Novembre Caldo a Wall Street

novembre

Ben ritrovati, collegandomi all’articolo proposto ieri nel tardo pomeriggio realizzato da un nostro trader esperto in analisi tecnica, quest’oggi voglio vocalizzarmi su qualcosa di più didattico facendo un quadro generale della situazione, infatti ieri, nella prima seduta di novembre abbiamo assistito ad un mercato americano molto tonico.

NOVEMBRE IN BORSA: si alza la temperatura

Wall Street ha fatto segnare una buona crescita che può potrarsi a lungo termine soprattutto per le aziende del settore energetico, un movimento condizionato probabilmente dall’arrivo del primo freddo. Il rialzo di lunedì arriva dopo un’importante crescita delle azioni nelle ultime settimane spinte al rialzo da trimestrali solide da parte delle principali aziende. Dal punto di vista societario l’americana General Elettric (Ticker: GE) ha completato l’acquisizione delle attività energetiche della azienda francese Alstom e segna anche essa il segno +.

Ottima performance anche dell’S&P 500 che per la prima volta da agosto riesce ad abbattere il muro dei 2100 punti. La corsa degli indici arriva nonostante il passo lento dell’attività manifatturiera USA che è però riuscita a mantenersi al di sopra della soglia critica dei 50 punti, il che lascia trasparire una possibile fase di espansione dell’attività economica, l’indice Pmi manifatturiero è salito infatti di più di 1 punto da settembre ad ottobre, invece il Dow Jones guadagna lo 0,94% e anche il Nasdaq chiude con segno positivo. Sembra quindi che gli investitori USA ignorino l’attività manifatturiera, ma restano cauti in attesa dell’appuntamento cruciale sul rapporto dell’occupazione in arrivo venerdì. Quest’ultimo servirà a capire se la Federal Reserve inizierà ad alzare i tassi per la prima volta dal 2006, già nei prossimi giorni qualche spunto potrebbe arrivare dai discorsi pubblici dei vari membri della banca centrale USA a cominciare dal governatore Janet Yellen.

Per quanto riguarda i Treasury iniziano novembre così come si era chiuso il bilancio dell’ultimo mese ovvero in calo, a pesare è il nervosismo legato sempre ad un possibile rialzo dei tassi d’interesse nella riunione di dicembre.

Mentre sul fronte delle materie prime, il petrolio risente delle preoccupazioni legati ad un rallentamento della Cina e la scadenza del contratto di dicembre segna un segno negativo del -1,37 % al prezzo di 45,95 $ a barile.

 

Fonte: wallstreetitalia

Paolo Zambarbieri
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Esperto di pair trading, è Top Trader e analista del mercato azionario, nonché co-creatore del metodo Beta Trading. In aggiunta, è un fine conoscitore delle Opzioni Vanilla e della piattaforma di trading online Trader WorkStation (TWS) di Interactive Brokers.