Mese dell’educazione finanziaria: il lato retail

Mese dell’educazione finanziaria – Sommario

  • A ottobre si è svolto il mese dell’educazione finanziaria, offrendo momenti di condivisone e riflessione.
  • Spesso si focalizza l’attenzione sugli aspetti “tecnici”, tralasciando aspetti tanto sotto gli occhi di tutti quanto sottovalutati da molti.
  • Conoscere sé stessi fa la differenza nel comprendere quali operatività siano più nelle nostre corde e il tipo di approccio da tenere nella gestione del proprio trading.

Mese dell’educazione finanziaria: tra formazione e condivisione

Si è svolto ad ottobre il mese dell’educazione finanziariaA differenza di tanti operatori che hanno relegato questa iniziativa ad un approccio meramente istituzionale e calato dall’alto, Assistenza Brokers ha preferito un approccio più social per tale evento, promuovendo, grazie alla così rinominata Settimana del Risparmio per Trader e Investitori, momenti di condivisione e confronto delle esperienze di trader ed investitori.

Il mese dell’educazione finanziaria e l’esperienza durante la Settimana del Risparmio

Personalmente, ho trovato molto bello incontrare negli uffici di Assistenza Brokers trader ed investitori per scambiarsi opinioni ed idee sui mercati e sulle operatività preferite.

Sempre durante questa settimana, ho anche preso parte ad un webinar per raccontare la mia storia ed esperienza ormai quindicennale sui mercati azionari americani.

Se sei curioso e vuoi saperne di più sul mio intervento, puoi dare un’occhiata alla registrazione della puntata nel video qui sotto. 

Come dare una svolta alla propria situazione finanziaria

Questa esperienza mi ha portato a fare una riflessione. Spesso vedo come ci si concentri molto su aspetti “tecnici”, sulla ricerca del “sacro Graal” del trading o del setup perfetto per imprimere una svolta alla propria situazione finanziaria. Al tempo stesso però, si tralasciano un paio di aspetti tanto sotto gli occhi di tutti quanto sottovalutati da molti.

  • Nel comprare o vendere siamo influenzati da emozioni più che da analisi di varia natura. Parlo di emozioni quali ingordigia, paura, euforia, panico ecc..
  • Investire tutto in una singola operatività non è quasi mai una scelta vincente.

L’importanza di conoscere se stessi nel mondo del trading e degli investimenti

O rivedi i tuoi sogni, o devi ampliare le tue skill. Questo è quello che sosteneva Jim Rohn.

Il bello dei mercati finanziari è che data la loro vastità e malleabilità, è possibile modellarli in base ad attitudini, tempo e soprattutto personalità.

Conoscere sé stessi è di grande aiuto per comprendere quali operatività sono più nelle nostre corde e che tipo di approccio tenere nella gestione del proprio trading/investing, tra le altre cose.

Un paio di esempi personali

Grande recessione del 2007

Durante la grande recessione, nonostante il sangue scorresse copiosamente nelle strade, sono rimasto long sulle mie posizioni. Certo, non è stata una passeggiata. Tuttavia, non ho lasciato che gli aspetti emotivi offuscassero le motivazioni che mi avevano spinto verso gli investimenti fatti. Milioni di persone in tutto il mondo hanno perso soldi, risparmi, pensioni durante quel periodo. Io sottovoce posso dire di non aver perso neanche un centesimo. Anzi, ho proprio festeggiato recentemente il raggiungimento del 1.000% di guadagno riguardo quegli investimenti. Tuttavia, per raggiungere questo risultato, non è bastato conoscere i mercati o “avere fiuto”. Il saper comprendere e domare le emozioni ha svolto un ruolo fondamentale.

Diversificazione del portafoglio

Conoscere attitudini e leve motivazionali, mi ha permesso di sconfiggere anche il mio tallone d’Achille. Mi spiego meglio. Avendo il difetto di non voler vendere mai, non mi sono ancora goduto i frutti di questi investimenti e questo sarà vero ancora per moltissimo tempo. 

Come spesso accade, la risoluzione dei problemi non deriva dal fare azioni in opposizione a quelle sempre fatte, ma affiancandone di nuove. Sbagliavo nel modo di gestire il mio capitale? No, semplicemente dovevo diversificare le mie attività.

Alla gestione del portfolio azionario, ho quindi affiancato il trading in opzioni e materie prime. Con queste due operatività le operazioni hanno una scadenza, è il mercato che mi impone di chiudere le posizioni. Questo mi permette di aprire e chiudere posizioni nel corso di pochi mesi o addirittura settimane. Chiudo le operazioni, mi godo i successi nel presente, pianifico nuove operazioni, ripeto il processo. 

La diversificazione di operatività e mercati rappresenta ora la chiave di volta del mio business plan finanziario. Sicuramente l’approcciare nuove operatività richiede tempo e dedizione. Nel mio caso ha voluto dire anche tanti bei mal di testa, soprattutto per quanto riguarda le materie prime e le sue dinamiche, ma questa operatività sta portando tantissime soddisfazioni ed ultimamente è l’operatività che amo maggiormente.

Concludendo

Il lavorare su me stesso mi ha permesso di comprendere come gli aspetti personali influenzino il vedere sul monitor numeri con un segno positivo o negativo davanti, quali rischi la mia personalità è propensa a sopportare e quali non tollera.

Questo approccio, che può a prima vista risultare astratto ma che in realtà è molto pragmatico, mi ha permesso, già nel corso del mio terzo decennio di vita, di abbandonare definitivamente la vita da dipendente e concentrarmi unicamente sulle mie attività imprenditoriali finanziarie e non.

Per dirla come gli Americani amano dire: mind over matter

Accelera le performance di trading

Allena la tua mente secondo il livello di rischio più adatto a te per trasformarti in un investitore senza paura.

Francesco Mondani
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Musicista, amante dell’arte e del design e appassionato di investimenti sin dai tempi del liceo. Con un fiuto per gli affari da fare invidia al miglior venture capitalist, è in grado di riconoscere subito il valore di idee e macro trend del futuro, traendone grossi profitti.