Palladio: prezzi e influenza del settore automotive

Palladio: come l’industria automobilistica influenza le materie prime

Nel precedente articolo, ti ho parlato di come il palladio abbia visto i suoi prezzi aumentare del 25% appena nelle prime due settimane di gennaio.

Il motivo principale dell’aumento del prezzo di questo metallo l’aveva individuato nella forte richiesta di materie prime per la produzione di automobili provenienti dall’Asia.

Tuttavia, è davvero l’unico ingrediente a creare questo rally?

Palladio e aumento dei prezzi, una bolla speculativa?

Come abbiamo visto in precedenza, il palladio si usa per la costruzione delle marmitte delle auto a benzina e ibride.

Nonostante l’ascesa dei prezzi a gennaio, questo metallo non ha ancora concluso la sua corsa.

Infatti, il palladio continua a bruciare un record dietro l’altro. Proprio questa sua incessante progressione fa pensare ad una possibile bolla speculativa.

Andamento del prezzo del palladio: vale davvero più dell’oro?

La barriera dei 1500 dollari l’oncia è stata abbattuta in fretta, come le precedenti del resto.

Il palladio, che aveva superato i 1000 dollari appena sei mesi fa, ora è già orientato verso i 1600, il tutto, dopo essersi spinto nei giorni passati al massimo storico di 1565 dollari l’oncia.

Questo metallo è diventato più prezioso dell’oro e dopo aver sfiorato punte di 1340 $/oz ha ripiegato sotto i 1300 dollari.

Questo metallo prezioso non è il solo ad essere stato sorpassato dal palladio. Anche il platino, considerato più nobile del palladio è stabile intorno a 860 dollari.

Perché il palladio potrebbe essere una bolla speculativa

A fronte di quanto detto, potrebbe essere in realtà una bolla speculativa? Forse sì.

Un numero sempre maggiore di esperti ne è convinto, mettendo in guardia dal rischio di una possibile forte correzione.

Ad esempio, gli analisti di Ubs e Saxo Bank sono proprio di questo parere. Julius Baer ha da poco confermato la previsione di un prezzo nuovamente intorno a 1000 $/oz tra circa 12 mesi.

Mercato del palladio: forte rally, causato non solo da una bolla

La speculazione resta comunque solo in parte responsabile del rally. Infatti, da otto anni il mercato del palladio è in deficit di offerta e ad oggi ci sono importanti segnali di scarsità.

Le scorte sono scese a livelli allarmanti. Infatti, secondo le stime, nei magazzini globali sarebbero rimaste tra 10 e 18 milioni di once di palladio, che corrispondono circa a 1 – 2 anni di consumi il tutto affermato da un report del raffinatore Heraeus.

Palladio e settore automotive

La grandissima fame di palladio tra i produttori di marmitte catalitiche è tale che gli investitori, piuttosto che continuare a detenere ETF, preferiscono cederlo proprio ai produttori di marmitte in quanto lo ritengono di gran lunga più redditizio.

Seppur le immatricolazioni di auto in Cina, come negli Usa e in Europa, siano in calo, i consumi di questo metallo rimangono tuttora fortissimi. Come mai? Il motivo ricade sulle specifiche sempre più severe sul controllo delle emissioni, le quali costringono i produttori a usare una quantità sempre maggiore di palladio nei catalizzatori.

Auto elettriche e collasso dei prezzi delle materie prime

A causa del forte entusiasmo per l’auto elettrica, i metalli da batterie sembravano destinati a diventare sempre più rari e preziosiMa non è stato così. Dopo anni di aumenti da record i prezzi sono letteralmente crollati.

Oltre al collasso del litio anche il cobalto ha visto i suoi prezzi crollare a picco, nonostante la maggior parte degli analisti fosse di opinione esattamente opposta.

Il crollo è arrivato improvvisamente ed è stato particolarmente rilevante. Il cobalto oggi ha visto un ribasso talmente marcato da valere circa un terzo dei 100.000 dollari per tonnellata, quotazione di aprile 2018.

 Ad oggi è in ribasso di circa il 40%. Nel frattempo, il litio è sceso ai minimi da tre anni, secondo l’indice globale Benchmark Mineral Intelligence.

Ironia della sorte, questo crollo tanto marcato arriva nello stesso momento in cui siamo di fronte ad una fase di forti rialzi per le materie prime impiegate nei motori a combustione. Il petrolio quota con un +20% quest’anno e il palladio, come detto prima, è ai massimi storici.

Ivan Glasenberg, CEO di Glencore, pare sia convinto che il prezzo del cobalto sia vicino a toccare il fondo, a causa delle riduzioni dell’offerta e ad un rilancio della domanda a partire dal 2020, nel momento in cui i consumatori inizieranno una fase di ristoccaggio.

Qualche dato dalla Cina, tra automotive e comparto metalli

La Cina, produttrice del 65% delle batterie del mondo, ha decisamente rallentato gli acquisti (di cobalto e litio) in quanto aveva fatto eccessive scorte negli anni passati, soprattutto alla luce del rallentamento del mercato dell’auto. Questo ha fatto afflosciare la domanda di questi metalli.

Dopo decenni, per la prima volta le immatricolazioni della Repubblica Popolare sono in calo. Oltre a questo, Pechino sta dando sempre più incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici.

Come gestire questo rally di mercato?

Personalmente credo che nessuno possa dare delle vere e proprie previsioni corrette di quello che succederà in futuro con il palladio e in generale con qualsiasi materia prima.

Proprio per questo motivo, seguire un corretto e rigoroso money management può “semplificare” di molto la vita di ogni trader.

Indipendentemente da quante siano le operazioni che azzecchiamo rispetto a quelle che non azzecchiamo, seguire regole ferree di money management farà dei nostri trade, trade vincenti o trade perdenti. Così come seguire un corretto MM ci darà più possibilità di chiudere l’anno in guadagno piuttosto che in perdita.

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Alessandro Melis
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Desideroso di imparare e migliorarsi costantemente come persona e come trader, ha trovato nel commodity spread trading la chiave di svolta per raggiungere i suoi obiettivi di crescita personale.