Trend materie prime 2021: scoprili tutti!

Trend Materie Prime 2021 – Sommario

  • L’emergenza COVID e i rapporti USA – CINA e il loro impatto sui trend delle materie prime saranno al centro della scena economica anche nel 2021.
  • Il rischio inflazione e il dollaro debole sono tra i fattori a cui porre attenzione nel nuovo anno.
  • La domanda globale di petrolio è attesa in ripresa nella seconda parte del 2021.
  • Il trend rialzista dei metalli potrebbe continuare anche nel nuovo anno.
  • Gli acquisti cinesi di granaglie sono previsti ancora sostenuti.

Trend materie prime: il rally delle commodity continuerà anche nel 2021?

Il 2020 è stato, senza dubbio, un anno “straordinario”. Da un lato, l’economia reale ha conosciuto la recessione più severa dai tempi del dopoguerra. Dall’altro, i mercati finanziari, dopo il pesante crollo di marzo, non solo hanno recuperato tutto il movimento ribassista, ma hanno registrato nuovi massimi storici mettendo a segno un rally che nessuno avrebbe immaginato ad inizio pandemia. Anche le commodity, tranne poche eccezioni, hanno chiuso il 2020 in pieno rally rialzista e ci sono tutte le premesse perché questo trend per le materie prime possa continuare anche nel 2021

Trend e possibili scenari del mercato delle materie prime nel 2021

I fattori che maggiormente sono destinati ad avere un impatto sul mercato delle commodity nel 2021 possono sintetizzarsi nei seguenti.

Evoluzione dell’emergenza sanitaria e del piano vaccinazioni

Senza dubbio l’evoluzione della pandemia rimane, ancora oggi, l’incognita più grande che pesa sulla ripresa economica. Qualche timido segnale di ottimismo, però, inizia a vedersi con l’approvazione dei primi due vaccini e l’inizio della campagna vaccinale di massa in USA, UK e Europa. La sfida maggiore sarà, adesso, rispettare le tempistiche di produzione e distribuzione per soddisfare un mondo “affamato” di vaccini. 

Rapporti USA- CINA

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina sono destinate a continuare anche con l’amministrazione Biden. In ogni caso, come anticipato in questo articolo, la Cina rimane il vero vincitore economico post – Coronavirus. È, infatti, l’unico paese che secondo le stime diffuse dall’OCSE in dicembre, riporterà un PIL in rialzo dell’1,8% nel 2020 contro una contrazione del 3,7% negli USA.

La Cina che, non dimentichiamo, è il maggiore importatore di materie prime al mondo, ha, nel corso del 2020, fortemente aumentato gli acquisti di metalli industriali, come rame e acciaio, e di prodotti agricoli, in particolare soia e mais, contribuendo al rialzo dei prezzi di questi prodotti.     

Rischio inflazione

Per contrastare la crisi economica le Banche Centrali di tutto il mondo hanno varato, nel 2020, stimoli monetari senza precedenti alimentando i timori di un rialzo dell’inflazione.

La FED ha aumentato il suo bilancio di più di $ 3 trilioni passando dai $ 4,1 trilioni di inizio anno ai $ 7,3 trilioni di dicembre. Il governatore della FED, Jerome Powell, ha, inoltre, modificato la propria strategia di politica monetaria abbandonando il tetto del 2% dell’inflazione obiettivo per adottare l’Average Inflation Targeting (AIT). L’inflazione potrà oscillare sotto e sopra il 2% a patto di tendere, nel medio periodo, al valore target. 

Debolezza del dollaro

La maggior parte delle commoditiy è quotata in dollari. Esiste una correlazione inversa tra dollaro e prezzi delle materie prime per cui ad un dollaro debole, generalmente, corrispondono prezzi delle materie prime più alti. Attualmente, il Dollar Index , che misura il valore del dollaro rispetto a quello di un basket delle maggiori valute mondiali, è inserito in un trend ribassista da inizio 2020 e non si intravedono segnali di inversione nel breve (vedi grafico sotto).

Grafico 1. Dollar index nel 2020

Fattori climatici (La Niña)

Ci potrebbe essere un aumento del rischio di siccità dovuto al fenomeno climatico di La Niña che potrebbe comportare una variazione significativa delle precipitazioni in Sud America, probabilmente superiori alla media nelle regioni settentrionali del continente e inferiori in quelle meridionali. 

Analizziamo, adesso, più nel dettaglio le aspettative per il 2021 delle singole materie prime.

