Schema Ponzi: riconoscerlo per evitare una truffa

Le regole d’oro per proteggere i nostri risparmi

“Anziché investire i soldi dei suoi risparmiatori li faceva approdare in intoccabili paradisi fiscali”. Quante volte abbiamo sentito da conoscenti o letto dalle pagine dei giornali di queste truffe da parte di Consulenti finanziari malandrini?

l nostri risparmi sono un bene prezioso e bisogna salvaguardarli. L’ultima cosa che deve capitarci è vederli volatilizzati nelle mani di truffatori. Le truffe sono sempre esistite e difenderci è anche compito nostro.

Proteggerci dai truffatori non è difficile. Ti do qualche suggerimento utile. Il primo è che “nessuno regala nulla”. In altre parole, non esiste l’affare del secolo. Non esistono nemmeno metodi facili per assicurarsi guadagni sicuri.

Quando poi consegniamo il nostro denaro ad un soggetto che non solo è un abusivo, ma è anche un truffatore, allora le probabilità di rivederlo indietro sono veramente prossime allo zero.

Le  truffe finanziarie più pericolose e ricorrenti utilizzano quasi sempre le medesime modalità. Si tratta di schemi da tempo “collaudati”, i quali però sembrano aver trovato una nuova linfa con la diffusione di internet.

Schema Ponzi: cos’è questo modello economico e come funziona

La tipologia di truffa finanziaria più frequente è sicuramente il cosiddetto “schema piramidale” detto anche “schema Ponzi“. Il nome deriva dal suo ideatore Charles Ponzi, operante negli Stati Uniti agli inizi del ‘900. È uno schema che non sembra preoccuparsi dei segni del tempo. Basti pensare che negli ultimi anni Bernard Madoff l’ha utilizzato per una delle truffe più eclatanti di tutti i tempi. In particolare, Madoff adottò questo modello per operare a Wall Street dal 1980 fino al 2008, generando un buco da 50 miliardi di dollari. 

Lo schema Ponzi è un modello economico nonché un’attività truffaldina nella quale chi entra per primo ottiene ritorni economici a spese dei successivi “investitori”. Si tratta, in parole diverse, di una specie di “catena di Sant’Antonio”. In questa catena, i truffatori promettono interessi molto elevati. Tuttavia, questi interessi saranno pagati agli investitori mediante il denaro apportato dai nuovi soggetti che hanno aderito successivamente allo schema.

Il gioco funziona fino a quando resta elevata la capacità di attrarre nuovi partecipanti. Quando, invece, il nuovo denaro in entrata non riesce più a coprire gli interessi promessi a coloro che già sono coinvolti nello schema, il circuito si blocca. Si manifesta quindi la sua natura di truffa.

Perché diventiamo vittime di truffe finanziarie?

I due esempi sopra illustrati aiutano a comprendere come l’avidità, ma a volte anche il bisogno di sicurezza, possano accecare gli investitori. Ciò li priva della lucidità necessaria per comprendere che certe promesse di guadagno sono semplicemente troppo belle per essere vere.

È giusto però ribadire che il grande successo delle truffe finanziarie non deriva solo dalla scaltrezza dei truffatori. Spesso, infatti, la colpa ricade sul comportamento dell’investitore. Quest’ultimo, a volte è accecato da un’eccessiva bramosia di guadagno e non si sofferma sulla ragione dei lauti interessi promessi.

La difesa più efficace rispetto a questi fenomeni sta quindi nel comportamento del risparmiatore.

Impara a gestire le tue emozioni e riconosci il modo più adatto alla tua personalità per gestire il denaro.

Ilenia Cerri
  • 32 Posts
  • 0 Comments
Forte della sua esperienza in uno studio internazionale di consulenza fiscale, Ilenia aiuta investitori e imprenditori a potenziare il proprio business. Specializzata in Contabilità e Fiscalità nazionale e internazionale, è iscritta all'ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili dal 2003.