Come diventare re della giungla dei contratti Future

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Future: Guida all’uso delle scadenze per trader Intraday

 

Ci risiamo, come ogni trimestre inizia in una settimana cruciale per tutti coloro che tradano future, ovvero la settimana del cambio scadenza.

Nello speciale di oggi scopriremo a livello tecnico come avviene questo passaggio di consegne, i rischi e le opportunità per i trader che utilizzano i future per i loro investimenti

 

Cos’è un Future?

 

Non voglio annoiarti con sermoni didattici, ti basta sapere che il future è uno strumento derivato che puoi comprare e vendere, proprio come un’azione. A differenza di un’azione che puoi tenere in portafoglio anche 10 anni, il future ha una scadenza, che a seconda del tipo (future su valute, materie prime, indici..) scade ogni mese, ogni bimestre oppure ogni 3 mesi.

 

Il trader può tradare anche future più lontani nel tempo, l’importante è che chiuda il contratto prima della scadenza naturale.

 

Come posso sapere ogni quanto scade il mio Future?

 

E’ un’informazione che puoi trovare su qualsiasi piattaforma, basta che cerchi un determinato future ad es ES (il future dell’indice S&P 500) e ti verranno proposte diverse scadenze: da lì potrete ricavare la frequenza con cui scade.

 

La scadenza non è tutto, attento alle trappole!

 

Un errore che molti trader fanno è tradare i loro future in maniera completamente errata, e questo può provocare non pochi guai all’investitore, in altre parole, delle perdite anche importanti sul conto.

 

Se sei un trader intraday devi sempre trovarti in condizione di tradare la scadenza più vicina, più scambiata, ovvero con più volumi. Tradare una scadenza più lontana e meno liquida NON DA’ ALCUN VANTAGGIO PRATICO e ti fornirà solo un’esecuzione a un prezzo svantaggioso, a causa dello scarso interesse sul titolo. In questa settimana ci troviamo esattamente nella transizione da marzo e giugno, non c’era momento migliore per mostrartelo:

 

Distribuzione volumetrica del future dello standard & Poor’s 500 in corso
Distribuzione volumetrica del future dello standard & Poor’s 500 – Scadenza 17 marzo

 

In questo primo grafico possiamo vedere la distribuzione volumetrica del future dello Standard & Poor’s 500 in corso (che scadrà venerdì 17). Concentriamoci sulla griglia della parte bassa alla voce “VOLUME GIORNATA” notiamo come gli scambi giornalieri siano in netto calo, nonostante rappresentino ancora circa il 20% dei volumi totali.

 

Scadenza su giugno
Distribuzione volumetrica del future dello standard & Poor’s 500 – Scadenza giugno

 

Situazione opposta su Giugno, scadenza da utilizzare. In questo caso vediamo come nell’ultima settimana gli scambi siano esponenzialmente aumentati e, nonostante coesista ancora con la scadenza precedente, i volumi sono già maggiori.

Giusto a scopo didattico, eccoti anche la situazione della scadenza di Settembre, che entrerà a pieno regime solo a giugno.

 

Distribuzione volumetrica del future dello standard & Poor’s 500 - Scadenza settembre
Distribuzione volumetrica del future dello standard & Poor’s 500 – Scadenza settembre

 

Stesso sottostante, prezzi molto simili ma guarda gli scambi: a fronte di un volume medio di 1.2 MILIONI di scambi giornalieri, la prossima scadenza si muove nell’ordine delle decine.

 

Quando cambiare scadenza

 

A livello operativo non c’è alcuna data precisa per effettuare il cambio: solitamente è il giovedì/venerdì della settimana precedente della scadenza naturale, ma l’unico modo per avere una conferma è osservare i volumi e selezionare la scadenza più liquida.

Attento a questa settimana di transizione. In queste 4-5 sedute, il mondo si divide tra le 2 scadenze che si “rubano” a vicenda contratti rendendo i 2 titoli più illiquidi e di conseguenza più imprevedibili. Il consiglio in questi casi è di ridurre il numero di contratti utilizzati, tanto si tratta di qualche seduta ogni trimestre, non saranno certo quei soldi a fare la differenza tra un trimestre positivo o negativo.

Sarà una primavera piuttosto calda per i mercati: in Europa sia Olanda che Francia sono chiamate al voto, le politiche di Trump sono ancora tutte da decifrare, la Brexit muoverà i suoi primi passi e adesso si è messa anche la Scozia, a maggior ragione è indispensabile per il trader curare anche questi dettagli operativi che prevengono da perdite inutili.

 

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Samuele Mancastroppa
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Fine analista dati e grande esperto della piattaforma Trader Workstation di Interactive Brokers, è sempre aggiornato sulle ultime news macroeconomiche.