La pianificazione strategica nell’attività di trader – Sommario

  • Per aver successo nel trading è necessario pianificare con cura ogni aspetto della propria attività.
  • È fondamentale individuare ed affrontare le priorità
  • Oltre alle diverse aspettative di guadagno, vanno considerati ulteriori aspetti per scegliere l’operatività.
  • A dispetto delle apparenze il capitale più importante non è quello economico ma quello psicologico.

 

Pianificazione strategica e trading: il trader come imprenditore

Per diventare un investitore e ancor di più un trader di successo è necessario pianificare con cura ogni aspetto della propria attività. In base all’operatività alla quale ci si vuole dedicare, al denaro che si può investire e al tempo che si ha a disposizione bisognerà creare un piano che tenga conto di ogni fattore collegandolo agli altri in modo armonico, efficiente e redditizio. Vediamo quindi l’importanza di una pianificazione strategica nell’attività di trading. 

Il manuale del principiante

Ogni volta che si ha a che fare con qualcosa di complesso è bene capire l’ordine d’importanza con cui affrontare i diversi aspetti del problema. In ogni fase c’è sempre una priorità. È fondamentale individuarla ed affrontarla prima di passare oltre.

Credo che tutti i trader, me compreso, abbiano cominciato cercando un sistema, una strategia o una tecnica vincente che conducesse al successo, prima di capire che da sola non basta. Anche la migliore strategia nelle mani di un investitore inesperto produce risultati deludenti.

Per cominciare, bisogna guardarsi intorno e capire quale mercato e quale operatività potrebbe fare al caso nostro. Per semplificare le cose, ti consiglio di concentrarti su un solo sottostante. Impara quindi a conoscerlo attraverso una osservazione giornaliera e successivamente metterti alla prova con un conto demo.

Da questo momento in poi è fondamentale preservare il capitale psicologico, senza il quale non è possibile operare. Se i risultati sperati tardano ad arrivare, la frustrazione e la negatività prevarranno provocando conseguenze negative sul nostro capitale economico e psicologico, generando un circolo vizioso dal quale sarà complicato uscire.

È molto importante evitare l’improvvisazione e pianificare ogni aspetto a mente fredda, fuori dal mercato e senza l’indice sul tasto del mouse. Così facendo, diminuiranno le recriminazioni con il senno del poi e sicuramente aumenteranno i profitti.

Pianificazione strategica nel trading e l’esperienza di un trader principiante sui mercati

Fino qui sembra abbastanza scontato, no? Be, ti racconto il mio esordio nei mercati. Eravamo vicini alla fine del millennio. Dopo aver dato l’esame di calcolo delle probabilità a ingegneria mi sentivo pronto ad affrontare i big data della borsa. Dopo una breve ricerca, scoprii che per poter operare come i professionisti bisognava aprire un conto in banca ed uno presso una società di intermediazione (SIM). Raccolsi i pochi risparmi da studente e cominciai a comprare e vendere all’impazzata e proprio in questo ordine. Infatti, all’epoca si potevano prendere solo posizioni long. 

Il 1999 fu anche l’anno di apertura del “nuovo mercato” che consentiva di acquistare titoli singoli e non solo pacchetti di azioni. All’inizio, le cose andarono bene e in poco tempo, complice il boom delle e-company, mi trovai con un capitale raddoppiato.

Ovviamente l’epilogo non fu altrettanto brillante. Dopo qualche operazione negativa mi trovai con il capitale economico quasi azzerato, con dei titoli in portafoglio che continuavano a scendere e ovviamente con il capitale psicologico sottozero.

La giusta operatività

Ognuno di noi ha le sue preferenze. Ci sono gli amanti della velocità, così come ci sono persone capaci di sedersi su uno scoglio con una canna da pesca attendendo ore prima che qualcosa accada.

Sono caratteristiche innate ma che nel corso degli anni vengono sviluppate e sulle quali si forma la propria personalità. Conoscerle ed assecondarle significa massimizzare i risultati.

Piazzare un trade ed aspettare 3 settimane prima che qualcosa accada è molto diverso da entrare a mercato e uscirne dopo qualche secondo.

Operare con un rischio rendimento di uno a uno con una tecnica che ci porta al gain nella maggior parte delle volte è decisamente diverso rispetto a farlo con una strategia che ci assicura super guadagni ma che funziona 3 / 4 volte su 10.

