OPEC: cosa decideranno i “capi”?

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Ben ritrovato, quest’oggi voglio fissare la tua attenzione con questo articolo su uno dei meeting più importanti dell’anno, ovvero l’OPEC. Vedrai come una serie di pensieri contrastanti delle varie autorità mettono sempre più agitazioni nei mercati e vedrai come una strategia sul CL potrà essere rigirata a tuo vantaggio.

OPEC: opinioni contrastanti possono rivelarsi fonte di un buon investimento

Una serie di interruzioni hanno portato i prezzi del greggio a 50$ al barile più repentinamente del previsto, fattore che toglie importanza all’OPEC e al suo meeting, fissato per giovedì 2 giugno.

La scorsa settimana, infatti, sia i future dell’International Brent che quelli del West Texas Intermediate hanno superato i 50$ al barile, eppure gli analisti si aspettano un nuovo calo dei prezzi nei prossimi due mesi perché prevedono alti e bassi nella domanda e nel’offerta, come avviene solitamente al cambio di stagione tra estate e autunno. Per la fine dell’anno, invece, si presume che il prezzo tornerà sui 50$ o leggermente al di sopra contro la discesa recente di parecchi milioni di barili al giorno in seguito agli incendi delle foreste del Canada e agli attacchi dei ribelli in Nigeria.

“Abbiamo sempre sostenuto che i prezzi avrebbero toccato i 50$ entro il quarto trimestre e che il ribilanciamento del prezzo avrebbe richiesto tempo”, ha affermato Helima Croft, direttore delle strategie in materie prime alla RBC Capital Markets.

L’ OPEC si prepara per un altro meeting, quello del 2 giugno a Vienna, e ci si chiede se i suoi membri, che non sono stati in grado di raggiungere un accordo ad aprile nel nella riunione a Doha, riusciranno ora farlo. Allo scorso meeting, l’Arabia Saudita ha sorpreso gli altri stati, inclusa la Russia, accettando di partecipare al’ incontro ma poi rifiutandosi di congelare la produzione, ponendo la condizione che l’Iran facesse lo stesso. Il giorno successivo, il WTI era sceso fino ai $37.61 al barile.

Contrastante è invece l’opinione di Francisco Blanch, direttore della ricerca in commodity e derivati alla Bank of America/Merrill Lynch che, pensa che l’OPEC non prenderà alcuna decisione durante questo meeting, soprattutto dopo il fallimento della riunione di Doha.

Da novembre 2014 la politica del’ OPEC è stata quella di lasciare che fosse il mercato a determinare i prezzi, invece di gestirli tramite modifiche nella produzione. La politica era mirata per le produzioni ad alto costo, e il risultato ottenuto è stato quello di far abbassare i prezzi repentinamente e chiudere gli stabilimenti in America. L’Arabia Saudita ha modificato questa politica e ha ripetutamente sostenuto che congeleranno la produzione solo se lo faranno anche gli altri produttori come l’Iran.

Croft ha detto che anche se al meeting non venissero prese nuove misure, sarà comunque importante capire come si muovono i personaggi in gioco e che ruolo hanno nell’OPEC.

Ad aggiungere pepe alla situazione, le tensioni fra Iran e Arabia Saudita potrebbero essere ancora più accese durante questo meeting, e i sauditi potrebbero anche dichiarare di voler incrementare la produzione, l’anno scorso l’Arabia Saudita ha prodotto 10.2 milioni di barili al giorno.

Alcuni produttori americani leggono nei 50$ un segnale positivo per aggiungere trivelle. Per esempio, la Pioneer Natural ha dichiarato che, se il prezzo rimane stabile, potrebbe pensare di attivare più trivelle.

Gli analisti si aspettano un bilanciamento del mercato che potrebbe portare a una risalita dei prezzi verso la fine dell’anno, dopo il calo dovuto al cambio di stagione, nel terzo quadrimestre. Quel calo però potrebbe essere meno acuto del previsto, ma questo dipende dalle eventuali interruzioni e da altri fattori. Nel terzo trimestre, comunque, si attende un ribasso dei prezzi, subito dopo la fine dell’estate quando le raffinerie si orientano al carburante invernale. Nel quarto trimestre si attende, invece, una risalita sopra i $50.

Michael Cohen, direttore del reparto ricerca in materie prime energetiche alla Barclays, ha dichiarato che il greggio dovrebbe restare sui 50$, o appena sotto, nel terzo trimestre e toccare i 60$ entro la fine dell’anno. Non si aspetta alcuna azione ma una comunicazione sì. Cohen ha affermato che non ritiene l’OPEC un’organizzazione.

Detto questo, ho sicuramente lasciato intendere quanta indecisione ci sia dietro le quinte di questo meeting ma voglio proporti una buona possibilità d’ investimento proprio sul CL, strategia che noi abbiamo impostato da qualche tempo, che non necessita di un elevata capitalizzazione e che manteniamo in quanto avendo delle scadenze molto vicine tra loro non rischiamo di subire particolari danni anche se la news di domani non dovesse essere dalla nostra parte.

Questo è il grafico mostrato su SeasonAlgo: CL SETTEMBRE – CL AGOSTO

CL SEASON

 

 

 

 

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