Gentile lettore ben ritrovato, una domanda piuttosto comune che molti trader si pongono è la seguente: com’è possibile che nel mercato del Forex si possa sempre contrattare? Se volete comprare una casa oppure volete vendere la vostra, ci vuole diverso tempo per realizzare quest’operazione: tempo per trovare l’offerta giusta, tempo per trovare l’acquirente.

Questo però non avviene nel mercato del Forex, trovare un compratore a cui vendere, o un venditore da cui comprare non è un problema che ci si pone quando si lavora nel mercato del Forex o, più in generale, nei mercati finanziari.

MARKET MAKER: chi sono?

 

La risposta a questa domanda è i “Market Makers”, infatti i Market Maker o provider di mercato forniscono una grande, grandissima liquidità su tutte le borse mondiali e sono presenti, più o meno, in tutti i mercati, Forex, Azioni, Obbligazioni, ecc.

La differenza nel mercato azionario, rispetto a tutti gli altri, è che le borse, come la London Stock Exchange o la New York Stock Exchange, incoraggiano gli scambi.

I market maker non possono dire “oggi non abbiamo abbastanza zucchero o oro da vendere”: i mercati azionari hanno bisogno di un mercato in continuo movimento dove le persone possono acquistare e vendere titoli in modo affidabile.

I market maker usano il benchmark per far lavorare il mercato in un ciclo continuo, dove le persone contrattano senza problemi di liquidità. 

 

 

Come ottengono profitto dal mercato i Market Maker?

 

I provider di mercato non speculano in alcun modo; non vendono o acquistano valute, commodities o titoli; loro guadagnano sulla differenza tra il prezzo di Bid e il prezzo di Ask, ovvero sullo spread tra Bid e Ask.

Bid = Prezzo di Acquisto                   Ask = Prezzo di Vendita

Quando un trader acquista una certa valuta, compra al prezzo richiesto dal mercato e, quando vende, lo fa al prezzo stabilito dal mercato; solitamente, il bid è inferiore all’ask; i market maker guadagnano in questo modo, senza alcuna possibilità di perdere capitali.

Facciamo un esempio per rendere ancora più comprensibile questo concetto:

Supponiamo di avere un titolo i cui prezzi di Bid e Ask sono:

Bid = 50 pip Ask = 60 pip al tempo = 0

al tempo = 1 il mercato sale per raggiungere questi prezzi:

Bid = 70 pip Ask = 80 pip

Se decidete di acquistare il titolo al tempo 0, lo comprerete a 60 pip, e se deciderete di vendere il titolo al tempo 1, lo farete per 70 pip. Il vostro guadagno sarà calcolato: 70 pip – 60 pip – 10 pip (spread) = 0 pip.

Il market Maker ha ottenuto la differenza tra i prezzi di ask e bid, ovvero 10 pip.

Se, invece, aveste venduto al tempo 0 e comprato al tempo 1, avreste avuto una perdita di 20 pip e il market maker avrebbe ricevuto un profitto di 10 pip.

I Market Maker vendono sempre al prezzo più alto e acquistano sempre al prezzo più basso.

I trader accettano il rischio di perdere parte dell’investimento sui mercati mentre i market maker riescono sempre a guadagnare senza grandi rischi.

 

Come riescono i Market Maker a manipolare i prezzi di spread?

 

I market maker gareggiano fra loro per offrire gli spread più basso; i trader tendono a scegliere titoli o valute con gli spread più contenuti: se in un mercato ci sono pochi market maker, lo spread sarà alto.

Il prezzo di spread viene controllato e aggiustato in base livello di competizione tra i market maker e determinato dalle richieste esistenti per un certo strumento finanziario, valuta, titolo, commodity, ecc.: più è alta la competizione e più i trader godranno di spread contenuti, ma più la richiesta è alta e più il prezzo aumenta. Il ruolo dei market maker è fondamentale perché rappresenta il motore del mercato.

 

Quanti e quali tipi di Market Makers ci sono?

 

Esistono due grandi categorie di broker, market maker, e ECN – Electronic Communications Networks che è un sistema elettronico che permette di incrociare telematicamente gli ordini di acquisto e vendita al fine di eseguirli. Istituti, banche, e persino trader sono collegati agli ECN per la gestione dei loro ordini (trovare compratori e venditori per le loro transazioni).

Se usate gli ECN, dovete piazzare il vostro ordine e aspettare un potenziale compratore/venditore interessato a quello specifico ordine. Gli ECN non hanno la stessa liquidità del mercato azionario o di quello del Forex ma risolvono i problemi relativi alla liquidità per conto dei market maker.

