Il risparmio è il nuovo indice della paura?

Il risparmio è il nuovo indice della paura? – Sommario 

  • Il 30 ottobre 2020 è stata celebrata la 96° Giornata del Risparmio.
  • Per gli Italiani il risparmio è diventato una fonte di tranquillità.
  • A settembre 2020 la liquidità sui c/c ha raggiunto la cifra record di 1.682 miliardi €.
  • Anche nel resto d’Europa aumenta la propensione al risparmio.
  • Un tasso di risparmio elevato può frenare la ripresa economica.

La crisi economica spinge in alto la propensione al risparmio

Gli Italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori. Negli ultimi mesi questa forte propensione al risparmio si è ulteriormente accentuata complice la pesante crisi economica. Questo è quanto emerso dall’ indagine condotta da ACRI (l’Associazione delle Casse di Risparmio Italiane) in collaborazione con Ipsos e presentata in occasione della 96° Giornata Mondiale del Risparmio dello scorso 30 ottobre.

Fattori che spiegano l’aumento del tasso di risparmio

La decisa impennata del risparmio delle famiglie italiane nei primi sei mesi del 2020 è riconducibile a due fattori. In primo luogo, le misure restrittive imposte a seguito del diffondersi della pandemia da Coronavirus hanno ridotto drasticamente le occasioni di consumo. Le uniche categorie non interessate da una contrazione dei consumi sono state i prodotti alimentari e quelli per la casa. 

In secondo luogo, gli Italiani guardano ora al risparmio come “fonte di tranquillità”, piuttosto che come “fonte di sacrificio”. Secondo la ricerca, l’accumulo di liquidità rappresenta, infatti, per il 46% degli Italiani, una sorta di tutela per affrontare un futuro che appare incerto e ancora pieno di incognite. 

Dati di Bankitalia e ABI

La stessa Banca d’Italia, in un recente Bollettino Economico, ha evidenziato che nel secondo trimestre 2020, a fronte di una riduzione del reddito disponibile del 5,6% e di un calo dei consumi dell’11,4% rispetto al trimestre precedente, le famiglie italiane hanno aumentato la propria propensione al risparmio al 18,6%. Si tratta di un livello più che doppio rispetto a quanto rilevato dalla stessa Banca Centrale alla fine del 2019.   

A questo punto, una domanda nasce spontanea: “Dov’è finito tutto questo risparmio?” Nessuno di noi, credo, si stupisca nel sapere che questa enorme massa di liquidità si è riversata su conti correnti e certificati di deposito. Secondo quanto riportato dall’ABI nel suo Monthly Outlook di ottobre, a settembre 2020 la liquidità parcheggiata sui conti correnti ha raggiunto, infatti, la cifra record di 1.682 miliardi di euro, registrando una variazione tendenziale di +8% e un aumento in valore assoluto su base annua di oltre 125 miliardi di euro.

Anche in Europa la propensione al risparmio è in aumento

Se questa è la situazione in Italia, cosa succede nel resto d’Europa? Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto una ricerca condotta da Sapio Research per N26 e pubblicata in occasione della già citata Giornata del Risparmio. La ricerca è stata effettuata nel mese di aprile 2020 e ha coinvolto un campione di oltre 10.000 soggetti residenti in Europa e Stati Uniti. 

Così come in Italia, anche nel resto d’Europa le persone sono preoccupate per la loro situazione finanziaria e hanno cambiato l’approccio alla gestione delle proprie finanze e dei risparmi a seguito del diffondersi della pandemia. Secondo quanto è emerso dallo studio, il 27% degli Italiani ha dichiarato di fare molta più attenzione all’utilizzo del proprio denaro per assicurarsi una maggiore sicurezza economica nel lungo periodo. Il dato è sostanzialmente in linea con quello degli altri paesi europei, come Germania (24%), Francia (25%) e Belgio (28%).

Risparmiare è sempre positivo? 

Quali sono le conseguenze di un’alta propensione al risparmio? Si potrebbe pensare che un tasso di risparmio elevato sia sempre un elemento positivo. Sicuramente lo è, almeno nel breve termine. In primo luogo, determina un miglioramento della solidità finanziaria delle famiglie che sono così in grado di fronteggiare spese o eventi imprevisti con maggiore serenità. Le stesse famiglie hanno, inoltre, maggiori risorse da destinare ad investimenti di medio-lungo termine

Diventa un fattore negativo nel momento in cui questo risparmio viene parcheggiato, per paura del futuro, in strumenti come i conti correnti e non viene incanalato nell’economia reale, sotto forma di consumi o investimenti

Secondo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, quello che è da sempre un fattore di forza dell’economia italiana può, invece, innescare, in un momento come quello attuale di forte incertezza, un pericoloso circolo vizioso fra riduzione dei consumi, aumento del risparmio, calo della domanda e dei redditi. In questo modo, si rischia di mettere a rischio o, quanto meno, frenare la ripresa. 

Condizione necessaria perché questo risparmio venga incanalato verso l’economia reale è il ristabilirsi di un clima di fiducia che possa sostenere la ripresa dei consumi e degli investimenti privati. 

Tenere i soldi sul conto corrente conviene davvero?

Un’ultima considerazione da fare riguarda i costi “occulti” di detenere troppa liquidità sul conto. In un’epoca come la presente di tassi di interesse negativi, le banche hanno di fatto ribaltato sui loro clienti i relativi costi. Hanno, infatti, aumentato le spese di gestione del conto o addirittura applicato un tasso di interesse negativo ai conti con giacenza superiore ad una certa soglia, tipicamente 100.000€.

Si arriva, così, alla situazione per la quale gli Italiani sono ottimi risparmiatori, ma, al tempo stesso, pessimi investitori.

Ecco perché è sempre più importante investire nella propria formazione finanziaria in modo da dotarsi degli strumenti per affrontare con la necessaria lucidità eventuali nuove crisi economiche. 

Complimenti! Sei giunto alla fine dell’articolo. Cosa vuoi fare ora per investire nella tua formazione finanziaria?

Daniela Tabasco
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Appassionata fin da piccola di finanza e investimenti, Daniela sfida magistralmente i mercati da oltre vent’anni. Partita dall’azionario italiano, si è successivamente specializzata in opzioni e commodity spread.