Alcune operatività richiedono una visione più ampia dei mercati, che a sua volta richiede una predisposizione e una passione specifica per alcuni aspetti della finanza e dell’economia.

D’altro canto mettere il 3% del proprio capitale in balia di movimenti di qualche tick, a volte della durata di pochi secondi, richiede molta solidità e fiducia nelle proprie abilità e una predisposizione alle alte velocità.

Questi aspetti, accanto alle diverse aspettative di guadagno, vanno considerati per scegliere l’operatività.

Il giusto mercato e i giusti sottostanti

Basandoti sullo stile di trading scelto, dovrai imparare a conoscere il mercato su cui vorrai operare. Anche questo può sembrare scontato. Tuttavia, approfondire argomenti come gli orari di contrattazione, le eventuali aste di apertura, le scadenze dei futures, le stagionalità e le date dei dividendi richiede molto tempo sopratutto se si parte da zero.

Una volta capite le regole del gioco devi sceglierti i sottostanti. Anche per operatività che agiscono su più strumenti come le opzioni o il forex, è sempre bene fare una cernita degli asset e imparare a conoscere quelli che si useranno.

Anche la pianificazione giornaliera è fondamentale. Se ti senti predisposto ad un’operatività intraday, sarà utile trovarti davanti la piattaforma durante l’orario di apertura. Dovrai allora scegliere un mercato che apra in orari in cui non avrai altri impegni per poterlo seguire ogni giorno.

In alternativa, puoi sacrificare l’apertura e approcciare il mercato durante le contrattazioni. Ti consiglio allora di scegliere un sottostante con volumi importanti che in generale rendono l’operatività veloce più semplice.

La giusta tecnica

Tecniche diverse richiedono disponibilità economiche diverse. Anche all’interno dello stesso mercato e addirittura dello stesso sottostante.

Per esempio anche rimanendo su investimenti giornalieri con il future dell’S&P 500 possono essere necessari stop da 2 punti come da 20 in base alla tecnica scelta. Alcune prevedono degli ingressi a scalare altre la mediazione delle posizioni.

Ancora una volta, bisogna sentirsi a proprio agio con la tecnica e con il money management scelti.

Anche la percentuale di vittorie attese va presa in considerazione per cucirsi addosso lo stile più idoneo. Per esempio, vendere opzioni porta ad avere buone percentuali. Spesso però gli stop mangiano i risultati di più operazioni. 

Se non hai abbastanza esperienza per far fronte agli imprevisti, devi pianificare ogni possibile reazione per reagire alle mutevoli condizioni nelle quali il mercato ti spingerà. Le scelte improvvisate hanno la caratteristica intrinseca di essere le peggiori possibili.

La pianificazione strategica e il capitale più importante per i trader

A dispetto delle apparenze il capitale più importante non è quello economico ma quello psicologico. 

Lo sconforto è il peggior nemico dell’aspirante trader. I dubbi sulle proprie capacità, sulla immaterialità apparente dei mercati, le ombre sui soggetti realmente coinvolti nei mercati l’isolamento forzato proprio di questa attività possono portare ad un senso di frustrazione e inadeguatezza nei confronti del proprio operato.

Questi aspetti non svaniscono mai del tutto ma con l’esperienza si impara a conviverci.

Anche con risultati ottimi e costanti e maturando una profittabilità del 70% può accadere di prendere 3 o 4 stop di seguito. In questi casi, solo l’esperienza consente di non perdere la fiducia sulla operatività, sapendo che la statistica farà il suo corso.

Tuttavia, le sicurezze si costruiscono sulle esperienze e quando si comincia possono non essere positive. Per questo il capitale psicologico va messo al riparo ponendosi traguardi raggiungibili fin da subito, accettando le inevitabili perdite iniziali e armandosi di buona pazienza.

La pianificazione strategica necessaria nel trading è dunque sia quella relativa alle operazioni e basata sullo studio del mercato, sia quella inerente alla nostra operatività che oltre alla scelta della tecnica adatta a noi richiede una doppia valutazione: quella del nostro capitale economico a quella, più sottile, del nostro capitale psicologico.

Investi senza paura!

Allena la mente secondo la tua tolleranza al rischio per ottenere risultati fino al +50% più elevati.

Alberto Canu
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Con un background informatico di alto profilo, Alberto si serve dei migliori software in circolazione per ottenere risultati sui mercati senza mai dimenticare l’importanza dell’approccio mentale. Trader per passione dal 1999, è specializzato in HFT e trading Intraday.