana chiusa il 4 Gennaio scorso. 

Nel complesso il mercato appare sempre dominato dai “macro” temi che riguardano le commodities, petrolio in particolare, il mercato dei bond, dei tassi e del rapporto Euro/dollaro che rappresenta causa ed effetto dei precedenti.

wall street: UUP

Notiamo che, anche se il grafico US Dollar Index UUP risulta ancora a tendenza positiva, soprattutto  dopo il Breakout della bandiera rialzista avvenuto la settimana chiusa il 26 ottobre 2015,  vi è stata una battuta d’arresto e un consolidamento, un’area di congestione che ha dato vita alla formazione sul grafico settimanale di quello che finora appare un piccolo “wedge” ascendente e sulla cui natura di pattern di continuazione non ci sentiamo di esprimerci anche considerando  il livello dei tassi di interesse in leggero ribasso sui Tresuries a 10 anni, che  non gioca certo a favore della valuta statunitense nell’immediato.

Se si osserva il grafico settimanale del $TNX che esprime l’andamento di mercato dei tassi T-10 anni, il trend è ancora ribassista, con la linea di trend inferiore di un potenziale triangolo simmetrico in formazione che la scorsa settimana è stata testata, anche se non violata.

wall street: TNX

D’altro canto l’Euro, che rappresenta più del 50% del Dollar Index, pur se nettamente in trend ribassista, presenta la formazione di una bandiera discendente che, solitamente, è indice di una continuazione di trend positivo. Ma, dato il trend dominante negativo, ci saremmo aspettati una bandiera con inclinazione ascendente, che ne avrebbe confermato la continuazione. Il segnale sul grafico risulta quindi, nel breve periodo, poco chiaro e si suggerisce di aspettare ad assumere posizioni sul mercato confidando in breakouts di simili configurazioni.

wall street: FXE

Andrea Arnesano
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Analista e Top Trader in opzioni, gestisce i clienti nella loro operatività sui derivati e anima il Trading Club Multiday.