NASDAQ 100 e S&P 500: correlazione – Sommario

  • Nasdaq 100 e S&P 500 hanno un andamento estremamente correlato.
  • In alcuni periodi la correlazione può venir meno
  • A causa della loro diversa composizione, i due titoli hanno volumi medi giornalieri ed estensioni di movimento molto diverse tra loro.
  • La conoscenza delle diverse caratteristiche dei due strumenti permette diversi spunti operativi.

NASDAQ 100 e S&P 500: qual è la correlazione di questi indici

Come anticipato nel mio ultimo articolo, i due principali future sugli indici azionari americani ossia Nasdaq 100 e S&P 500, hanno un andamento per loro natura estremamente correlato. Oggi ti spiegherò nel dettaglio perchè e, soprattutto, come sfruttare questa caratteristica sia nel medio che nel breve periodo.

NASDAQ 100 e S&P 500: natura degli indici e motivi della loro correlazione

Come forse già sai, S&P 500 e Nasdaq 100 hanno molti titoli in comune. Infatti, gran parte dei titoli quotati sul listino Nasdaq fanno parte anche del più ampio paniere denominato S&P 500.

È quindi inevitabile che i due futures derivanti (ticker ES e NQ) abbiano un andamento estremamente correlato. D’altronde, il movimento del future deriva dal movimento degli indici, le cui variazioni di prezzo dipendono a loro volta dall’andamento dei titoli che li compongono.

Essendo i due indici però composti da un numero molto diverso di aziende (500 su ES e 100 su NQ) la correlazione diretta, seppur estremamente marcata, a volte, soprattutto nel breve periodo (è molto ben sfruttabile nel trading intraday) può venir meno. Vediamo qual è la causa principale.

NASDAQ 100 e S&P 500: momenti più probabili di sfasamento del rapporto

I periodi in cui la correlazione può venir meno sono senza ombra di dubbio quelli del rilascio dei risultati trimestrali (anche detti “earnings”).

Questo perchè il peso percentuale specifico delle aziende tecnologiche più grandi sull’indice Nasdaq 100 è molto maggiore che non sull’indice S&P V500.

Per fare un esempio, Amazon pesa per il 7,86% del Nasdaq, ma solamente per il 2,83% dello Standard & Poor’s.

Le oscillazioni di prezzo piuttosto violente che queste società possono riportare nelle giornate degli earnings impatteranno quindi molto di più, per un semplice calcolo matematico, l’andamento di NQ rispetto a quello di ES.

Diverse caratteristiche dei due futures e la loro diversa volatilità

Proprio a causa della loro diversa composizione, i due titoli hanno volumi medi giornalieri ed estensioni di movimento molto diverse tra loro.

A titolo esplicativo, nel 2019 il volume giornaliero medio di ES è stato di 1,38 milioni di scambi, contro i 441,000 contratti scambiati mediamente da NQ. Il rapporto è di circa 3:1.

Inversamente, e proprio a causa della differente liquidità, l’estensione giornaliera media tra massimo e minimo è stata di 35 punti per ES, contro 122 per NQ. Qui il rapporto è un pò più di 1:3.

Ricorda sempre che più uno strumento è liquido, e quindi più contratti scambia, minori saranno l’estensione e la velocità dei suoi movimenti.

Spread NQ-ES

Conoscere le diverse caratteristiche dei due strumenti ci permette di poter sfruttare diversi spunti operativi che cerchiamo di affrontare insieme tutti i giorni all’interno del Trading Club Intraday.

In ottica di medio lungo periodo, considerando l’andamento del mercato azionario americano dal 2012 ad oggi decisamente rialzista, il Nasdaq tende a guadagnare sull’S&P.

Comprare NQ e vendere ES (piuttosto che ETF o altri strumenti simili) può quindi essere una buona strategia* per investire sul comparto azionario, mantenendo al contempo una protezione.

Quando si vuole puntare su uno storno dei mercati azionari, invece, l’operazione da fare è l’opposto, cioè vendere NQ e comprare ES.

In linea generale, proprio per via della sua maggiore volatilità, NQ tende ad amplificare i movimenti di ES andando nella stessa direzione.

Quando l’andamento tra i due si disallinea, invece, è possibile operare nel brevissimo termine per cercare di sfruttare il ritorno verso la “normalità”. Per fare ciò, ci vogliono occhio allenato e riflessi pronti.

Vediamo nelle immagini sotto un esempio.

Grafico 1. Spread NQ-ES
Grafico 1. ES in data 28/01/2020

 

Grafico 2. Spread NQ-ES
Grafico 2. NQ in data 28/01/2020

Il primo grafico rappresenta ES in data 28/1/2020, mentre il secondo NQ nella stessa giornata.

Puoi notare come in corrispondenza della linea blu verticale, che segna su entrambi i grafici lo stesso istante temporale (appena dopo le 16:05), ES avesse già superato la linea orizzontale verde (massimo dei primi 5 minuti), mentre NQ stazionasse ben al di sotto.

Considerando l’andamento del mercato fino a quel momento, e altre variabili di contesto e volumetriche (di cui parliamo nel Trading Club Intraday) era possibile comprare NQ per un riallineamento che di lì a pochi minuti c’è stato. 

Ipotizzando un’entrata a 9030 su NQ, con target di arrivo il livello di 9040 in coincidenza della linea verde, sarebbero stati 200$ di profitto in meno di 20 minuti di trade, impiegando 500$ di margine che molti broker richiedono oggi per operare in intraday su questi strumenti.

Conclusioni

Ho cercato di mostrarti in questo articolo le ragioni della correlazione tra i principali strumenti che utilizzo nel mio trading quotidiano, e alcuni possibili spunti operativi.

Se ti interessa approfondire, puoi farlo nei corsi di trading all’interno del nostro canale YouTube o unendoti al percorso dell’Intraday Club!

*Le strategie proposte sono a solo scopo educativo e da testare su piattaforma demo/simulata.

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Lorenzo Lanari
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Intraprendente trader specializzato in intraday sul Nasdaq, è una presenza fissa nel business dell’immobiliare da oltre 10 anni. Tra i suoi successi ci sono una laurea magistrale in economia e management cum laude e esperienze a livello intercontinentale.