Stop Loss: come gestirle su opzioni vendute in momenti critici

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Ben ritrovati, oggi andremo a vedere come bisognerebbe lavorare sulle stop loss delle opzioni vendute in momenti critici di mercato come quelli che il mercato si sta trovando ad affrontare in queste ultime sessioni.

Inizio l’articolo facendo una doverosa promessa. Nelle ultime settimane abbiamo più volte consigliato di stare lontani dal mercato proprio perché si temeva un possibile ribasso, ovviamente nessuno poteva prevedere quello che è accaduto quindi lungi da me dire “ve lo avevo detto”, tuttavia qualche segnale c’era stato.

Comunque sia andiamo a fare un esempio pratico di una situazione che potrebbe andare a crearsi.

Tornando indietro al 13 Luglio possiamo vedere come SPY , etf dell’ S&P 500, sia stato laterale negli ultimi mesi tra valori compresi tra 204$ e 215$ circa.

Vedendo il titolo in area 210$ in molti sarebbero andati a vendere un bull put al di sotto dei minimi di periodo a 204$. Una strategia che poteva essere sensata era quella di vendere put a 196$ con copertura a 191$ e con scadenza 18 Settembre.

Da questa strategia avremmo incassato 166$ dalla venduta e avremmo pagato 112$ per la comprata, per un premio totale di 54$ contro un margine di 446$. Il ROI sulla strategia sarebbe stato del 12% circa in due mesi.

 

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Ora ogni buon trader a fronte di un premio di 1.66$ sulla venduta sarebbe andato a mettere una stop loss ad un prezzo di circa 5.00$.

Ora andiamo a vedere come si è comportato il valore della nostra opzione venduta nell’ultima settimana di mercato.

 

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Grafico opzione 196 PUT settimanale, candele 30 minuti 

 

Ora come vedete fino al 21 Agosto, dove comunque il mercato era già abbondantemente crollato e la tempesta stava diventando inevitabile, l’opzione è arrivata a sfiorare il valore di 5.00. Quindi sarebbe stato improbabile che la nostra stop venisse eseguita.

Ora vedete il giorno dopo cosa ha combinato il mercato alle 15:30. Il titolo appena si sono aperte le contrattazioni ha toccato addirittura un valore di 17$. Questo significa che da una perdita massima di 332$ si sarebbe passati ad una perdita di circa 1534$.

 

La domanda è: cosa avremmo dovuto fare?

Prima di tutto avremmo dovuto chiudere l’operazione il giorno prima anche se non aveva ancora raggiunto il livello di stop loss, in quanto ogni supporto era stato rotto ed era davvero una chimera pensare che il mercato potesse ritracciare subito.

Ricordate sempre che la stop loss rappresenta l’extrema ratio dei mercati, cioè l’ultima possibilità alla quale dobbiamo appigliarci.

Nel caso in cui invece al 21 Agosto ancora eravate nel trade allora la cosa più saggia da fare era quella di togliere la stop loss e monitorare la situazione in atto.

Infatti le notizie sui futures dicevano che i mercati avrebbero aperto con un gap del 4% circa, inoltre in una situazione eccezionale come questa c’era da aspettarsi dei prezzi completamente impazziti.

Togliendo la stop loss infatti avreste comunque limitato la massima perdita che sarebbe stata di 446$, ovvero la differenza tra lo strike venduto e quello acquistato *100 meno il premio incassato.

Questo articolo ovviamente non basta per imparare a gestire situazioni come quelle che si sono verificate Lunedì. Non basta un articolo di poche righe per imparare a gestire il panico, però dobbiamo vederlo come un momento di crescita comune.

Da Settembre comunque andremo a vedere più nel dettaglio come imparare a gestire le stop loss anche queste situazioni all’interno del Trading Club al fine di ottenere un rendimento costante, l’unico nostro obiettivo.

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Analista e Top Trader in opzioni, gestisce i clienti nella loro operatività sui derivati e anima il Trading Club Multiday.