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Signoraggio bancario: cosa significa davvero?

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Signoraggio bancario: cosa significa davvero? – Sommario

  • Il signoraggio bancario è definito come il “reddito da emissione monetaria”.
  • Il signoraggio nasce in corrispondenza della moneta stessa.
  • Il nome deriva dai signori medievali che guadagnavano ogni qual volta che coniavano una nuova moneta.
  • Durante la seconda guerra mondiale, si decise di collegare le riserve aurifere al dollaro.
  • Tuttavia, negli anni 70 Nixon decise di scollegare il tutto dando più potere alle banche centrali, per fronteggiare la crescente spesa pubblica.
  • Oggi il signoraggio da parte delle banche centrali consiste nell’incassare gli interessi ricavati dal denaro stampato ed elargito. Tale guadagno viene a sua volta ridistribuito ai vari stati per la spesa pubblica.

Signoraggio bancario: spiegazione semplice di cos’è, come nasce e teorie

Se non hai mai sentito parlare di signoraggio bancario, almeno una volta ti sarai chiesto quale fosse il vero meccanismo di distribuzione della moneta.

In questo articolo andremo a vedere brevemente cosa significa signoraggio bancario e chi sono i signoraggisti, addentrandoci sull’origine di questo “reddito” delle banche centrali ancora oggi esistente.

La sua storia abbraccia un periodo ampio di tempo, che parte dai romani nel V secolo Avanti Cristo. Infatti, “signoraggio” vuol dire letteralmente “vantaggio del signore”, in riferimento ai Signori medievali.

Oggi, questo termine viene utilizzato in riferimento alla politica monetaria delle banche, per questo è stata coniata l’espressione “signoraggio bancario”. Vedremo in che cosa consiste, e come si è evoluto nella storia.

Nel corso degli anni, esso è stato anche soggetto anche di alcune teorie complottiste. Ne descriveremo i punti salienti, fino ad illustrare le conclusioni degli economisti a riguardo.

Definizione di signoraggio bancario

Quando si parla di “signoraggio” si intende il “reddito da emissione monetaria”. Perciò, indica i vantaggi politici ed economici di chi controlla la circolazione della moneta. Solitamente, questo compito è affidato alle banche centrali.

Ci sono varie definizioni attribuite a questo termine. Secondo lo Statuto del Sistema Europeo è “un reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali in funzione della loro politica monetaria”.

In poche parole, le banche centrali stampano banconote che poi prestano agli stati che, a loro volta, pagheranno degli interessi. Il flusso di cassa ottenuto verrà poi elargito ai vari stati, per la propria spesa pubblica, data da beni e servizi.

In realtà questi “redditi”, dovuti dalla creazione della moneta e della relativa elargizione, risalgono a molti secoli fa. 

Storia del signoraggio bancario

Nascita della moneta

Nell’antichità, le tasse allo stato venivano pagate tramite merci di diverso tipo, dalle spezie fino ai capi di bestiame. Dal V secolo A.C., però, l’impero romano obbligò i sudditi a pagare tramite una moneta da esso stabilita.

Dunque, da questo momento esplode l’utilizzo della moneta, che dovrà sostituire la merce, che prima si utilizzava come mezzo di scambio.

Infatti, i vantaggi che garantiva erano molteplici. Tra questi, con la moneta si velocizzava il processo di negoziazione, che di fatto era rallentato con il baratto delle merci. Conseguentemente, si aumentava la produttività.

Dal Medioevo fino al 1900

Nel mercato medievale venivano accettate solo monete coniate. Non bastava possedere dell’oro. Bisognava coniarlo affinché si potesse utilizzare come merce di scambio. È proprio qui che comincia a delinearsi il concetto di “signoraggio”.

Naturalmente, il processo di coniatura si pagava. Quindi, il valore di acquisto delle monete era leggermente inferiore al valore intrinseco del materiale coniato. Questo perché venivano trattenute le spese di coniatura.

Verso la fine del ‘700, per fronteggiare l’eccessivo oro richiesto dal mercato, nacque la banconota. Essa fu fondata dagli stati sovrani come promessa di pagamento in oro. Il Re la utilizzava per pagare le spese per le sue necessità, e obbligava i sudditi ad accettarle.

Tuttavia, la corona cominciò ad elargire banconote per un valore superiore alla quantità di oro che in realtà deteneva. Perciò, questo abuso per fronteggiare la spesa pubblica creò, di fatto, l’inflazione

Dopo seconda guerra mondiale 

Successivamente, dopo gli squilibri monetari che causarono la Grande Depressione, nel 1944 si organizzò la conferenza di Bretton Woods. Per la prima volta si crea un accordo internazionale secondo il quale il dollaro veniva “agganciato” all’oro.

Le crisi economiche successive, però, resero molto difficile il loro contenimento con tale politica monetaria. Perciò, nel 1971 il presidente degli USA Nixon decisa di sganciare il dollaro dall’oro

Questa decisione fu correlata all’eccessiva spesa pubblica, creatasi soprattutto per finanziare la guerra in Vietnam. 

Signoraggio oggi

Oggi la politica monetaria attuale ha l’obiettivo di mantenere la moneta commisurata alle necessità dell’economia. Essa è riservata alle banche centrali

Queste prestano dei soldi alle banche commerciali, ricevendo come garanzia dei titoli di stato oppure obbligazioni statali.

I guadagni forniti dalle banche centrali, dati dagli interessi ricevuti da quelle commerciali, si riversano nelle casse pubbliche.

Attualmente, la moneta non è agganciata a nessun valore reale, perché la spesa pubblica è in continuo aumento. Dunque, si necessita di molta più flessibilità per fronteggiare le recessioni.

Nell’Eurozona la banca centrale è la BCE. Il proprio “reddito monetario” viene distribuito alle banche nazionali, che a loro volta finanzieranno i rispettivi Stati. 

Teorie del complotto sul signoraggio bancario

Nel corso degli anni, ci sono state numerose teorie del complotto riguardo il signoraggio. Secondo i “signoraggisti” la politica monetaria ha lo scopo di danneggiare Stati e cittadini, per rafforzare dei poteri oscuri e occulti.

Il debito pubblico aumenta ogni volta che si emette moneta. Perciò, esso sarebbe causato proprio dalla politica monetaria al fine di assoggettare gli Stati alle banche.

Inoltre, secondo i sostenitori di queste teorie, il reddito dato dal signoraggio non è dato dagli interessi. 

Esso consisterebbe nella differenza tra il valore nominale e quello intrinseco della moneta. In poche parole, si guadagna più o meno la cifra della banconota che si produce. Ciò avviene perché il costo della produzione di una banconota e del suo materiale (valore intrinseco), è trascurabile.

La differenza tra le definizioni delle istituzioni e quella dei complottisti è sostanziale. Da un lato il reddito monetario è dato dagli interessi, dall’altro dalla cifra totale del denaro stampato. Per esempio, secondo le istituzioni ogni 100 euro stampati si avrebbe un guadagno di 2-3 euro (interessi), secondo i signoraggisti, quasi 100.

Conclusioni

Di conseguenza, i complottisti sostengono che il potere economico sia affidato in realtà a poche famiglie. Queste sono state identificate come creditori del debito pubblico dei rispettivi stati.

Tuttavia, l’ipotesi elaborata dai signoraggisti è stata trattata più volte da economisti ed esperti del settore. Ad oggi, queste teorie non trovano nessuna conferma in nessuna rivista divulgativa o specialistica di economia.

Autore: Enrico Ciardo

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Scritto da Il Team di AB

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