Natural Gas: target raggiunto e adesso?

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Buongiorno,

oggi voglio essere monotematico e mi concentrerò sulla materia prima che più mi ha dato soddisfazione in questo ultimo periodo, il Natural Gas (Ticker: NG).

NATURAL GAS: un ribasso annunciato

Gas naturale dunque, una materia prima difficile da gestire (sopratutto nel periodo invernale) che ultimamente ha saputo dare grosse soddisfazioni a chiunque abbia saputo leggere con attenzione i segnali lampanti lanciati dal futures.

Partiamo dal principio:

Lo scorso Febbraio il gas naturale ha raggiunto il livello di resistenza a quota 3,2$ e poi a proseguito il trend ribassista iniziato quasi un anno fa nel Novembre 2014.

E’ importante notare come quest’area di resistenza sia stata nuovamente raggiunta a fine Maggio scorso a cui è subito seguito un rimbalzo su un’altra area importante, il supporto (anche in questo caso già precedentemente toccato) in area 2,75$.

Da qui ha iniziato a formarsi un triangolo, mantenuto fino ad Agosto che ha portato alla rottura del supporto dinamico e una timida lateralità proprio sull’area di supporto.

Qui inizia il bello, la rottura di quest’area era un chiaro segnale ribassista che si è confermato fino ad oggi anche se con step intermedi che hanno consentito ed agevolato successive entrate a mercato.

Dal grafico possiamo vedere come il primo target ribassista in area 2,56$ sia raggiunto rapidamente, seguito da uno bandiera di continuazione che ha portato ad un successivo forte ribasso sino ed oltre il secondo target, segnalato diverse volte nei miei precedenti articoli, in area 2,15$.

 

natural gas

Grafico Natural Gas, 9 mesi candele giornaliere

NATURAL GAS: i motivi del ribasso di ieri

Ieri è stata una giornata importante per il gas naturale che ha lasciato sul mercato il 10% del suo valore muovendosi in forte gap down confermando il trend ribassista e portando il futures di Novembre a toccare i minimi del 2012.

Il crollo è stato provocato principalmente dall’ultimo bollettino metereologico che ha previsto un inizio caldo dell’inverno ma la situazione viene confermata anche dell’EIA (Energy Information Agency) che mostra scorte pari a 3,81 trilioni di piedi cubici, vicine ai massimi del 2012 a 3,929 trilioni di piedi cubici. La stessa agenzia americana prevede che le scorte arriveranno fino alla quota record di circa 3,96 miliardi di piedi cubici  facendo intendere che un prolungamento della fase ribassista è più che probabile.

Al momento della stesura dell’articolo il futures di Novembre del Natural Gas è sotto del 2,2% a quota 2,016.

Teniamo dunque il futures nella nostra watchlist e teniamoci pronti a sfruttare una nuova occasione di entrata a mercato ricordandoci che il natural gas è una materia primo molto volatile non adatta a tutti i tipi di conto. Teniamo sempre presente le nostre regole di money management.

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