Petrolio, Brent/WTI e spread trading: cosa sapere

Investire sul Petrolio e spread trading: quali sono le opportunità in vista

Negli ultimi anni c’è sempre più attenzione verso la salvaguardia dell’ambiente, l’ecosostenibilità e le energie rinnovabili. Nella realtà però il mondo non sembra avere ancora invertito la rotta. Giusto per fare un esempio, la Saudi Aramco, ossia la maggiore società petrolifera al mondo, nel 2018 ha fatto utili superiori a quelli di FB, Amazon e Google messi insieme. Al momento quindi, la tendenza “meno petrolio” non è per niente effettiva. Di conseguenza, non sorprende che i principali fondi d’investimento abbiano fatto crescere le loro posizioni nel settore.

Spread Trading: come sfruttare la ancora forte presenza di capitali nel petrolio

Conosciamo prima alcune caratteristiche. Per prima cosa, abbiamo due differenti tipologie di petrolio: il Brent North Sea Crude (noto come Brent Crude) e West Texas Intermediate (noto come WTI). Il Brent si riferisce al petrolio prodotto nei giacimenti petroliferi del Brent e in altri siti nel Mare del Nord. Il suo prezzo è il punto di riferimento per il greggio africano, europeo e del Medio Oriente. Il WTI è un tipo leggero di petrolio, più pregiato, detto sweet, dolce. Questo vuol dire che ha una bassa densità e basso contenuto sulfureo, cosa che lo rende più semplice da raffinare. 

Vi sono differenze nei costi di stoccaggio del greggio negli hub commerciali europei e nordamericani. E in un mercato normale, la differenza di prezzo tra Brent e WTI si aggira intorno a un premio di $2,50 – $4,00 per WTI rispetto al Brent. Ciò è dovuto al minore contenuto di zolfo nel WTI.

Spread Brent/WTI: l’impatto della Primavera araba

A volte, a causa di eventi mondiali, il differenziale tra questi due greggi può muoversi violentemente per lunghi periodi. All’inizio del 2011 (vedi grafico), lo spread, ossia la differenza di prezzo, Brent-WTI era vicino allo zero. Lo spread si è poi allargato nel corso del 2011 con il Brent che aveva un premio via via superiore rispetto al WTI. Più precisamente, lo spread iniziò visibilmente ad allargarsi dal momento in cui la primavera araba ebbe inizio in Egitto nel febbraio del 2011. I timori di una chiusura del Canale di Suez e la possibile carenza del bene hanno fatto sì che il Brent divenne più costoso del WTI. Poi alla fine del 2011, il governo iraniano ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz attraverso il quale il 20% del petrolio mondiale scorre ogni giorno. Lo spread si è ampliato di nuovo: questa volta con il Brent scambiato a oltre $25 in più per barile rispetto al WTI.

Spread Brent/WTI: l’impatto della Primavera araba sull’andamento negli ultimi 10 anni

Spread Brent/WTI: situazione attuale

Attualmente siamo sempre in presenza di un vantaggio del Brent rispetto al WTI ma di circa $5. Ci troviamo quindi in una posizione che non offre particolari vantaggi operativi. Sarebbe preferibile essere più vicini agli estremi del range di negoziazione e quindi nei pressi dello 0 o di -25. Dall’altra parte, un possibile restringimento del differenziale verso lo zero prima e, successivamente, un nuovo allargamento in vista di rinnovate tensioni in Medio Oriente (specialmente tra USA e Iran) potrebbe darci un’opportunità allettante nel breve termine. Ciò se si considera che il capitale (margine) necessario per fare questo spread è di circa $1400, mentre il movimento da 0 a -25 è di $25.000. 

Strategia* di spread trading su petrolio WTI

Nell’attesa vediamo un’opportunità più calda. Parliamo sempre di spread ma uniamo due scadenze diverse del petrolio WTI. Infatti la vendita di Gennaio 2020 e il contemporaneo acquisto di Febbraio 2020 (linea nera) potrebbe darci interessanti sviluppi nei prossimi mesi in linea con l’andamento stagionale ribassista (linea rossa e blu).

Strategia* di Commodity Spread Trading con petrolio WTI

Il momento d’intervento ideale sia per quest’ultima opportunità che per quella precedente lo vedremo come sempre in diretta su un conto reale nel Trading Club.

 

*Le strategie proposte sono a solo scopo educativo e da testare su piattaforma demo/simulata.

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Matteo Anelli
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Analista e Top Trader in Commodity Spread, scrive di commodities e anima quotidianamente il Trading Club Multiday.