Terre Rare: oggetto di scontro USA-Cina

Terre Rare: oggetto di scontro USA-Cina – Sommario:

  • Le Terre Rare sono un gruppo di 17 elementi della tavola periodica, molto simili tra loro, ma con proprietà specifiche indispensabili ai fini produttivi industriali attuali.
  • Il paese che detiene il primato della produzione mondiale è la Cina, con più del 90 percento del totale. Ciò è collegato ai bassi costi della manodopera e alle carenti norme sanitarie per i lavoratori.
  • Dato il monopolio della produzione di questi elementi, la Cina ha il coltello dalla parte del manico nel conflitto commerciale con gli USA.
  • Dopo una diminuzione dell’export cinese di terre rare, la risposta degli USA e degli altri paesi è stata quella di aumentare la produzione propria. Inoltre, si sta promuovendo sempre di più il riciclo di materiale utilizzato per precedenti dispositivi tecnologici.

Terre Rare: cosa sono e perché sono importanti nella geopolitica e nell’economia mondiale

Il termine “Terre rare” negli ultimi anni è stato oggetto di attenzione da parte delle principali testate giornalistiche in campo economico. L’importanza che queste hanno acquisito durante l’ultimo decennio è aumentata in maniera esponenziale, e vedremo il perché. 

Le terre rare, come descriveremo inseguito, sono essenziali nella tecnologia, nell’energia nucleare e nell’ambito sanitario. Inoltre, giocano un ruolo fondamentale anche nell’energia pulita e sull’impatto ambientale.

Dunque, in questo articolo specificheremo cosa sono le terre rare e perché sono così importanti nell’attuale politica mondiale. 

Cosa sono le Terre Rare e quali sono le caratteristiche

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici facenti parte della tavola periodica, quali:

  • Scandio
  • Ittrio
  • Lantanoidi (Lantanio, Cerio, Praseodimio, Neodimio, Promezio, Samario, Europio, Gadolinio, Terbio, Disprosio, Olmio, Erbio, Tulio, Itterbio, Lutezio)

Essi sono molto simili tra di loro e strutturalmente hanno solamente piccole differenze a livello atomico. Tuttavia, le loro proprietà molto particolari li rendono insostituibili nella produzione di materiali specifici, perlopiù in campo tecnologico.

Il nome terre rare è stato attribuito a questo gruppo perché i minerali dai quali vennero isolati non erano molto comuni. Sebbene questi elementi siano molto diffusi nella crosta terrestre, essi sono molto difficili da estrarre. Inoltre, si presentano a basse concentrazioni nei depositi e il costo di estrazione è molto alto.

A cosa servono le terre rare

Questi elementi sono fondamentali nella produzione dei moderni dispositivi tecnologici come dispositivi high-tech, catalizzatori e componenti di elettronica. In aggiunta, ricoprono un ruolo importante anche nell’energia nucleare, nella tecnologia aereospaziale e magneti.

Facciamo qualche esempio: 

  • L’erbio è utilizzato per amplificare il segnale della fibra ottica
  • Il cerio serve per rendere lisci e lucidi gli schermi degli smartphone.
  • Il neodimio è uno dei componenti usati nella produzione di altoparlanti. Inoltre, è importante anche nella produzione di alcuni laser utilizzati in campo sanitario (Laser Neodimio-Yag).
  • Il samario, associato al cobalto, serve a formare dei magneti permanenti. In aggiunta, è importante anche nelle radiazioni per combattere il cancro.

Come si può notare, gli ambiti in cui vengono utilizzati questi elementi sono molteplici, soprattutto nei dispositivi tecnologici moderni. Conseguentemente, con l’evoluzione esponenziale degli ultimi anni in ambito tecnologico, si può comprendere la loro crescente importanza. 

