Proteggere il portafoglio con gli ETF inversi

Gli ETF inversi per proteggere il tuo portafoglio

Dietro alla composizione di un portafoglio c’è sempre una storia. Non è un lavoro che viene fatto casualmente. Prima di tutto ti sei informato, hai dedicato tempo ed energie per imparare le basi dell’investimento.

Poi, hai iniziato a discutere con tua moglie o tuo marito su quali sono gli obiettivi da scegliere e, in base a quelli, decidere un’efficiente composizione di asset, in modo da costruire un portafoglio solido e diversificato tra i tanti prodotti finanziari: azioni, bond, fondi, ecc. Non hai lasciato nulla al caso e fatto tutto ciò che ti è stato possibile per garantire un futuro economico certo alla tua famiglia.

E poi succede, succede davvero, i risultati non sono quelli sperati, e ti rendi conto di aver sbagliato i tempi.

Hai aperto posizioni su società consolidate ma ora queste stanno crollando sui mercati. E che fai? Vendi tutto e chiudi i trade in pieno stile “comprata compulsiva e vendita nel panico”? Oppure ne compri altri di quei strumenti che hanno ora un prezzo più basso per ridurre il costo medio? Oppure, se ne hai le conoscenze, perché non fare short selling in modo da guadagnare dal trend ribassista?

Perché usare gli ETF inversi?

Un’altra possibilità è quella di usare gli ETF inversi, i quali tornano utili soprattutto quando il mercato ti spiazza e ti ritrovi impreparato a gestire un ribasso improvviso. Non hai bisogno di usare un conto margine per usare gli ETF inversi. Dal momento che non devi vendere titoli singoli ma lavori su segmenti di mercato più ampi, il rischio è decisamente inferiore. È molto meno costoso e anche più facile rispetto a lavorare su single posizioni di vendita o applicare complesse strategie sui derivati (alle quali fanno riferimento gli investitori più sofisticati quando vogliono proteggere il capitale durante fasi ribassiste del mercato).

Gli ETF inversi sono particolarmente utili per chi gestisce il portafoglio e vuole proteggersi dai rischi nel breve termine, senza dover smantellare e ricostruire tutte le volte il portafoglio.

Non è solo un discorso di capital gain. Innanzitutto, cambiare gli asset è molto costoso: ogni cambiamento si traduce in soldi e tempo. Secondariamente, cosa succede se poi non vogliono vendere i titoli in possesso?

Se una società è pronta a dominare il proprio settore oppure è probabile che pagherà dei dividendi consistenti per i prossimi cinque anni, non ha molto senso vendere solo perché c’è un piccolo imprevisto. Oltre agli ETF comuni, anche gli ETF inversi possono sfruttare la leva.

Per cui se non ti spaventa il rischio e sei particolarmente sicuro di un ribasso (in un particolare settore), puoi sempre valutare se usarla o meno.

Non dimenticare di considerare la volatilità

Ovviamente, se la composizione del tuo portafoglio non è corretta o entri troppo tardi su una fase ribassista, perderai dei soldi; se usi la leva, ne perderai il doppio. Tuttavia, un aspetto non sempre valutato riguarda la volatilità.

In poche parole, gli ETF inversi non operano in condizioni di alta volatilità. Ecco perché:

Sotto trovi un confronto tra un ETF che replica il Dow Jones U.S. Financials Index (Ticker: IYF), un ETF che replica l’inverso (Ticker: SEF), e un ETF inverso con leva (Ticker: SKF). A causa della volatilità di alcuni titoli nello scorso mese, la differenza tra i tre, in termini di ritorno, è veramente scarsa.

 

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Quindi con una volatilità ancora maggiore, un ETF inverso con leva perderebbe molto di più rispetto all’ETF comune o a quello inverso.

Tirando le somme

Gli ETF inversi dovrebbero essere usati, idealmente, nel breve periodo non per strategie a lungo termine: infatti, le strategie adatte a scenari ribassisti non funzionano bene nel lungo termine perché su time frame più ampi i mercati tendono a muoversi positivamente. Inoltre, essendo più connesso a manovre tattiche da applicare giorno per giorno che a vere e proprie strategie, un ETF inverso richiede una maggiore disponibilità di tempo per entrare e uscire velocemente dal mercato. Non sono, quindi, adatti a chi ha poco tempo per osservare l’andamento del mercato e reagire di conseguenza.

Un altro punto da considerare riguarda le commissioni e i costi di gestione che, per gli ETF inversi, sono più alti dei normali ETF.

Ultimo aspetto, accanto ai comuni ETF inversi, esistono ETF inversi a reddito fisso (per esempio il ProShares UltraShort 20+ Year Treasury (Ticker: TBT ) che aiutano a proteggersi dalle variazioni degli interessi.

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