La maggior parte dei trader, specialmente quelli che hanno un capitale di accesso basso, sceglie di gestire gli ordini con i market maker perché eseguono le loro transazioni istantaneamente e offrono la garanzia di esecuzione degli stop e degli ordini in generale.

 

Come fanno i Market Maker a manipolare i trader?

 

A volte, i market maker giocano contro i loro clienti.

Immaginate che i market maker abbiano 1000 milioni di dollari sull’acquisto e solo 200 sulla vendita; in questo caso, si trovano in una situazione rischiosa (svalutazione del USD) e i ECN aiutano i market maker a ridurre la differenza riportando un equilibrio.

Se volete scegliere un market maker (Broker) per operare sui mercati finanziari, dovete sceglierne uno che operi su un mercato liquido; la Commodity Futures Trading Commission (CFTC – Commissione preposta al controllo del trading sulle commodity futures) ha imposto determinati parametri di liquidità per garantire il corretto svolgimento delle contrattazioni.

Inoltre è bene scegliere un market maker che non abbia problemi finanziari; alcuni market maker, quando si trovano in situazioni critiche e cercano di ristabilire l’equilibrio, potrebbero agire in modo poco corretto nei confronti dei trader che gli affidano le loro contrattazioni.

È successo anche che diversi market maker abbiano condotto operazioni senza il consenso del trader, questi fatti sono noti con il nome di “Intervento del Market Maker o Intervento del dealer”. Un altro modo in cui imbrogliano i traders è andare a prendere gli stop loss, sempre col fine ultimo di incrementare la liquidità e ridurre l’eventuale disequilibrio del mercato.

 

Non fidatevi del mercato, tantomeno dei Market Maker!

 

Un giorno 1 barile di petrolio costava circa 147$, Goldman & Sax e il New York Times prevedevano un aumento di prezzo fino ai 200$ al barile. In realtà il prezzo diminuì fino a toccare i 30$ al barile.

Fate attenzione quando seguite il parere, la previsione o l’analisi di qualcun altro; molte volte si rischia di perdere parecchi soldi fidandoci dell’opinione dei market maker; un’informazione sbagliata potrebbe rivelarsi fatale e distruggere le nostre aspettative!

I market maker possono arrivare a pagare giornali e televisione per promuovere informazioni non veritiere per invogliare le persone a entrare a mercato, seguendo le loro indicazioni: l’esempio all’inizio della sezione è proprio indicativo di come una società come la Goldman Sachs in accordo con la direzione del New York Times possa andare a influenzare la psicologia del trader e, di conseguenza, anche il profitto.

I mercati finanziari sono veloci, ciò vuol dire che, dopo una novità particolare, la liquidità e i prezzi aumentano drasticamente: i market maker, dal lato loro, cercano di aumentare lo spread per mantenere l’equilibrio.

Esempio:

Dopo l’annuncio della Federal Reserve lo spread è aumentato da 2-3 pips a 100 o 200 pips: questo significa che, se il mercato si muove di 200 pips dopo una notizia, tutti i trader che avevano messo il target di profitto a 200 pips, non guadagneranno un centesimo.

Gli spread aumentano in modo aggressivo anche quando il mercato è piuttosto stabile (mercato laterale), infatti i trader che non vogliono particolari rischi, devo fare molta attenzione sul mercato laterale, magari anche astenersi dall’operare.

Come in qualsiasi ambito della vita, anche nel campo dei market maker, troviamo quelli che operano in modo legittimo ed etico, così come quelli che invece lo fanno solo in apparenza. Infatti alcuni market maker mirano a dare la miglior immagine possibile per attirare clienti, per fargli aprire i conti con l’obiettivo finale di lucrare dalle loro perdite.

I market makers garantiscono alla loro clientela l’esecuzione immediata dei loro ordini, ma anche tramite le piattaforme degli ECN può esserci un rallentamento che fa perdere 3-5 punti: per questo motivo, è meglio operare sul lungo periodo piuttosto che in scalping.

L’obiettivo principale dei trader è quello di riuscire a predire i movimenti del prezzo per ottenere profitto dal mercato, ma un buon 90-95% di loro non tiene conto della manipolazione attuata dai market maker; quindi, per quanto possibile, bisogna riuscire a inserire nella propria strategia anche una sorta di previsione sugli obiettivi dei market maker, in modo da non essere catturati nella loro trappola.

 

Conclusione:

 

Come trader, è importante conoscere qualcosa in più sui market maker e sui modi da loro utilizzati per manipolare il mercato: apprendere “le strategie del nemico” aiuta a limitare le perdite e a incrementare i profitti.

In più devi sapere che Interactive Brokers, di cui noi siamo partner italiani, NON è un Market Maker ma bensì un DMA (Direct Market Access) e ti fornisce un accesso diretto al mercato senza alcuna manipolazione dei prezzi