Trend materie prime 2021: aspettative e analisi

Il Petrolio sarà worst performer anche nel 2021? 

Non c’è dubbio che il Petrolio sia stato una delle asset class worst performer nel 2020 registrando un calo di più del 20%. Anche per il 2021 le prospettive non sono rosee. I rischi maggiori sono legati alla domanda che rimane ancora incerta nel breve periodo. Ipotizzando che i vaccini diventeranno ampiamente disponibili tra la primavera e l’estate, consentendo così un ritorno agli spostamenti e ai voli internazionali, ci potrebbe essere un recupero delle quotazioni nella seconda parte del 2021. 

Un altro fattore di rischio è legato alla rimozione delle sanzioni all’Iran da parte dell’amministrazione Biden con conseguente immissione del petrolio iraniano sul mercato in un momento di domanda ancora debole. Dall’altra parte, a sostegno delle quotazioni va registrato l’impegno dell’OPEC+ di allentare gradualmente i tagli alla produzione di petrolio già decisi nella riunione di aprile 2020 e di tenere i meeting mensilmente piuttosto che su base trimestrale in modo da poter intervenire in maniera più tempestiva.

Oro: il trend rialzista è finito?

Nel corso del 2020, l’Oro ha ritestato e superato i suoi massimi storici registrando un rialzo di più del 20%. Le attese sono per una continuazione del trend rialzista anche nel 2021 supportato da una serie di motivazioni:

  • le aspettative per un rialzo dell’inflazione a fronte di nuovi stimoli monetari da parte delle Banche Centrali;
  • tassi di interesse reali a zero o negativi;
  • perdurante debolezza del dollaro; aumento della domanda di oro fisico in paesi come Cina e India.      

Argento: le quotazioni saranno favorite dal Green Deal di Biden?  

L’Argento è stato il vero top performer del 2020 con un rialzo di circa il 48%. Le ragioni di questa eccezionale performance sono da ricercare nel suo duplice utilizzo come metallo prezioso, ma soprattutto come metallo industriale. Le motivazioni che sostengono le quotazioni dell’Argento come metallo prezioso anche nel 2021 sono le stesse già indicate per l’Oro (dollaro debole, tassi di interesse reali bassi o negativi, pressioni inflazionistiche). 

Più interessante per una continuazione del trend rialzista dell’Argento è il suo crescente utilizzo nella produzione di pannelli solari e celle fotovoltaiche, tra i settori favoriti dal “Green Deal” di Biden

Rame: la ripresa cinese supporta il rialzo 

Anche il Rame ha registrato un forte rialzo nel 2020 superiore al 25%. Il trend rialzista è stato supportato dalle massicce importazioni cinesi aumentate di più del 40% rispetto al 2019 e, contemporaneamente, da un calo delle scorte. I presupposti perché le quotazioni rimangano sostenute anche nel 2021 ci sono tutti.

Se da un lato gli acquisti cinesi sono previsti continuare anche nell’anno appena iniziato, la domanda è attesa in aumento anche per il crescente utilizzo del Rame nei settori della green economy.   

Granaglie: i rapporti USA-CINA rimangono centrali

Il settore delle Granaglie è stato sostenuto dai massicci acquisti cinesi nel corso del 2020. Questi sono stati, in parte, dovuti all’esigenza della Cina di rispettare gli accordi di Fase 1 con gli Stati Uniti ed, in parte, per soddisfare la maggiore domanda di mangime nel processo di ricostruzione degli allevamenti di maiali dopo l’epidemia di peste suina che li aveva decimati tra il 2018 e il 2019. 

Il comparto delle Granaglie continuerà ad essere influenzato, nel corso del 2021, dall’andamento dei rapporti tra USA e Cina. Gli acquisti a fronte dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti continueranno in maniera sostenuta anche nel 2021 trattandosi di un accordo biennale. Altri elementi a sostegno dei prezzi dei prodotti agricoli sono il potenziale impatto di La Niña sui raccolti in Sud America e l’aumento dei prezzi dovuto alle spinte inflazionistiche per la massiccia liquidità che si è riversata sul mercato delle commodity agricole a fini speculativi. 

Con questo articolo spero di aver fornito qualche spunto di riflessione su alcuni possibili scenari previsti per le materie prime nei prossimi mesi.

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Daniela Tabasco
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Appassionata fin da piccola di finanza e investimenti, Daniela sfida magistralmente i mercati da oltre vent’anni. Partita dall’azionario italiano, si è successivamente specializzata in opzioni e commodity spread.