Risk-on e risk-off, per capire dove va il mercato

risk-on e risk-off

Risk-on e Risk-off

 

Non ti capita mai di leggere sui giornali o in internet articoli riguardanti le fasi di mercato in risk-on o risk-off? Sai cosa significa? Ma soprattutto sai cosa implica nel profondo e quali possibilità offrono le diverse fasi del mercato?

 

Determinare la modalità di risk

Con questa espressione gli operatori anglosassoni sono soliti individuare una situazione in cui il mercato, alternativamente e sulla base di una serie di indizi  è maggiormente orientato al rischio. Un mercato azionario in modalità risk-on, per esempio, privilegia i titoli ad alto tasso di crescita di utili, fatturato e i settori ad alto contenuto tecnologico (internet, biotecnologie, telecom, etc.).

Viceversa un mercato risk-off, cioè dominato da condizioni di incertezza, tenderà a privilegiare un orientamento della liquidità verso titoli “value”, di qualità, per tipologia di business e situazione finanziaria dei relativi Bilanci, ROE (Return on Equity) e così via.

 

Indicatori e Sentiment di Mercato

Abbiamo già visto in altri articoli come siano utili ed efficaci i grafici che si costruiscono dal rapporto aritmetico dei valori di due titoli separati, ad esempio, per esprimere raffronti di forza relativa.

Tra i diversi indicatori che ci possono aiutare per esprimere il “sentiment” del mercato in un dato momento, troviamo di particolare utilità l’analisi grafica che scaturisce dal rapporto tra due ETF. Più precisamente tra il Power Shares SP500 High Beta Portfolio e il Power Shares SP500 Quality Portfolio.

 

Il nostro amico Beta

Per chi mastica un po’ di inglese è già evidente che il primo, High Beta, conterrà titoli ad alto tasso di crescita e allocati in settori tradizionalmente con un Beta più alto dell’indice S&P. Il secondo, conterrà titoli di alto profilo sotto l’aspetto della qualità degli utili e della solidità patrimoniale.

Da quanto detto prima, l’analisi di questo grafico ci può dare utili indicazioni che, insieme ad altre ovviamente, ci aiuteranno a completare un quadro d’insieme del mercato.

Un grafico in trend positivo esprimerà quindi un orientamento degli operatori verso titoli ad alto Beta e viceversa. In condizioni rialziste di trend, la domanda per tale tipo di titoli aumenterà e il loro prezzo tenderà a salire relativamente di più rispetto a quei titoli con profilo più difensivo.

Interessanti anche eventuali divergenze che, dal raffronto di questo grafico con quello dell’indice S&P500, possono emergere.

 

risk - beta alta, alta qualità

 

Nel grafico qui sopra, espresso in dati settimanali, la linea viola rappresenta il rapporto tra i due ETF, mentre il grafico arancione rappresenta l’S&P500.

 

In evidenza

Il grafico è in tendenza positiva, al rialzo da fine gennaio scorso, indice di un rinnovato orientamento al premio per il rischio degli operatori.

Si noti la divergenza tra il grafico degli ETF tra settembre 2014 ed agosto 2015, ed il medesimo periodo del grafico dell’S&P500. Il primo in tendenza negativa ed il secondo ancora con massimi crescenti durante il medesimo periodo. Gli ETF stavano già scontando una rotazione del mercato verso settori più solidi e difensivi a discapito di  quelli più “hot” ma nel contempo più rischiosi. 

Il concetto di divergenza, a nostro parere, rappresenta l’aspetto più utile degli indicatori in generale e sarà tema di un approfondimento separato. 

Possiamo comunque concludere che il grafico di questo rapporto si pone tra gli strumenti più interessanti per percepire le “50 sfumature di grigio” del mercato statunitense in particolare.

 

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Analista e Top Trader in opzioni, gestisce i clienti nella loro operatività sui derivati e anima il Trading Club Multiday.