Rublo: allarme russo

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Ben ritrovati, quest’oggi ritorniamo a parlare dei mercati emergenti, dopo il precedente articolo di focus generale, ed in particolare dell’economia Russa che negli ultimi tempi non sembra brillare. Vi mostrerò in dettaglio i campanelli di allarme che fanno presagire ad un futuro non proprio rose e fiori per lo stato sovietico.

RUBLO: la strada verso il collasso

Con il prezzo del petrolio che continua a scivolare verso il basso, anche la moneta russa risente della situazione e dopo una certa stabilizzazione negli ultimi mesi del 2015 ha aperto l’anno nuovo in caduta libera dando vita ad un collasso del sistema bancario e facendo toccare i minimi storici rispetto al dollaro.

rublo - USD.RUBGrafico USD.RUB, 6 mesi candele giornaliere

 

Pochi giorni fa la banca centrale ha revocato la licenza a Vneshprombank, una delle più importanti banche dello stato per quantità di depositi e secondo le ultime stime degli esperti, l’economia russa dovrebbe contrarsi quest’anno dello 0,7%.

La situazione resta tesa, perché guardando i dati, si evince che vi sarebbe un ulteriore spazio di caduta per il rublo. Nel giugno del 2014, quando le quotazioni del Brent raggiunsero l’apice dal 2008, un barile di greggio veniva venduto dai russi per circa 3.800 rubli, quando oggi ne vale intorno ai 2.400. Ciò significa che rispetto ad allora, i ricavi derivanti dalle esportazioni di greggio risultano in calo di oltre un terzo.

Putin e la Russia continuano a vivere sulla rendita accumulata nei suoi primi mandati, dopo i grandi risultati tra il 2000 e il 2013 con la riduzione della povertà all’11% e il raddoppio della classe media arrivata al 70%.

Il bilancio 2016 del Cremlino prevede un ritorno al segno più del Pil quest’anno. Peccato che sia basato su un petrolio (che costituisce la metà delle entrate) a 50 dollari al barile.

Se i prezzi scenderanno a 20 dollari, come prevedono tra gli altri Goldman Sachs e Morgan Stanley, Mosca dovrà ricorrere ai suoi due fondi sovrani, con conseguente esplosione del deficit e prosciugamento dei suoi “salvadanai” in tempi brevi.

Paolo Zambarbieri
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Esperto di pair trading, è Top Trader e analista del mercato azionario, nonché co-creatore del metodo Beta Trading. In aggiunta, è un fine conoscitore delle Opzioni Vanilla e della piattaforma di trading online Trader WorkStation (TWS) di Interactive Brokers.