Teoria Moderna Monetaria (MMT): cos’è la Teoria della Moneta Moderna – Sommario

  • Alla fine del 2020 il debito totale mondiale sarà pari al 400% del PIL mondiale annuale.
  • La Teoria Moderna Monetaria (MMT) dovrebbe dare la possibilità alle Banche Centrali di acquistare direttamente il debito pubblico emesso dai Governi, solo in determinate condizioni macro economiche di partenza.
  • L’obiettivo delle politiche delle Banche Centrali si dovrebbe focalizzare maggiormente sul mercato del lavoro per controllare l’andamento del tasso di inflazione attesa.
  • Tra le Aree economiche mondiali, una avrebbe più bisogno dell’applicazione della Moderna Teoria Monetaria.

Teoria Monetaria Moderna (MMT) e Monetizzazione dei Debiti

Abbiamo presentato Teoria Monetaria Moderna (MMT) e monetizzazione dei debiti già nello scorso articolo. In particolare, avevamo descritto gli interventi monetari e fiscali adottati per fare fronte alla grande crisi finanziaria ed economica partita nel 2008.

Monetizzazione dei debiti

Dicevamo che alla fine del 2019 il mondo era già fortemente indebitato. La cifra? Ben più di 3 volte il totale del prodotto interno lordo mondiale generato annualmente.

L’avvento della Pandemia Covid-19 ha obbligato le istituzioni finanziarie (Banche Centrali) ed i governi mondiali a nuovi interventi. Interventi necessari, per far fronte al blocco delle attività produttive ed economiche per contrastare la diffusione del Virus.

Coronavirus e provvedimenti delle istituzioni finanziarie

Le azioni delle istituzioni finanziarie si sono state concertate su due livelli. 

  • Le Banche Centrali hanno tagliato, dove possibile, ulteriormente i tassi di interesse, ed approntato acquisti quasi illimitati di asset finanziari, per garantire liquidità monetaria al funzionamento delle transazioni finanziarie.
  • I vari Governi Mondiali hanno erogato aiuti pubblici a quasi tutti gli attori economici come amministrazioni locali, imprese di tutte le dimensioni, lavoratori di ogni comparto.

Questi nuovi interventi, sono stati attuati con l’emissione di nuovo debito/moneta. Ciò ha portato ad un aumento ulteriore dell’ammontare del debito mondiale che lo porterà vicino al 400% del PIL mondiale annuale entro la fine del 2020.

Passaggio alla Teoria Moderna Monetaria

Con queste ultime disposizioni, si è praticamente passati all’applicazione della MMT, la Moderna Teoria Monetaria, che giocoforza è passata appunto dalla Teoria alla sua applicazione Reale.

Teoria Moderna Monetaria: cos’è la MMT

La Teoria Monetaria Moderna o Teoria della Moneta Moderna, in inglese Modern Monetary Theory (MMT), indica una teoria economica che mira a descrivere dettagliatamente procedure e conseguenze dell’uso della moneta a corso legale emessa dallo stato. La MMT è anche conosciuta con il nome di neo-cartalismo.

Teoria Moderna Monetaria: come funziona

Vediamo ora per sommi capi su cosa si basa questa nuova impostazione monetaria.

Con questo nuovo paradigma monetario, i Governi, nei momenti di difficoltà economica, potrebbero finanziare le proprie spese non solo principalmente con le entrate fiscali, ma con la creazione di nuovo debito fino al raggiungimento della piena occupazione.  

MMT e presupposti

Il presupposto di partenza, per intraprendere questa soluzione, dovrebbe essere una disoccupazione elevata, una bassa inflazione, ed un potenziale di offerta di beni e servizi superiori alla potenziale domanda.

A questo punto il nuovo debito emesso dai governi, sarà direttamente acquistato dalle Banche Centrali, tramite la stampa di nuova moneta.

Teoria della Moneta Moderna e Giappone

Fino ad pochi anni fa la maggior parte degli economisti pensava che la stampa di nuova moneta non direttamente coperta da un incremento delle attività di scambio di beni e servizi, potesse generare inflazione.

