Uno sguardo in Italia: Finmeccanica

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Questa azienda a partecipazione statale (il Ministero dell’Economia e delle Finanze possiede il 30,2%) ha un passato lungo e travagliato. I vari amministratori che si sono susseguiti nel tempo venivano decisi politicamente, e di conseguenza non sono sempre stati all’altezza della posizione occupata.

FINMECCANICA: analisi fondamentale e tecnica

Le attività in cui Finmeccanica ha operato sono state tante e variegate, spesso conseguenza di “sistemazioni” di altre partecipazioni statali più o meno in difficoltà.

Ricordo ancora quando, tra la fine anni ’80 e la metà degli anni ’90, Finmeccanica acquisì dalla Stet alcune aziende operanti nel settore telecomunicazioni, in quello aerospaziale, nonché aziende operanti nella difesa.

Dopo anni di crescita, apparentemente senza un filo logico, culminata con l’acquisto, forse troppo grande, dell’americana DRS Technologies operante nel campo degli armamenti per 3.4 miliardi di Euro, abbiamo assistito a un crollo dei prezzi nel dicembre 2011.

Facciamo però un passo indietro. Nel 2010, l’allora presidente della società, Pier Francesco Guarguaglini, fu sottoposto a continue inchieste giudiziarie che coinvolgevano anche la moglie Marina Grossi (allora AD di Selex). Dopo le dimissioni e diversi avvicendamenti al vertice di Finmeccanica, nel maggio 2014 venne nominato amministratore delegato Mauro Moretti.

Mauro Moretti ha causato un vero è proprio tsunami all’interno della società! Ha ridotto le catene di controllo e ha introdotto un modello di governance denominato “One Company” che ha ridefinito il sistema di controllo e rifocalizzato il business aziendale.

Dopo le cessioni della Ansaldo STS a Hitachi e Ansaldo Energia, ritenuti asset non strategici, Finmeccanica si sta concentrando su aerospazio, difesa, e sicurezza.

Alla luce delle continue e crescenti tensioni internazionali e del fatto che nei settori sopra citati le società del gruppo Finmeccanica sono al top di gamma, sembra plausibile aspettarsi una crescita continua. La “ricetta Moretti” ha infatti ridotto l’indebitamento, ha ridotti i costi di gestione, e ha permesso un recupero della redditività.

Il 17 marzo scorso la società ha comunicato i dati per il 2015, l’EBITDA è in crescita a 1,9 miliardi di euro(+19%), l’utile netto è cresciuto fino a 526 milioni di euro e il debito è diminuito del 17%.

Tecnicamente, invece, la situazione è diversa. La crescita di Finmeccanica si è fermata intorno ai 14 euro, area in cui troviamo resistenze statiche e dinamiche di lungo periodo.

Le quotazioni, dopo un crollo fino a 8,5€, hanno avuto un rimbalzo sino a 11,5 euro ma, alla luce della curva dei prezzi e dei principali indicatori, pare che tale movimento sia in fase di esaurimento ed è probabile assistere a una discesa dei prezzi. Se questi dovessero violare 10,5-10 euro, potremmo assistere a un’accelerazione al rialzo.

A mio avviso, solo una ripresa con volumi importanti di area 12-12,5 euro potrebbe far riprendere alla società fino a raggiungere i massimi raggiunti nel 2015, intorno a 14 euro.

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