Patto di Famiglia per la protezione patrimoniale

Patto di famiglia: raro esempio di chiarezza – Sommario

  • Il patto di famiglia, introdotto nel nostro ordinamento nel 2006, è un istituto giuridico efficace nella protezione patrimoniale.
  • Esistono diverse ragioni a confermare il successo di questo istituto come valido strumento del passaggio generazionale delle imprese.
  • I patti di famiglia permettono poi vantaggi anche dal punto di vista fiscale.

Cosa è il patto di famiglia e quali sono suoi benefici?

Capita, a volte, che il legislatore si esprima con molta chiarezza e il patto di famiglia ne è un esempio. Infatti, nel caso del patto di famiglia il linguaggio utilizzato già fa immaginare dei familiari che si siedono attorno a un tavolo per raggiungere un accordo. Su cosa? Ovviamente, sulle questioni patrimoniali più importanti, specie se si tratta di famiglie che gestiscono imprese. Come avrai capito, nell’articolo di oggi, andremo ad analizzare e a meglio comprendere questo istituto giuridico in un’ottica di pianificazione e protezione patrimoniale.

Come funziona il patto di famiglia e caratteristiche

Con il patto di famiglia, introdotto attraverso la legge 14 febbraio 2006 n. 55, si è voluto creare uno strumento di facilitazione del passaggio generazionale delle imprese. Con esso, infatti, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda o le proprie partecipazioni societarie ad uno o più discendenti. Dunque, si tratta di uno strumento che mira ad evitare, in vista della successione, la possibile disgregazione aziendale e a proteggere, così, anche per questo verso, i patrimoni familiari.

Patto di famiglia e differenze con testamento e donazione

A questo punto potrai chiederti: ma perché l’imprenditore non fa un testamento o una donazione al discendente, o ai discendenti, cui vuole lasciare la sua attività di impresa? La risposta è anch’essa semplice.

Nel caso del testamento, l’imprenditore dovrebbe obbligarsi a disporre dei propri beni e, innanzitutto, della propria azienda. Ma un tale impegno è contrario alla legge, che prevede il divieto di patti successori. Infatti, il testamento è un atto personalissimo e chiunque deve essere libero di disporre mortis causa dei propri beni, finché è capace di farlo, senza assunzione di alcun obbligo.

Quanto alla donazione, devi sapere che al momento dell’apertura della successione (che coincide con la morte di una persona, c.d. de cuius) il patrimonio ereditario da dividere tra i coeredi deve annoverare anche i beni donati in vita. Pensa, dunque, a quale danno si produrrebbe per l’impresa di famiglia! Questa potrebbe essere disgregata per formare le porzioni che spettano ai coeredi e per rispettare i diritti dei c.d. legittimari.

Ecco, dunque, che il patto di famiglia, derogando alle regole comuni sulla successione, consente di programmare per tempo il futuro gestionale e di controllo della propria azienda. Con esso l’imprenditore può disporre da subito dell’azienda di famiglia (o delle quote di partecipazione societarie), in via definitiva e senza successive pretese da parte degli eredi legittimari.

Come si applica il patto di famiglia?

Abbiamo visto come il patto di famiglia rappresenti un’anticipazione della distribuzione del patrimonio dell’imprenditore, rispetto all’apertura della successione. Ma chi sono i familiari che devono partecipare al patto? Essi sono il coniuge dell’imprenditore, nonché gli altri legittimari non assegnatari dell’azienda (o delle partecipazioni), ossia i figli dell’imprenditore e, in caso di loro decesso, i loro discendenti. Devi poi sapere che i legittimari, nel diritto successorio, sono coloro a cui la legge riserva una quota di eredità nella successione. Sono quindi il coniuge, gli ascendenti (padre, madre, ecc., ma solo se non ci sono discendenti) e i discendenti (figli, nipoti) del de cuius, ossia di colui della cui successione si tratta.

Ma, ci possiamo chiedere a questo punto, se l’imprenditore assegna, tramite il patto di famiglia, l’azienda a uno dei figli, i diritti degli altri non vengono compromessi? Certo! Per questo motivo la legge prevede che i legittimari devono partecipare al patto. A questi, infatti, devono essere destinate delle attribuzioni compensative, in denaro o in natura, da parte dell’assegnatario dell’azienda o da parte dello stesso imprenditore disponente. I beni attribuiti ai legittimari sono imputati alle loro quote di legittima.