Questa convinzione però, è stata messa in discussione dall’esperienza di alcuni paesi come il Giappone che, nonostante un debito pubblico elevatissimo 240% del PIL, non riesce da anni a far crescere la sua inflazione interna, e nemmeno la sua economia.

Focus della Nuova Teoria Monetaria

La nuova Teoria Monetaria quindi si focalizza maggiormente sul tasso di disoccupazione invece che sul tasso di inflazione, o se vogliamo meglio precisare, sul tasso di incremento dei salari.

Tasso di disoccupazione

Fino a quando ci sarà disoccupazione, i salari non potranno aumentare e di conseguenza neppure la domanda totale di beni e servizi. In effetti è quello che abbiamo visto negli ultimi dieci anni, salari compressi, disoccupazione medio/alta, e quindi inflazione bassa.

In questa situazione, non avrebbe senso continuare a finanziare le spese dello Stato solo con le entrate fiscali, proprio perché continuerebbero a limitare gli investimenti, in primis Statali e poi anche del settore privato.

Investimenti pubblici

In queste condizioni le spese per investimento dovrebbero essere finanziate con nuovo debito a sua volta acquistato direttamente dalle banche centrali con nuova moneta.

Impiego di nuove risorse

Gli Stati andrebbero ad utilizzare le nuove risorse in investimenti strutturali come, Settore Sanitario, Trasporti, Istruzione, Ricerca e Sviluppo, e cosi via. Tutti questi interventi richiederebbero l’utilizzo di nuova forza lavoro che andrebbe ad incidere sul livello di disoccupazione e su quello dei relativi salari.

Gli investimenti pubblici, avrebbero poi un riverbero anche sulle attività del settore privato con ulteriore espansione delle attività.

Livello di piena occupazione

Raggiunto un livello di piena occupazione, che normalmente si ottiene con un tasso di disoccupazione attorno al 3%, si monitorerebbe l’equilibrio tra domanda ed offerta per non rischiare che un eccesso di domanda cominci a far aumentare l’inflazione.

Obiettivo delle Banche Centrali

Quindi con questa nuova impostazione, l’obiettivo principale delle Banche Centrali sarà sempre il controllo dell’inflazione, ma mettendo in primo piano il livello del mercato del lavoro inteso come tasso di disoccupazione ed incrementi salariali.

Situazione attuale

Tornando alla situazione attuale degli interventi delle istituzioni monetarie internazionali, questi si possono sicuramente racchiudere nei paradigmi della Moderna Teoria Monetaria. Quello che preoccupa però è una applicazione non organica, dettata più dalla necessità emergenziale che da una pianificazione degli interventi con obiettivi futuri di politica economica.

Risvolti futuri

La strada intrapresa, dovrà essere supportata in futuro da interventi di espansione degli investimenti nei settori sopra elencati, per poter generare quell’effetto virtuoso sull’economia in generale.

Se così non fosse, l’elevato indebitamento in mancanza di incremento economico, peserà ancora di più sui bilanci di Stati ed Imprese, deprimendo ancora di più le condizioni economiche e finanziarie di alcune aree economiche.

Conclusioni

Tra le tre aree economiche più importanti, Stati Uniti, Europa e Cina, sicuramente l’area più debole rimane quella europea. Qui la divisione tra gli Stati Membri, sulla visione d’insieme frena una chiara linea di intervento.

Se esiste una zona al mondo dove ci sarebbe bisogno della Moderna Teoria Monetaria, questa è appunto la Vecchia Europa.

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Mario Padovani
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Dopo una carriera di successo in aziende italiane leader nel mondo, e dopo 10 anni in Estremo Oriente, Mario ha deciso di dedicare la sua esperienza nel creare il proprio portafoglio di investimenti. Conscio che nessuno possa farlo meglio di lui, ha abbracciato la filosofia di Assistenza Brokers e Alpha4All.