Volatilità e trading: come gestire questo indicatore

Volatilità e trading: come gestire questo indicatore

  • L’aumento della volatilità porta molti trader meno esperti a dover modificare il proprio money management.
  • Esistono possibilità per non cambiare le basi del proprio money management e poter così continuare ad operare.
  • Col mercato in continua evoluzione, saper individuare le varie fasi e sapersi adattare è un must per chi fa trading.

Come gestire la volatilità ed un suo incremento sui mercati

L’incremento della volatilità, soprattutto per tutti coloro che fanno trading intraday ma non solo, porta molti trader meno esperti a dover modificare il proprio money management. Siamo però sicuri che sia questa la soluzione? Ci sono altre possibilità per non cambiare le basi del proprio money management e poter continuare ad operare? 

Volatilità sui mercati e money management messi a confronto.

Non voglio in questo articolo dare una definizione di volatilità, né tantomeno soffermarmi sui differenti tipi di volatilità. Voglio semplicemente trasferirti questo concetto.

Se fino a metà febbraio del 2020 avevamo un indice di volatilità basso era perché le escursioni dei prezzi dei valori finanziari tra il suo minimo e massimo giornalieri si muovevano di pochi punti al giorno.

Nel mese di Marzo, siamo entrati in una fase di alta volatilità, dove tali escursioni, hanno registrato picchi anche 10 volte superiori. Di conseguenza, se la mia scelta ricade nel toccare il mio piano di trading, con modifica del mio money management, significa che, se prima ero disposto a perdere 10, ora son passato a 100! Puoi capire che questo sistema non ha assolutamente logica. 

Come operare con alta volatilità sui mercati senza toccare il money management

Cosa posso fare per continuare ad operare senza però intaccare il mio money management? Abbiamo a disposizione in primis 2 possibilità: diminuire il numero di contratti e cambiare frame temporale dei nostri grafici.

Diminuire il numero di contratti

Per diminuire il numero di contratti basta cambiare strumento finanziario. Se, per esempio, prima facevo operazioni sul DAX con moltiplicatore 25 € a punto, ora posso passare al miniDax, che ha un moltiplicatore di 5 € a punto. Se invece era proprio quest’ultimo ad essere usato per il mio trading, allora posso passare ai CFD, i quali hanno moltiplicatore di 1€ a punto.

Cambiare frame temporale dei grafici

Una seconda alternativa consiste, invece, nel cambiare il frame temporale dei grafici. Io personalmente, che faccio trading intraday con grafici a candele di 1 minuto, sono passato a grafici di 15 secondi. Non si tratta di scegliere una o l’altra strategia. Semplicemente le due possono coesistere in certi momenti ed altri no. Il mercato cambia e noi ci adeguiamo.

Tale logica comportamentale non cambia se magari faccio trading su titoli azionari con candele settimanali o giornaliere. Si tratta sempre di diminuire il numero di contratti e di passare da candele settimanali a giornaliere, 4 ore, orarie…

Non tutti ovviamente possono pensare di cambiare il frame temporale, soprattutto se la nostra professione lavorativa non ce lo permette, ma quello che sicuramente si può fare è diminuire il numero di contratti e di conseguenza l’esposizione economica dell’investimento all’interno del nostro portafoglio. 

Conclusioni

Il mercato è sempre in continua evoluzione, saper individuare le varie fasi e sapersi adattare è in primis il nostro “must” per essere in grado di sopravvivere in forma duratura in questo lavoro. Non adeguarsi significa allora appartenere alla categoria di quelli che giocano in borsa. 

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Marco Pagani
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Nato e cresciuto all’ombra della Madonnina, sente fin da subito il richiamo del mare e si trasferisce a Mallorca. Nonostante un’esperienza ventennale sui mercati, l’umiltà rimane il suo punto di forza per eccellere sia come trader che come imprenditore.