La China; Sulla bocca di tutti

china

 

Agganciandomi all’articolo postato sui nostri social questa mattina, oggi non posso far altro che parlare della situazione cinese e dell’indifferenza della nazione difronte al caos che sta provocando sui mercati mondiali.

La banca centrale People’s Bank of China ha svalutato oggi lo yuan nei confronti del dollaro per il terzo giorno consecutivo, continuando ad avere il controllo sul cambio, che ogni giorno, a fine contrattazioni, posiziona e stabilisce la moneta all’interno di un range prestabilito. Quest’ultimo intervento, fortunatamente, risulta meno invasivo rispetto ai due precedenti.

Il valore del dollaro è stato fissato a 6,4010, contro la chiusura di ieri a 6,3870 e al di sotto del fixing di mercoledì. Con queste tre svalutazioni operate fino ad ora, il fixing dello yuan è stato deprezzato del -4,65 %, portando la moneta cinese ai livelli minimi degli ultimi quattro anni (vedi grafico).

usd chn

 

Nella conferenza stampa, la Banca centrale cinese dichiara comunque che nel lungo termine lo yuan rimane una valuta forte e che i cambiamenti apportati stanno per terminare e porteranno benefici di stabilità a lungo termine. Manovre definite “positive” al fine di aumentare la fiducia sullo yuan e arrivare ad una liberalizzazione del cambio. La svalutazione dello yuan porta però la China all’interno di una guerra di valute che sta cercando di comandare, per rendere più competitiva la propria economia, sfruttando la leva del cambio.

In realtà la mossa cinese rimanda a timori per lo stato di salute dell’economia interna, infatti la svalutazione dello yuan da una mano alle imprese esportatrici e mette in difficoltà le imprese europee e americane che si trovano in svantaggio rispetto ai concorrenti cinesi.

 La mossa della Banca centrale cinese, continua quindi a mandare in rosso le Borse europee e americane, preoccupando anche gli investitori di commodities. Sui mercati questa mossa ha infatti un impatto ribassista sulle materie prime perché segnala e sottolinea maggiormente la preoccupazione delle autorità cinesi sulla difficoltà dell’economia interna e sul mercato valutario, tutte le monete asiatiche e in generale quelle dei paesi che più esportano potrebbero subire un contraccolpo.

In ottica di uno scenario futuro, c’è da domandarsi se Pechino si sta muovendo veramente verso la liberalizzazione del cambio, come affermano le autorità e gli analisti, oppure al contrario se la mossa è indirizzata all’unico obbiettivo di aiutare le aziende esportatrici cinesi.

Resta quindi un periodo complicato per gli investitori che oltre a combattere con il mercato estivo, sempre scomodo da seguire, si trovano difronte una situazione altalenante che può compromettere in modo significativo la loro operatività.

 

 

Fonti: http://www.telegraph.co.uk/, http://www.wallstreetitalia.com/ 

 

Paolo Zambarbieri
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Esperto di pair trading, è Top Trader e analista del mercato azionario, nonché co-creatore del metodo Beta Trading. In aggiunta, è un fine conoscitore delle Opzioni Vanilla e della piattaforma di trading online Trader WorkStation (TWS) di Interactive Brokers.