Soybean short – Soybean Oil long : com’è possibile?

soybean

Prima del 31 marzo, data in cui l’USDA (Dipartimento dell’Agricoltura Americana) rilascerà un importante report sulle condizioni di domanda-offerta dei prodotti agricoli e renderà più chiaro lo scenario su diverse commodity, arrivano già alcuni segnali per delineare il futuro di alcuni beni.

SOYBEAN e SOYBEAN OIL

In questo articolo analizzeremo da un punto di vista tecnico e fondamentale il comparto della Soia composto ovviamente da Soybean (ZS), Soybean Meal (farina – ZM) e Soybean Oil (olio – ZL).

Di queste materie prime vi avevo già parlato in un precedente articolo ma, a mio avviso, attualmente, o comunque nel breve termine si stanno presentando delle buone opportunità.

Iniziando con la Soia, vi avevo già parlato delle pressioni ribassiste su questo mercato date da un’offerta molto elevata, soprattutto in relazione a una domanda debole, che ha portato il rapporto scorte/utilizzo (Vedi Tabella USDA –> Stock/Use Ratio) a livelli record; non solo, ha inciso anche un dollaro forte, soprattutto nei confronti delle valute di paesi produttori come Brasile e Argentina.

Infatti, più una valuta diventa competitiva per le esportazioni, più i produttori Sud Americani saranno portati ad incentivare le proprie vendite, mettendo un ulteriore pressione ribassista sul mercato.

soybean

Dopo queste considerazioni fondamentali, che difficilmente potranno cambiare in maniera sostanziale prima del 31 marzo, analizzando il mercato anche da un punto di vista grafico notiamo un buon rialzo nell’ultimo periodo dovuto, a mio avviso, a prese di profitto dopo i ribassi precedenti e a un tono di ripresa del Real Brasiliano nei confronti del dollaro USA, che ha restituito solo una leggera e, secondo me, apparente competitività ai produttori statunitensi.

Pertanto, forte delle considerazioni appena fatte ho avviato un’azione ribassista sul future di Maggio della Soia; come livello di attenzione ho individuato i 900, non necessariamente per abbandonare l’operazione ma per incrementarla. L’obiettivo di profitto è, invece, posto sui minimi nell’area 855 – 860.

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Per la farina di soia lo scenario rimane il medesimo e l’impostazione grafica denota una visione ancora più ribassista della precedente, ma ho preferito sfruttare il rialzo più significativo della soia come migliore opportunità di vendita.

soybean meal

L’olio di soia, invece, lascia presagire uno scenario opposto, anche per il diverso impiego commerciale e di consumo che ha questa commodity. Infatti, come già detto nel precedente articolo, è sempre più presente una difficoltà di approvvigionamento per l’Olio di Palma, a causa di condizioni meteo (El Nino) non ottimali nel continente asiatico, come riportato nelle aspettative dell’USDA nella tabella sottostante.

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Dunque, per le difficoltà presenti sull’Olio di Palma, ci sarà bisogno di trovare un sostituto e il candidato più probabile è ovviamente l’Olio di soia.

Come possiamo osservare dal grafico, si può facilmente vedere come le prospettive siano differenti, infatti abbiamo già una tendenza decisamente più rialzista.

soybean oil

Un buon punto di ingresso sul future di Luglio lo possiamo individuare sui 30.50 con uno stop sotto i 29.50. Ma, se questi prezzi non dovessero più essere rivisti cercherò di accodarmi al trend bullish; in alternativa, si potrebbero sfruttare le opzioni per un’operatività rialzista non direzionale attraverso un Bull Put oppure attraverso un Bull Call, per esempio con i seguenti strike 30.50/33.50.

Un’alternativa efficace per sfruttare tutte queste informazioni potrebbe essere quella di sfruttare l’operatività di spread trading con un acquisto su ZL e una contemporanea vendita su ZM o ZS.

Nei prossimi articoli e soprattutto nelle sessioni live del Trading Club, cercherò di sfruttare quest’ultima opportunità che mi consentirà anche di sfruttare una riduzione dei margini complessivi.

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Analista e Top Trader in Commodity Spread, scrive di commodities e anima quotidianamente il Trading Club Multiday.