Una storia di ordinaria vita da trader

La forma mentis vincente nel trading

 

“La luce dopo la tempesta”

Questa è una frase che ripeto molto spesso nelle mie sessioni di live trading, e non è molto differente da quello che molti grandi allenatori di calcio, e non solo, hanno spesso dichiarato in alcune interviste.

Sir Alex Ferguson, ex allenatore e manager del Manchester United, la diceva ai suoi giocatori al rientro negli spogliatoi anche dopo vittorie spettacolari, quando avevano un’ora o poco più per godersi la vittoria prima di pensare alla partita successiva.

E ritengo che questo aspetto, questa mentalità che molti vincenti dello sport possiedono, possa e debba essere in parte emulata anche nel trading.

Ovviamente, stiamo parlando di due attività diverse che però hanno alcune analogie per quanto riguarda l’approccio e la forma mentis vincente.

Sappiamo tutti che quando si vince, quando si realizza un’operazione profittevole è molto facile mettersi sul piedistallo e auto-elevarsi a genio o mago dei mercati finanziari.

Cos’è l’over-confidence?

 

Se tale situazione dovesse ripetersi più volte nell’arco di un periodo ristretto è facile che possa scattare un eccesso di confidenza (overconfidence effect). SI tratta di un processo mentale molto pericoloso quando si investe del denaro perché si tende a sovrastimare le proprie informazioni, conoscenze e capacità, e quando ciò accade, di solito, la classica stangata sui denti non tarda ad arrivare.

Non aspettate le “mazzate” per tornare con i piedi per terra, non staccateli proprio e continuate a vivere i mercati finanziari con rispetto e umiltà perché ogni giorno avranno da insegnarvi qualcosa di nuovo.

Viceversa, quando si parla di una sconfitta, e in particolare quando risulta significativa, è molto facile lasciarsi andare a inutili pianti di disperazione.

Ti sei mai ritrovato a dire: “questo sport, questa attività o questo lavoro non fanno per me”?

Spesso si getta la spugna alla prima difficoltà.

 

Come affrontare il peggio

 

Peggio ancora, in molti casi ho visto una grande immaturità nell’affrontare un evento negativo.

Quando si perde del denaro difficilmente si è portati ad ammettere le proprie colpe, anzi, si cerca sempre di trovare un capro espiatorio o un fattore esterno a cui attribuirle, e credetemi quando vi dico che ne ho sentite di tutti i colori in questi anni.

“È il broker che mi ruba i soldi”, “è colpa di Mario Draghi che ha fatto quell’annuncio”, “non ho mai fatto questa operazione è la piattaforma di trading che l’ha innescata da sola”, “non ricordo avevo il computer sul tavolo e mia figlia di 5 anni deve aver schiacciato qualcosa”.

Potrei andare avanti per ore e riuscirei a riempire una bibbia con tutte le scuse in cui mi sono imbattuto durante la mia carriera.

Ma che si parli di trading o di altro poco cambia, quando si perde la colpa è unicamente della persona che vedete riflessa nello specchio tutti i giorni. Ci potranno sempre essere tanti se e tanti ma però siamo solo noi gli artefici del nostro destino.

Cosa fare quando ciò accadrà?

 

Fermatevi, ripercorrete tutti i passaggi e troverete sicuramente l’errore. Errore da conservare gelosamente nella mente per non ricommetterlo in futuro.

D’altro canto non siate, pero, troppi duri con voi stessi, perché errare è umano e per quanto siate forti, bravi e determinati non si possono vincere tutte le battaglie. È la guerra che dev’essere vinta.

Se proprio non si trova una via per la vittoria, quantomeno dovremo puntare a mollare senza rimpianti, con la sicurezza di averci provato fino in fondo.

Di certo, dopo una decina di anni sui mercati, non è la prima volta che mi accade, ma nell’ultimo periodo ho dovuto affrontare io stesso problematiche simili a quelle appena descritte.

 

Una sconfitta personale trasformata in rinascita

 

L’anno scorso, poco prima della mia partenza per Londra, nello zaino di viaggio ho dovuto portare con me una bella perdita di oltre 7000€ su uno spread costruito per fare un “arbitraggio” tra il grano rosso di Kansas City e il grano tenero di Chicago.

Senza entrare nelle dinamiche tecniche dell’operazione o negli errori di analisi e gestione della posizione, l’impatto mentale è stato piuttosto negativo e, sicuramente, anche agli occhi di chi mi ha seguito giorno dopo giorno il riscontro non poteva essere positivo.

Non mi sono lasciato andare!

Fin da subito ho lavorato per individuare l’errore principale. E come quando giocavo a calcio e perdevo una partita sapevo che la domenica successiva c’era la possibilità di rifarsi: la stessa identica cosa poteva e doveva accadere anche in questa circostanza.

Solitamente, nel periodo estivo, tendo a diminuire un po’ l’attività ma avendo nel portafoglio ancora alcuni trade interessanti li ho parzialmente mantenuti.

E come spesso accade quando si ha un metodo, la luce dopo la tempesta non tarda ad arrivare. Con l’aiuto di tutta la community, sono riuscito a metterci una pezza, come potete vedere in questo grafico.

trader

Heating Oil e Lean Hogs mi hanno di certo fatto un bel regalo, proprio alle porte del primo week-end passato a Londra.

 

Conclusione

 

Ancor più che nella vita, quando abbiamo a che fare con il trading dobbiamo ricordare che ci sono un sacco di opportunità per girare a nostro favore un evento negativo.

Avere una forma mentis adeguata potrà permetterci di diventare padroni del nostro futuro.

I mercati finanziari sono molto più meritocratici di quello che si possa credere.

 

Matteo Anelli
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Analista e Top Trader in Commodity Spread, scrive di commodities e anima quotidianamente il Trading Club Multiday.