Imparare dai propri insuccessi come Paul Tudor Jones

Ispirazioni dal trader Paul Tudor Jones

Dopo la storia di successo di Bruce Kovner, continuiamo la nostra rubrica di ispirazione grazie alle storie di trader di successo. E in questo articolo parliamo di Paul Tudor Jones.

Jones è uno dei più giovani e famosi gestori di Wall Street, uno di quegli uomini che sembrano riuscire in qualunque cosa.

La sua carriera inizia come broker (una sorta di procuratore di Borsa) e già al secondo anno di lavoro riesce a totalizzare commissioni totali per più di un milione di dollari.

Nell’autunno del 1980 decide di diventare un floor trader (operatore abilitato a scendere nel parterre di Borsa) sul mercato del cotone. Realizza una spettacolare performance guadagnando alcuni milioni di dollari nell’arco di poco tempo. Ancora più incredibile è il fatto che in tre anni e mezzo di operatività Jones realizza una performance negativa solo in un singolo mese.

Nel 1984 Jones lancia il fondo d’investimento che porta il suo nome: Tudor Futures Fund con un capitale gestito di 1,5 milioni di dollari. Alla fine del 1988, 1.000 dollari investiti alla data di partenza sarebbero diventati 17.482.

Dal 1987 Jones non accetta più investimenti nel fondo e procede di anno in anno in rimborsi obbligatori, per evitare che la massa gestita sia tale da intaccare la performance.

La gestione di Paul Tudor Jones può essere definita “difensiva”, tuttavia gli ha consentito performance superiori al 100% annuo.

Mentre i gestori di tutta America si disperavano in seguito al crollo di Wall Street del 19 ottobre 1987, Paul Tudor Jones si gongolava sorridente nella sua poltrona: quel mese il suo fondo d’investimento (Tudor Futures Fund) sarebbe cresciuto del 62%. Niente di strano, visti i risultati ottenuti da cinque anni a quella parte, ma comunque motivo di soddisfazione per lui e i suoi clienti.

paul tudor jones

La lezione più importante per Paul Tudor Jones

Durante l’intervista concessa a Jack Schwager, Paul Tudor Jones dimostrava la tipica sicurezza del trader che sa vincere.

Quel giorno le cose andavano per il verso sbagliato e le operazioni portavano a una perdita di circa tre milioni di dollari nella singola mattinata, ma non per questo l’umore di Jones diventò negativo. Per lui perdere faceva semplicemente parte del gioco, e la sua opinione negativa sul mercato fu completamente ribaltata due settimane dopo, divenendo nettamente positiva. Come a dire che il mercato ha sempre ragione e che il trader deve saper riconoscere lo sbaglio.

“La prima cosa importante che ho imparato a fianco di mio zio, un operatore professionista che mi ha insegnato il mestiere, è che il mercato alla fine va dove deve andare, senza che nessuno possa determinarne il trend. In secondo luogo ho imparato a essere un ‘duro’ seguendo l’esempio di mio zio, che era un vero e proprio figlio di… Questa professione richiede la capacità di subire forti sbalzi emotivi, e in molti casi bisogna saper sopportare l’evidenza di un errore”.

Come dice Jones, un trader impara dai propri insuccessi e mai dalle posizioni vincenti.

Un’operazione particolarmente disastrosa vide Jones “operare da macho”, commettendo un errore di spavalderia in cui non si dovrebbe mai cadere.

“Chiusi l’operazione con perdite molto pesanti, dovute al fatto che avevo operato in modo sproporzionato all’entità del capitale a mia disposizione. Le perdite furono ricompensate dal fatto che il mio stile operativo cambiò radicalmente da allora. Realizzai per la prima volta che non potevo rischiare tutto su una singola operazione ma che dovevo apprendere l’arte della disciplina e della gestione del denaro. Fu allora che abbandonai l’idea di rinunciare al trading e decisi di rifarmi cambiando approccio al mercato”.

 

Imparare dai propri errori

Oggi Tudor opera in modo “rilassato”, il che non evita ai suoi collaboratori di sentire le sue urla da un ufficio all’altro durante la mattinata borsistica. In compenso, dice:

“Sono molto tranquillo e felice della mia gestione; quando una posizione inizia a perdere non faccio altro che chiuderla e aprirne un’altra, senza pensarci troppo”.

Un particolare importante sull’approccio al mercato di Jones viene da questa affermazione, Io penso sempre alle potenziali perdite piuttosto che ai guadagni ipotetici. In questo modo riesco a fissare dei livelli di prezzo a cui chiuderò indissolubilmente la posizione in perdita; in genere non permetto che il capitale gestito perda più del 10% in un singolo mese. Se ciò non accade so infatti di essere perfettamente in grado di recuperare, mentre in caso contrario perderei la tranquillità”,

 

Le regole del successo per Tudor Jones

Tudor Jones ha alcune regole (come ogni gestore di successo), che segue ciecamente:

  1. Non fare mai media dei prezzi con titoli in perdita.
  2. Diminuire l’operatività nei periodi in cui le cose non girano per il verso giusto,
  3. Non operare quando non si è sicuri di poter controllare la situazione.
  4. Chiudere la posizione ogni qualvolta le perdite diventano rilevanti,
  5. Non preoccuparsi del prezzo che si apre una posizione, ma cercarti solo di essere sicuro della tendenza.
  6. Operare in modo difensivo, non offensivo, pensando quindi di avere torto e non ragione, Sarà più facile uscire al momento giusto,
  7. Non voler fare l’eroe, limitare il proprio ego, non eccedere in sicurezza.

Quello che fa di Tudor Jones un trader diverso è la sua capacità di rimediare tempestivamente agli errori e di dimenticarsene.

Come molti investitori probabilmente sanno, riuscire a cambiare posizione sull’intero mercato in poche ore è molto più facile a dirsi che a farsi, 11 ottobre 87 Jones operò al ribasso dal primo minuto della giornata del famoso crollo, ricoprendo tutte le posizioni alla fine della stessa. In quella singola giornata, nello spazio di poche ore, i profitti realizzati superarono 340 milioni di dollari. Tudor opera molto sulla base dell’istinto personale, ma non disdegna alcuni trading system da lui stesso elaborati.

 

Conclusione

Paul Tudor Jones è sempre stato un grande gestore, ma nei primi tempi la sua performance era volatile: anche se alla fine guadagnava molto ci sono stati periodi di perdite ingenti. Oggi la sua strategia si basa interamente sul controllo del rischio: non pensa a quanto potrebbe guadagnare, ma solo a quanto potrebbe perdere. La sua capacità di realizzare le perdite lo contraddistingue fra la massa dei gestori, che al contrario stentano ad accettare che nel gioco di Borsa lo sbaglio è una componente da accettare e non da subire.

Jones insegna quindi a giocare sulla difensiva, per non rischiare di saltare, un messaggio che non implica necessariamente una performance ridotta, come i risultati da lui realizzati hanno costantemente dimostrato.

 

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Davide Bergamaschi
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In qualità di Trader Workstation Specialist, conosce tutti i segreti della TWS e come può farti risparmiare il 5% sul tuo capitale ogni anno. Inoltre gestisce i canali social di Assistenza Brokers, vai a trovarlo su YouTube e su Facebook!