Scadenza: attenti ai vostri sottostanti futures

Accantonato il detto “sell in may and go away” con un mercato che a discapito della scaramanzia ci ha dato grandi soddisfazioni su diversi strumenti e operatività, focalizziamo la nostra attenzione sulle scadenze trimestrali dei futures, indispensabili per tutti gli investitori che non vogliono cadere nella trappola di trovarsi con dei futures in scadenza in portafoglio.

Prima di addentrarci in tecnicismi partiamo dal fatto che ogni futures, per definizione, ha una scadenza:

Nella maggior parte dei casi la cadenza è trimestrale come ad esempio per i principali indici (S&P, Nasdaq, Dow Jones, Russell per la parte USA, Dax, Bund, Eurostoxx per le borse Europee)

Se ci spostiamo invece sulle materie prime, salvo particolari eccezioni la scadenze del futures sono mensili: la spiegazione è presto intuibile, in quanto le materie prime sono molto influenzate da variabili macroeconomiche (scorte, clima, stagionalità, ecc) e devono necessariamente avere una cadenza più ravvicinata rispetto ad un indice.

 

QUANDO È IL MOMENTO DI CAMBIARE SCADENZA?

Non esiste una regola precisa e molto dipende dal tipo di operatività che stiamo adottando. Se siamo dei traders intraday o multiday, con un arco temporale inferiore ad un mese, è consigliato operare sempre sulla scadenza corrente che è la più scambiata: maggiori scambi portano più liquidità, uno spread tra bid e ask inferiore, un’esecuzione più precisa, slippages più rari.

Per capire quale scadenza è la più scambiata basta confrontarla con la successiva: parlando di Indici Americani solitamente il cambio avviene circa una settimana prima della naturale scadenza, su quelli Europei invece si preferisce tradare sul futures attuale fino ad un paio di giorni prima della scadenza tecnica.

In questa tabella presa direttamente dall’Exchange, con riferimento ai futures dell’S&P, vediamo come la scadenza di Settembre sia già la più scambiata, nonostante Giugno sarà ancora tradabile fino a venerdì.

 

Futures ES mini S&P

 

Degni di nota anche gli scambi davvero nulli sulle scadenze di Settembre e Marzo 2016.

Se abbiamo un’operatività in Spread Trading, quindi legata a scadenze più lontane, oppure usiamo futures a copertura per strategie in opzioni allora vien meno il concetto della ricerca del massimo volume.

Per questa categoria di investitori consiglio di dare un’occhiata sempre ai dettagli del contratto, per capire, oltre alla scadenza naturale, anche fino a quando è possibile tradare lo strumento (ad esempio il petrolio non è più possibile tradarlo già da 48 ore prima della scadenza naturale del contratto ma ci sono futures che si “fermano” molto prima).

 

HO DIMENTICATO LA SCADENZA, COSA SUCCEDE?

Niente di irreparabile, sia chiaro, in ogni caso qualche scocciatura sicuramente è plausibile. Un future prossimo alla scadenza ha un andamento a volte molto irregolare causato dai bassi scambi e dalla “frenesia” di altri investitori che per ragioni di tempo devono liquidare le loro posizioni.

Se stiamo utilizzando dei futures come copertura, alla scadenza è come se perdessimo i nostri “stop di protezione” e anche i margini potrebbero avere un forte incremento a causa dell’esposizione unidirezionale.

Voglio tranquillizzare anche chi sta operando in Spread Trading: se i tuoi futures dello zucchero, del gas o dei suini dovessero inavvertitamente arrivare in scadenza non riceverai un cargo di maiali o dei sacchi di zucchero; il regolamento avverrà in cash, agendo sulla liquidità del tuo conto.

  • 21 Posts
  • 0 Comments
Fine analista dati e grande esperto della piattaforma Trader Workstation di Interactive Brokers, è sempre aggiornato sulle ultime news macroeconomiche.