Complessità del diritto successorio

Avrai capito, a questo punto, che l’istituto del patto di famiglia tutela al contempo sia l’assegnatario dell’azienda, sia gli altri eredi legittimari. E tutela, fondamentalmente, l’interesse del disponente a mantenere in vita la propria impresa anche per il futuro. Forse, il discorso può sembrare complesso, è vero. Il diritto successorio è molto tecnico. Ma la casistica può aiutare a comprendere pienamente questo strumento.

Esempio di patto di famiglia

Ecco, dunque, un esempio di patto di famiglia tratto dalla pratica. Immagina che un imprenditore (il disponente, appunto) voglia attribuire ad uno dei suoi tre figli l’azienda di famiglia, tramite appunto un patto di famiglia. Supponiamo che il valore dell’azienda (da determinare sulla base di una perizia) sia di 600 (parliamo di un valore convenzionale, per ragioni di semplicità). A tale patto, come abbiamo visto, partecipano anche il coniuge del disponente e gli altri due figli non assegnatari del bene produttivo.
In questo caso, le quote di legittima riservate dalla legge ai legittimari sono: 25% al coniuge; 50% ai figli, da dividere in parti uguali. Il residuo 25% costituisce la quota liberamente disponibile da parte del de cuius.

A questo punto, il figlio assegnatario dell’azienda ha l’onere di liquidare agli altri legittimari le loro quote di legittima, a meno che questi non vi rinuncino. In particolare, il discendente assegnatario deve attribuire al coniuge un valore di 150 (il 25% di 600) e a ciascuno dei due fratelli un importo di 100 (ossia il 50% di 600 da dividere in parti uguali tra i tre figli. Ti chiederai: e l’altro 25%? Esso, a ben vedere, costituisce la quota disponibile dell’imprenditore, che viene incamerata, inevitabilmente, dall’assegnatario.

Benefici del patto di famiglia sotto l’aspetto fiscale.

Siamo in grado, dopo quanto visto, di fare una sintesi dei fondamentali effetti del patto di famiglia.

  • L’imprenditore trasferisce un’azienda o quote sociali al discendente o ai discendenti più dotati sul piano manageriale;
  • Gli assegnatari dell’azienda o delle partecipazioni compensano, in denaro o in natura, gli altri soggetti, che potrebbero reclamare in seguito alla successione del disponente.
  • Ciò che viene assegnato col contratto viene separato totalmente dalla futura successione.

Si assicura, così, il buon esito del passaggio generazionale delle imprese di famiglia.

Anche il legislatore tributario, però, premia il ricorso a tale istituto. Infatti, il trasferimento gratuito d’azienda è soggetto al regime di neutralità fiscale. In particolare, il trasferimento di azienda per causa di morte o per atto gratuito non costituisce realizzo di plusvalenze dell’azienda stessa, la quale viene acquisita dall’assegnatario ai medesimi valori che essa aveva presso l’imprenditore disponente (regime, così detto, della continuità dei valori fiscali). C’è, dunque, un’esenzione dal pagamento dell’imposta sulle successioni e donazioni.

Come funziona per le società

Le cose cambiano, tuttavia, nel caso di trasferimento di quote societarie, tramite patto di famiglia. Te ne parlerò in un prossimo articolo, dedicato alle fondamentali norme tributarie che facilitano il passaggio generazionale delle aziende di famiglia.
E ti renderò semplice, come sempre, la complessità.

Approfondimenti

Abbiamo affrontato, e continueremo ad affrontare il tema della protezione e della pianificazione patrimoniale all’interno del Trading Club Live. Hai perso la puntata? Niente paura! Puoi rivedere tutti gli episodi sul canale YouTube di Assistenza Brokers. Buona visione!

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Francesco Zucco
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Laureato con lode in Giurisprudenza all’Università di Bologna e con un Master in Diritto Tributario, si specializza, come avvocato, in diritto penale. Ha sposato la causa di Assistenza Brokers e Alpha4All, con lo scopo di permettere a tutti di gestire il proprio patrimonio autonomamente anche da un punto di vista legale e tributario.