Money Management e gestione del rischio: guida

Money Management e gestione del rischio: guida – Sommario

  • Il Money Management fa riferimento alle società di intermediazione, banche o broker che gestiscono in forma discrezionale i soldi dei propri clienti.
  • Anche chi scegli di gestire il proprio denaro in modo autonomo deve creare il proprio money management.
  • La sua creazione prevede la programmazione di quali e quante quote del proprio capitale totale destinare alle differenti forme di investimento.
  • Per creare il nostro money management dobbiamo considerare alcune variabili.

Money management e trading plan: la guida che hai sempre cercato

Se stai cercando una guida su come creare il tuo money management ed il tuo piano di trading, allora hai trovato l’articolo giusto. Infatti, nelle prossime righe potrai leggere le linee guida che ti permetteranno di scrivere nero su bianco il tuo personalissimo set di regole.

Per farlo, però, prima avrai bisogno di saper differenziare il concetto di Money Management da quello di Trading Plan. Successivamente, potrai focalizzarti meglio sulle regole che tu stesso scriverai e che in maniera
disciplinata rispetterai.

Cos’è il Money management o gestione del denaro (portafoglio)

La definizione di Money Management, se dovessimo fare i pignoli, fa riferimento alle società di intermediazione, banche o broker che gestiscono in forma discrezionale i soldi dei propri clienti. Perché allora parlare di money management se non sono cliente di tali istituzioni o nessuno gestisce i miei risparmi?

Il motivo è semplice. Assistenza Brokers e Alpha4All sono è una “scuola” con lo scopo principale di portarti all’indipendenza finanziaria. Di conseguenza, se divento indipendente nella gestione dei miei soldi, allora così come fanno gli istituti di credito, anche io dovrò inizialmente creare il mio money management.

In cosa consiste il Money Management

Creare un money management significa programmare quali e quante quote del proprio capitale totale, destinare alle differenti forme di investimento.
Avremo così investimenti a lungo, medio e breve termine, ognuno dei quali che seguirà le proprie linee guida di gestione.

Esempio di money management

Faccio un esempio perché il concetto sia più chiaro. Se ho un capitale di 100, significa destinare una quota per operazioni di investimento a
lungo termine, un’ulteriore per operazioni a medio termine ed un’ultima per operazioni a breve termine.

Un’idea potrebbe quindi essere:

  • 20% Lungo
  • 50% Medio
  • 30% Breve

Si tratta a questo punto di saper rispondere alla domanda: per quali investimenti optare per le operazioni di lungo, medio e breve?
Qui ovviamente dipende da molte variabili personali, tre delle quali sono propensione al rischio, liquidità e destinazione.

Propensione al rischio

Ognuno di noi è differente riguardo al rischio e più nello specifico, alla possibilità di perdere soldi o guadagnarli.

Liquidità

Per liquidità ossia la possibilità di liquidare le proprie posizioni in tempi brevi. Non tutti hanno le stesse possibilità economiche e necessità. Nel caso di un evento improvviso, che richiede un rientro dalle posizioni aperte, la scelta tra differenti strumenti finanziari detterà le tempistiche di riconversione in moneta.

Destinazione

Potrei essere sia una persona che destina tutta la sua liquidità ad
investimenti sia una che sceglie di investire solo il 50% dei miei risparmi e il resto lasciarlo in banca o sotto il materasso per improvvise necessità future.

Con solo queste 3 variabili puoi capire quante possibilità differenti si possono presentare.

Esempi di money management

E’ giunto ora il momento di prendere carta e penna e cominciare a scrivere la prima parte del tuo Money Management, partendo proprio dalle variabili che ho citato in questo articolo.

Per prima cosa, rispondi alle domande relative alla tua propensione al rischio, alla tua liquidità e destinazione.

Esempio 1

Ipotizziamo che i tuoi risparmi ammontino a 1000. Sei poi una persona con un ingresso economico mensile che ti permette di poter risparmiare qualche spicciolo. Di conseguenza, puoi permetterti di utilizzare tutti i tuoi risparmi per cercare di farli fruttare.

Al tempo stesso, però, non vuoi nemmeno rischiare troppo. Ti piace dormire sonni tranquilli senza pensare alle tue posizioni aperte. La tua gestione a livello di Money Management potrebbe dunque essere:

  • 70% obbligazioni di lungo termine con scadenza 10 o 30 anni.
  • 20% obbligazioni a medio termine con scadenza a 1 o 3 anni.
  • 10% obbligazioni a 3 mesi.

Esempio 2

Sei una persona con alta propensione al rischio e con un futuro economico incerto. Non sai se domani avrai bisogno di parte dei risparmi o tutto. La gestione a livello di Money Management potrebbe dunque essere:

  • 60% azioni, futures ecc..
  • 40% liquido per eventuali “occasioni” che si presentano sui mercati azionari.

Dalla teoria alla pratica

Ovviamente ho cercato di estremizzare i due casi. Ognuno di noi si potrà trovare in una via di mezzo. Questo però ti sarà più chiaro una volta scritto il montante dei tuoi risparmi, le tue necessità economiche e aspettative.

Anche se con percentuali diverse e strumenti finanziari differenti, ognuno di noi ora ha in mano uno schema di Money Management.

Conclusioni

La prima cosa da fare è dunque creare il proprio Money Management e decidere le differenti quote di capitale per le diverse tipologie di trading.

In seguito, per ogni tipologia di trading creare il tuo personalissimo trading plan. Ovviamente in base al tipo di trading che farai, avrai un trading plan più o meno complesso. Non è la stessa cosa decidere di comprare obbligazioni decennali statali che operare su future con grafici a 1 minuto.

Nel prossimo articolo focalizzerò l’attenzione proprio per tutti coloro che sono interessati al trading più stretto, cioè l’intraday.

Il solo fatto di scrivere il tuo set di regole e di rispettarlo ti porterà col tempo ad essere più performante e soprattutto a raggiungere un guadagno costante mensile nel tempo.

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Marco Pagani
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Nato e cresciuto all’ombra della Madonnina, sente fin da subito il richiamo del mare e si trasferisce a Mallorca. Nonostante un’esperienza ventennale sui mercati, l’umiltà rimane il suo punto di forza per eccellere sia come trader che come imprenditore.