PIL, PIL pro-capite e tasso di disoccupazione: variabili economiche utili a chi fa trading – Sommario

  • Il prodotto interno lordo (PIL) indica il benessere di una nazione.
  • Il PIL pro-capite rappresenta come è divisa la ricchezza fra la popolazione.
  • Il tasso di disoccupazione è il rapporto fra coloro che cercano un impiego e la forza lavoro.
  • L’analisi di queste variabili può aiutare a migliorare l’operatività nel Commodity Spread e nelle altre operatività.

PIL, PIL pro-capite e tasso di disoccupazione: perchè sono indici utili per le analisi sui mercati finanziari?

Molto spesso sentiamo frasi come “il PIL è diminuito”, “il tasso di disoccupazione è aumentato”. È facile intuire se esse siano notizie positive o negative. Eppure considerare questi indicatori potrebbe dare indicazioni importanti. Cosa significano questi indicatori? Come possono esserci utili nelle nostre analisi? Vediamolo insieme. 

PIL: che cos’è

Il PIL, prodotto interno lordo, è il valore dei prodotti e servizi realizzati all’interno di uno Stato sovrano in un periodo temporale specificato. In particolare, misura la ricchezza totalizzata da uno Stato.

Se il PIL migliora, l’economia cresce e di conseguenza vi è un aumento dell’occupazione. Sicuramente è un importante indice sulla “salute” di uno Stato.

Questo dato è molto fondamentale anche per i trader. Capire se uno o più Stati hanno un PIL in aumento ti fornisce un’indicazione importante sulle aspettative di macro settori economici. Questo può aiutarti a intuire le possibili strategie e performance di singole aziende.

PIL pro-capite

Il PIL pro-capite indica invece una misura di ricchezza per abitante, ovvero il rapporto fra il PIL e il numero degli abitanti di uno Stato. È fondamentale considerare questo secondo indice. Difatti, mentre il PIL ci fornisce un’indicazione sul “totale del valore di beni e servizi”, questo non indica necessariamente il “benessere” di una popolazione. La ricchezza potrebbe appunto essere mal distribuita. In altre parole, ci potrebbe essere un aumento del PIL del 10%, ma derivare da aumenti di fatturato di poche aziende.

Un esempio di ciò è la Cina. Tenendo in considerazione i dati del 2017, si può notare come questo colosso rappresenti la nazione con il PIL più alto al mondo. Tuttavia, presenta un PIL pro-capite al 79-esimo posto.

Tasso di disoccupazione

Il tasso di disoccupazione è il rapporto fra chi cerca un impiego e la forza lavoro. Questo indice considera il numero di persone che stanno cercando un impiego senza riuscire a trovarlo.

Di conseguenza, non si considera la cosiddetta categoria degli “sfiduciati”, ovvero coloro che non hanno impiego e non hanno interesse nel cercarlo.

Questo indice potrebbe quindi rappresentare dati distorti. All’aumentare della sfiducia dei lavoratori e consumatori, si potrebbe paradossalmente far diminuire il tasso di disoccupazione.

Il tasso di disoccupazione è strettamente legato agli altri due indici. È molto probabile che l’aumento del tasso di disoccupazione abbia come conseguenza un rallentamento del PIL e/o del PIL pro-capite e viceversa.

L’impatto sulle materie prime delle variabili economiche

Come può essere utile questo dato a noi trader? Un’analisi di questi dati ti aiuta a comprendere il benessere economico di un Paese. Questo perché si trada spesso su materie prime coltivate in paesi in via di sviluppo. Vedere diminuire il PIL e aumentare il tasso di disoccupazione potrebbe incidere molto nella produzione di tali materie prime.

Un alto tasso di disoccupazione potrebbe portare i vari produttori a diminuire i loro stipendi a causa della concorrenza. Inoltre potrebbero esserci scossoni politici a causa del malessere della popolazione.

Al contrario, l’aumento del PIL e diminuzioni del tasso di disoccupazione potrebbe portare benessere all’economia considerata. Non sempre però ha dei risvolti positivi per le singole materie prime. Se ad esempio vi è un alto tasso di occupazione nel settore della produzione di cacao, questo potrebbe portare ad un raccolto molto alto. Questo incide negativamente sul prezzo, in quanto aumentano le scorte della materia prima.

Esempio col cacao

Le stesse considerazioni potrebbero anche essere fatte per i Paesi consumatori. Facciamo un esempio sull’Europa: il maggior consumatore di cacao al mondo. Se l’Europa dovesse soffrire una forte recessione, questo potrebbe portare ad una diminuzione dell’importazione di cacao. Difatti, il maggior derivato del cacao è la cioccolata. Se dovesse aumentare il tasso di disoccupazione, è probabile che le persone in difficoltà economiche potrebbero diminuire il loro consumo di cioccolato. Questo potrebbe portare quindi ad una diminuzione della domanda.

Analisi di questi dati possono essere importanti per migliorare la nostra operatività nel Commodity Spread. Conoscere in anticipo la situazione economica di Paesi in via di sviluppo potrebbe aiutarti a tradare con una situazione di vantaggio. 

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Mino Ciardo
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Appassionato di economia e finanza, dopo una breve parentesi con Forex e Criptovalute, si avvicina al mondo del commodity spread trading. Da vero INTP, i suoi trade non possono prescindere da analisi tecnica e fondamentale.