Prezzo del petrolio: siamo sul fondo del barile?

accordo opec

Come abbiamo visto nell’ultimo anno il crollo del prezzo del petrolio ha creato più problemi che benefici alle economie mondiali.

PREZZO DEL PETROLIO: la situazione attuale

Ad una prima e superficiale analisi si poteva pensare che tale discesa avrebbe aiutato le economie, favorite da un calo dei prezzi energetici. Tale collasso invece ha fatto crollare il potere d’acquisto da parte di molti  paesi emergenti e non solo.

Casi emblematici degli effetti di questo crollo del prezzo del petrolio sono ad esempio: l’Arabia Saudita e la Russia.

La prima a seguito del costante prezzo alto del petrolio degli anni scorsi aveva intrapreso investimenti elevatissimi e un sistema di welfare interno altamente premiante che gli hanno causato un deficit di bilancio di circa 100 miliardi di dollari, pari al 15% del PIL. Il paese è stato costretto ad una importante emissione obbligazionaria.

La seconda invece ha visto il numero delle immatricolazioni automobilistiche crollare del 36%.

Un altro effetto negativo del mantenimento di questi prezzi  è rappresentato dai grossi buchi di bilancio delle banche americane, fortemente esposte con società medio/piccole operanti nell’ambiro dell’estrazione petrolifera le quali hanno fatto ingenti investimenti negli ultimi anni .

Ultimo ma non ultimo effetto negativo potrebbe essere un massiccio smobilizzo di asset azionari e finanziari da parte dei fondi sovrani dei paesi Arabi e della Norvegia che negli anni scorsi avevano dirottato in questi paesi gli enormi introiti derivanti dalla vendita del petrolio in area 80$-100$.

Analizzando il grafico del petrolio potremmo ipotizzare che la quotazione possa essere arrivata in area di prezzo che può rappresentare un minimo di medio periodo.

Il primo indizio che mi porta a questa tesi sta nel il fatto che molte banche d’affari, da oltre un mese, esprimo target bassissimi per il petrolio; anche 20 euro. In genere dopo movimenti così importanti se ci capita di sentire target ancor più ribassisti da parte degli analisti, aspettiamoci il contrario.  

Ricordo nel 2009 quando il petrolio esploso a 150 veniva visto dagli analisti addirittura a 200$-250$. Dopo un paio di mese il crude oil quotava 40$!

Analizzando il grafico possiamo notare come ancora non ci siano segnali di inversione di lungo periodo ma non possiamo non considerare come si siano create divergenze rialziste importanti .

prezzo del petrolio - usoGrafico a 56 settimana, candele giornaliere

 

Un’altra cosa che non posso non notare è la correlazione tra il prezzo del petrolio e la quotazione delle raffinerie.

Le raffinerie hanno un margine di raffinazione più alto con il calo del petrolio ma come puoi vedere dal grafico (ho sovrapposto la quotazioni del petrolio ( linea continua blu) a quella della Tesoro Corporation – TSO) a fronte dell’ultimo crollo del prezzo del petrolio da 45$ a 28$ anche la società di raffinazione ha cominciato a perdere pesantemente valore.

prezzo del petrolio con TSOGrafico USO e TSO 1 anno, candele giornaliere 

 

La stessa cosa ma in maniera inversa si è assistito con le quotazioni dell’oro e delle aziende aurifere.

Alla luce di tutte queste considerazioni possiamo affermare che siamo sul fondo del barile?

Il Team di AB
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