Brasile: opportunità non rialziste

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Benvenuto, con l’articolo di oggi voglio evidenziare, a malincuore, la situazione sempre più grave che sta riscontrando uno dei più grandi stati che fanno parte dell’America meridionale. Mi sto riferendo al Brasile. Già in passato, con i miei precedenti focus, avevo presentato la difficile situazione dell’economia brasiliana; oggi, a distanza di un annetto circa, sono ancora qui per denunciare la recessione nella quale si ritrova il paese.

BRASILE: paura sud americana

Il 2016 del Brasile risulta in linea con i dati negativi riportati in chiusura del 2015: il PIL del primo semestre risulta in calo dello 0,3% rispetto ai dati trimestrali precedenti, risultato che ha comunque sorpreso gli analisti che avevano preventivato una perdita più marcata, intorno all’8%.

Rispetto a un anno fa, il prodotto interno lordo brasiliano è crollato del 5.4% e per l’intero 2016 è prevista una contrazione del 4% circa.

Sono passate tre settimane dalla formazione del nuovo governo, dopo la sospensione della carica di presidente di Dilma Rousseff, sotto inchiesta per aver falsificato i conti pubblici nel 2014, e già due nuovi ministri sono stati costretti a dimettersi dopo la pubblicazione delle intercettazioni in cui cercavano di occultare il coinvolgimento in un presunto giro di tangenti.

Insomma, la bufera giudiziaria che si era abbattuta sul governo Rousseff non sta risparmiando nemmeno la nuova compagine e ciò rende più difficile che mai la gestione della crisi politico-istituzionale, da un lato, ed economica, dall’altro.

 

BRASILE

 

Osservando il grafico di EWZ (ETF del Brasile), possiamo vedere che l’andamento degli ultimi 2 anni segna una fase ribassista che solo nell’ultimo periodo sembra discretamente in ripresa. Ciò è dovuto probabilmente da 2 fattori; il primo fa pensare ad un segnale di fiducia da parte degli investitori che non credono nel default del Brasile, il secondo, alla nuova nomina dell’economista Ilan Goldfajin come presidente della Banca Centrale, il quale ha affermato nella sua audizione che farà tutto il necessario per riottenere il controllo dell’inflazione che nel 2015 ha raggiunto il 10%. Per questo obiettivo è necessaria una combinazione di fattori tra cui il maggior controllo della spesa pubblica e la riconquista della fiducia degli investitori privati, traguardo molto difficile da ottenere o comunque con tempistiche lunghe.

Tra scandali politici, casi di corruzione, e il brusco rallentamento, gli anni del grande sviluppo appaiono lontani e il paese è sprofondato nella peggior crisi economica dagli anni 30.

La mia proposta operativa di oggi si focalizza su un’ottica non rialzista, il livello 30 sembra una resistenza piuttosto forte e l’RSI in iper comprato non lascia buoni propositi per un ulteriore rialzo, per cui andrei ad impostare un Bear Call:

BEAR CALL 33/35

Una strategia che ci fornisce:

MAX PROFIT 2 contratti: 50$

MAX RISK: 150$

 

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Paolo Zambarbieri
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Esperto di pair trading, è Top Trader e analista del mercato azionario, nonché co-creatore del metodo Beta Trading. In aggiunta, è un fine conoscitore delle Opzioni Vanilla e della piattaforma di trading online Trader WorkStation (TWS) di Interactive Brokers.