Dove si trovano le terre rare

Attualmente, la Cina è il paese che produce più elementi “rari” al mondo. Il suo territorio contiene circa il 35 percento delle terre rare del pianeta. Ciononostante, la produzione cinese delle stesse rappresenta più del 90 percento di quella mondiale. Infatti, essa detiene quasi il monopolio in questo campo. 

Qui la domanda sorge spontanea: come mai la Cina detiene l’assoluto predominio nonostante questi elementi siano in realtà abbastanza distribuiti?

La risposta risiede nella modalità e costi di estrazione. Innanzitutto, bisogna specificare che in questo stato le norme di tutela dei lavoratori nelle miniere sono molto carenti. Infatti, il processo di estrazione richiede molta esposizione a sostanze dannose per l’organismo. Inoltre, i salari medi dei lavoratori sono molto più bassi. 

Tutto questo causa un costo ridotto della manodopera e quindi una maggiore accessibilità.

I paesi secondari nella produzione sono l’Australia e la Russia

Terre Rare e inquinamento ambientale

Come anticipato prima, gli elementi delle terre rare sono presenti in basse concentrazioni nei minerali. 

Conseguentemente, il processo di estrazione e isolamento degli stessi è molto complesso. Esso richiede decine e decine di cicli di raffinazione prima di considerare utilizzabili queste sostanze. Infatti, ogni ciclo necessita l’utilizzo di acidi tossici per portarsi a compimento. 

A Baotou, in Mongolia, è presente uno dei principali stabilimenti di lavorazione delle terre rare. Il paesaggio è caratterizzato da colonne di fumo grigio che si innalzano nell’atmosfera. Poco distante dall’impianto, si trova un lago artificiale pieno di sostanze tossiche. Nella stagione delle piogge, le pozzanghere si colorano di nero, a causa della presenza in cielo di polveri sottili di carbone.

Perciò, dietro questa supremazia mondiale cinese, possiamo scorgere una noncuranza delle conseguenze ambientali e sanitarie che ne derivano

Perché sono fonte di contrasto

Attualmente, gli USA importano dalla Cina circa l’80 percento delle proprie terre rare. Quindi, si può asserire che lo stato cinese detiene il monopolio delle stesse. Di conseguenza, esso ha in mano l’industria tecnologica che negli ultimi anni ha avuto un vero boom economico.

A causa dei recenti dissidi tra USA e Cina, quest’ultima ha minacciato di ridurre l’export nel mondo di questi materiali. Le conseguenze che porterebbero un’ulteriore diminuzione sarebbero ingenti.

Dati gli alti costi di estrazione che necessitano gli altri Paesi, i prezzi dei dispositivi high-tech salirebbero alle stelle. Quindi, diminuirebbe la domanda, creando una recessione del mercato, soprattutto quello statunitense ed europeo. 

I Paesi più preoccupati sono quelli concorrenti, leader nel settore tecnologico, come USA e Giappone.

Tuttavia, questi Paesi stanno cercando altre aree geografiche utilizzabili per l’estrazione. Esse sono state individuate soprattutto in Sudafrica, Brasile, Canada e Groenlandia. 

La risposta degli USA

Tutto è iniziato nel 2010, quando la Cina ha annunciato una riduzione delle esportazioni di terre rare del 40 percento. Ciò ha causato una crescente domanda e un ingente aumento dei prezzi delle stesse.

In aggiunta, nel 2014 la domanda globale di terre rare era di circa 90 mila tonnellate. Perciò, il fabbisogno crescente di questi elementi sta spingendo gli USA e il resto del mondo a cercare vie alternative.

Innanzitutto, dato l’inquinamento che provocano i processi di estrazione, si sta cercando di evitare l’aumento delle miniere. Una soluzione a questo problema potrebbe essere il riciclo dei materiali dei vecchi dispositivi. Apple è una delle aziende che più di tutte si sta prodigando affinché la produzione degli iPhone possa essere con materiale riciclato.

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Autore: Enrico Ciardo

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