Le 3 dimensioni della perdita nel trading

Le 3 dimensioni della perdita nel trading

Chi sceglie questo meraviglioso e dannato mestiere sente dire che la maggior parte dei trader privati va in negativo quando opera sui mercati finanziari. Il 90%, il 98%, l’88%.

Ogni volta una percentuale altissima che si fatica a credere veritiera.

Infatti quando sentiamo queste “cose” non ce ne curiamo. In fondo, noi saremo la nicchia, l’eccezione, coloro che stanno dall’altra parte.

Quel 10, 2, 12% che esce con qualcosa in più rispetto a quando entrano in questo mondo.

Chi si approccia al Trading solitamente é una persona ambiziosa, propensa al rischio, sognatrice, a volte individualista, un pizzico anarchica, con una grande fiducia nei sistemi meritocratici e va tenuto a mente.

 

Perché si perde?

Vediamo di chiarire perché si perde, per poi capire come si vince. Il primo motivo è semplicemente matematico, è una questione di banco, di commissioni, di spread.

Se noi operassimo a caso, proprio testa o croce e i nostri trade fossero al 50% vincenti e al 50% perdenti, per il costo pagato in commissioni e in spread saremmo perdenti.

Dal 50 e 50, da casinò puro, con le nostre conoscenze tecnico-operative possiamo veramente passare a mettere la statistica dalla nostra parte e riuscire ad avere 6, 7, 8, forse addirittura 9 trade su 10 vincenti (tralascio qui il discorso risk/reward), ed essere veramente avvantaggiati nel commercio in borsa.

Tuttavia non basta, eh no ragazzi non basta! Ci sono Trader che escono in pari o in negativo da un determinato periodo proprio con una percentuale di trade vincenti dell’85%.

Quello che conosco meglio è proprio quel cocciutello presuntuoso che sta scrivendo questo articolo.

Ci son stati periodi in cui facevo 8, addirittura 9 trade di seguito da 200 euro per poi lasciar correre l’unica perdita oltre i 2000. Beh.. così si perde, si esce in negativo, ci si arrabbia e ci si sente anche un po’ stupidi.

 

Come accettare le perdite nel trading

Il motivo principale per cui un potenziale bravo Trader perde è proprio perché non accetta le perdite, le lascia correre e taglia i profitti. Sì, lo so questa l’avete già sentita.

Ma io non ho mai trovato nessuno, veramente nessuno, che facesse un ragionamento, un reale atto di pensiero introspettivo che riuscisse a giustificare un tale stupido, apparentemente banale atteggiamento di autosabotaggio.

Chi si è appena approcciato al Trading non riesce a capire perché succede questo, in che modo possa influire l’approccio mentale nei risultati, vede solo la matematica, la tecnica.

Chi al contrario mastica trading da qualche mese in reale si rende conto che rispettare delle semplici regole è molto più difficile di fare una dieta ferrea.

L’autocontrollo nel trading e nella vita

Con la mia serie di articoli, voglio aiutarti a sviscerare tutti i dettagli che stanno dietro gli atteggiamenti umani in relazione al mestiere del trader.

Quello che ne uscirà potrà in realtà  essere applicato a tutto.

Partiamo dall’esperimento dei marshmallow, uno dei più famosi esperimenti di psicologia comportamentale di tutti i tempi, condotto per la prima volta all’Università americana di Stanford nel 1972.

A un bambino di 4 anni viene offerta una caramella marshmallow, e un’altra gli viene promessa se non cederà alla tentazione di mangiarsi subito la prima. Molti bambini mangiano la caramella all’istante, altri aspettano anche 10/15 minuti.

Ti lascio ragionare su come si possono collegare l’esperimento dei marshmallow all’atteggiamento dei traders. Non è così diretto, ma lo vedremo insieme, promesso!

Nell'attesa del prossimo articolo, inizia a conoscere meglio te stesso.

Nicolò Mariani
  • 1 Posts
  • 0 Comments
Osteopata professionista e trader per passione, si forma tra Ancona, Milano e la California. La sua vocazione è aiutare le persone ad essere bilanciate e in armonia, nel fisico e nella mente in ogni ambito della propria vita. Proprio per questo ha abbracciato con entusiasmo il progetto Limitless Success.