Performance: Le migliori & peggiori attività

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Ben ritrovati, siamo giunti al termine di questo fantastico 2015 ricco di soddisfazioni e con questo articolo voglio tirare le somme sulle attività che hanno avuto le migliori e le peggiori performance nel corso dell’anno.

TOP GAINERS E TOP LOSERS PERFORMANCE 2015

INDICI AZIONAI EUROPEI

Il benchmark italiano FTSE MIB con un rendimento di oltre il 12% annuo è il migliore indice in termini di risultati della zona euro. Le azioni italiane hanno beneficiato del quantitative easing e sono state quelle meno esposte al rallentamento dell’economia cinese.

Male invece l’economia russa che secondo la stima del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è scesa del 3.8% nel 2015, pesano su di essa il crollo del prezzo del petrolio e la sfiducia nei mercati emergenti. Non sono rosee nemmeno le prospettive per l’anno nuovo in quanto sia il FMI che moltissimi investitori prevedono un’ulteriore riduzione dello 0.6 %. La peggior performance in zona euro è stata segnata dalla Grecia che ha fatto registrare un segno negativo del 30% per i motivi che sappiamo benissimo e già descritti nel precedente articolo; “Grecia: lo scenario è terrificante”.

INDICI AZIONARI AMERICANI

Il benchmark argentino Merval è il più performante indice di tutto il Nord America e America Latina con un apprezzamento di circa il 40 %. Restano i buoni propositi per la continuazione rialzista dell’indice argentino dopo il cambiamento governativo che permetterà più apertura alle partecipazioni di mercato.

Al secondo il posto in termini di prestazione troviamo il Nasdaq100 che ha fatto registrare un incremento di circa il 9 %.

INDICI AZIONARI ASIATICI

In Cina, l’indice Shangai Composite ha restituito il 12% annuo il che lo rende il più performante del continente asiatico, nonostante un cammino complicato in particolare nel mese di giugno è poi riuscito a recuperare dopo l’estate facendo segnare un segno positivo che tranquillizza gli investitori d’oltre oceano.

ENERGETICI

Tra i petroliferi il migliore in termini di performance è stato il future sulla benzina (RBOB). Mentre il brent e il natural gas come il petrolio sono crollati di circa il 30%. In particolare evidenziamo il movimento a ribasso del brent, scadenza febbraio, che è sceso a 36.04 $ al barile segnando il livello più basso dal luglio 2004.

Dobbiamo poi dare assolutamente spazio al crollo del petrolio che ha iniziato una lenta discesa da luglio 2014 e che non è stato più in grado recuperare a causa degli enormi squilibri tra domanda e offerta.

METALLI PREZIOSI

I prezzi di oro e argento sono diminuiti di circa il 9% rendendoli i meno peggio a livello di performance, in confronto al palladio e al platino che hanno avuto un crollo di circa il 30% annuo. La scorsa settimana un’oncia d’oro costava 1069$ mentre quella di platino 865$.

COPPIE DI VALUTE

Il dollaro fa segnare una performance stellare nel 2015 dovuta alla speculazione fatta segnare per l’attesa del rialzo dei tassi da parte della FED. Il biglietto verde ha fatto registrare incrementi di circa il 9 % contro il paniere delle valute (la miglior performance la fa registrare contro l’euro che ha permesso un apprezzamento del dollaro di oltre il 10 %).

Cosa ci attende nel 2016? Ai posteri l’ardua sentenza.

Paolo Zambarbieri
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Esperto di pair trading, è Top Trader e analista del mercato azionario, nonché co-creatore del metodo Beta Trading. In aggiunta, è un fine conoscitore delle Opzioni Vanilla e della piattaforma di trading online Trader WorkStation (TWS) di Interactive Brokers.