L’economia del debito : una bomba ad orologeria

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Già in un precedente articolo del 15 Luglio avevamo trattato il caso cinese e i pericoli connessi ad un primo arretramento del mercato azionario, verificando un possibile impatto negativo in termini monetari decisamente più consistente rispetto al default greco.

Ma ora facciamo un passo indietro e capiamo meglio come i Governi e le banche centrali abbiano “tamponato” la crisi del 2008 nata a fronte dell’impossibilità di sanare i prestiti dei mutui sbprime americani.

Infatti si trattava e si continua a trattare di una crisi del debito che pare essere superata, ma che in realtà continua ad essere presente come una bomba pronta ad innescarsi non appena il ciclo economico mondiale dovesse tornare ad arrestarsi.

Queste non possono rimanere solo supposizioni nel momento in cui andando ad osservare alcuni semplici dati ci accorgiamo che il debito mondiale non sta diminuendo ma anzi continua inesorabilmente ad aumentare anno dopo anno. Per quanto l’economia del debito su cui si fonda l’intero ciclo economico sarà sostenibile ?

Analizzando i dati del rapporto McKinsey (istituto di analisi e ricerca economica) i numeri appaiano piuttosto allarmanti:

dal 2007 ad oggi il debito mondiale è salito di 57 mila miliardi di $

a fine dello scorso anno il debito mondiale risulta circa 3 volte superiore al PIL

 

Di seguito vi riporto sempre un documento McKinsey che fotografa il debito mondiale suddiviso per caterie e per nazioni.

 

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Dunque dopo esserci resi conto che il debito non accenna a rallentare non possiamo ritenerci protetti o salvi da future congiunture economiche negative.

La Cina rappresenta un netto esempio di tale situazione, infatti la sua forte crescita economica è fondata sulla leva finanziaria che ha portato il debito cinese a quadruplicarsi negli ultimi 7 anni. E’ vero i cinesi potrebbero essere in grado di risanare tale debito, ma se l’abitudine era di una crescita del 12% circa del PIL, tale espansione si sta a poco a poco riducendo arrivando a solo un 7% con previsioni di una stabilizzazione per i prossimi anni, pertanto l’aumento massiccio del debito allargherà sempre di più la distanza tra debito e PIL.

In questi anni tale differenziale è stato attenuato dal rally nei corsi azionari cinesi, ma il fatto è che anche tale esplosione rialzista è avvenuta a debito, ed ecco che capiamo come la flessione dell’ultimo periodo, tamponata in modo aggressivo dal Governo cinese, apre scenari molto preoccupanti.

La stessa cosa è avvenuta per gli altri paesi occidentali, in cui il collasso totale scaturito con l’ultima crisi economica è stato scampato con fortissime iniezioni di liquidità, ovvero altro debito da ripagare, con lo stesso problema cinese, cioè con la presenza di un ritmo di crescita economica di molto inferiore rispetto ai precedenti 20-30 anni.

Infatti anche l’agenzia di rating S&P ritiene che la corsa inarrestabile del debito mondiale rappresenta un possibile e gigantesco rischio sistemico.

 

 

 

Fonti: IlSole24Ore, McKinsey

Matteo Anelli
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Analista e Top Trader in Commodity Spread, scrive di commodities e anima quotidianamente il Trading Club Multiday.