3 indici per l’analisi fondamentale – Parte 2

L’analisi fondamentale di un’azienda attraverso tasso di copertura, ROE e indice di rotazione

Carissimi lettori,

continuiamo il nostro percorso nell’esplorare gli strumenti utili per poter analizzare un’azienda da un punto di vista fondamentale, che tenga conto della natura patrimoniale, reddituale e finanziaria della stessa.

Nonostante la limitazione nel numero di caratteri e quindi l’impossibilità di approfondire completamente gli indici che andiamo a studiare, anche questo articolo vi fornisce gli elementi di base sia per sviluppare un maggior senso critico nella valutazione delle aziende in cui vorreste investire, sia per un eventuale approfondimento personale.

Nello scorso articolo abbiamo analizzato l’indice di solidità patrimoniale, l’indice di redditività e l’indice di liquidità. Ognuno di questi indici è servito a valutare l’azienda da un punto di vista diverso:

  1. Il “Debt Ratio” ci ha fornito una chiave di lettura valutativa dal punto di vista patrimoniale;
  2. Il “ROI” ci ha fornito una chiave di lettura valutativa dal punto di vista economico;
  3. Il “Current Ratio” ci ha fornito una chiave di lettura valutativa dal punto di vista finanziario.

 

In questo articolo analizzeremo altri tre indici, ognuno per una diversa area di analisi aziendale:

  1. Il tasso di copertura delle immobilizzazioni con capitale proprio, per un’analisi valutativa patrimoniale dell’azienda;
  2. Il ROE (“return on equity”), per un’analisi sulla redditività aziendale;
  3. L’indice di rotazione del capitale investito, per un’analisi finanziaria aziendale.

 

Tasso di copertura delle immobilizzazioni con capitale proprio

Questo è un altro indicatore significativo per analizzare la solidità patrimoniale. Attraverso questo indicatore è possibile analizzare la struttura dell’attivo immobilizzato e una delle sue fonti di finanziamento rappresentata dal capitale proprio.

Questo indice deriva dal rapporto tra il patrimonio netto e le immobilizzazioni nette, esprimendo in termini relativi il margine di struttura.

Tasso di copertura delle immobilizzazioni con capitale proprio = Patrimonio netto/immobilizzazioni nette

Le immobilizzazioni si intendono nette, poiché sono calcolate al netto delle quote di ammortamento.

Per una corretta struttura patrimoniale, le immobilizzazioni dovrebbero essere finanziate dal patrimonio netto, inteso come i mezzi finanziari propri della società.

Questo indicatore, pertanto, rappresenta il limite entro il quale l’azienda può espandere in autonomia i propri investimenti, mantenendo in equilibrio la propria struttura finanziaria.

A livello teorico, il valore standard di questo indicatore può essere:

Tasso di copertura delle immobilizzazioni con capitale proprio> 0,66Possibilità di sviluppo
> 0,55 e < 0,66Equilibrio strutturale
> 0,33 e < 0,55Struttura finanziaria da controllare
< 0,33Struttura finanziaria pesante

 

Roe (Return on equity)

Questo è un indicatore molto importante per l’analisi della redditività aziendale globale.

Questo indice misura la convenienza a effettuare investimenti a titolo di capitale di rischio ed è così calcolato:

Roe (Return on investiment) = Risultato netto di esercizio/Patrimonio netto

Il Roe, oltre ad essere un indicatore di convenienza nell’investimento nell’azienda oggetto di analisi per chi apporta capitale di rischio, può essere utilizzato anche per valutare il grado di economicità complessiva dell’azienda e la sua capacità di autofinanziarsi, attraverso la ritenzione degli utili. In quest’ottica il Roe rileva in maniera sintetica l’efficienza del management dell’azienda.

Il Roe, per esprimere un valore soddisfacente, dovrebbe essere almeno superare il tasso di investimento a breve termine ed esente da rischi, come ad esempio i titoli di stato.

 

Indice di rotazione del capitale investito

Al contrario degli indici statici, analizzati negli articoli precedenti, questo indice esprime la mobilità dei fattori e pertanto comunica  la dinamica della gestione, intesa come un processo .

L’indice di rotazione del capitale investito esprime la velocità di rotazione (inteso come numero di volte), degli investimenti totali nell’anno per effetto delle vendite. Tale indice risulta pertanto significativo per misurare l’efficienza della gestione del capitale.

Indice di rotazione del capitale investito = Ricavi netti/Capitale investito

Una bassa velocità di rotazione (ad esempio, per valori inferiore ad 1) indica una sproporzione delle attività impiegate per realizzare il volume d’affari rispetto al risultato raggiunto.

Nell’analizzare questo indice è necessario tenere presente che:

  1. nel corso dell’esercizio può variare il capitale investito, ad esempio per effetto di nuovi investimenti. È meglio pertanto considerare il capitale mediamente investito;
  2. il capitale investito può essere costituito anche da attività estranee alla gestione operativa, come ad esempio le immobilizzazioni finanziarie, che devono essere escluse dal conteggio.

 

Esempio pratico di analisi degli indici

Procediamo adesso ad analizzare gli indici che abbiamo esaminato attraverso un esempio.

Esempio:

Ipotizzando una società che abbia i seguenti dati di bilancio in migliaia di € (dati puramente teorici a fini didattici) :

Dati dello Stato Patrimoniale:

Immobilizzazioni nette:  € 6.000

Capitale Investito:  € 7.000

Patrimonio netto:  € 5.000

 

Dati di Conto Economico:

Ricavi netti: € 15.000

Risultato medio d’esercizio:  € 750

 

Media dei tassi a breve di un investimento privo di rischio: 2%

 

Sulla base degli indici che abbiamo esaminato risulterebbe:

Tasso di copertura delle immobilizzazioni con capitale proprio = Patrimonio netto/immobilizzazioni nette = 5.000 / 6.000 = 0,83

Il tasso di copertura delle immobilizzazioni con capitale proprio indica una possibilità di sviluppo aziendale.

 

Roe (Return on investiment) = Risultato netto di esercizio/Patrimonio netto = 750 / 5.000 = 15%

Il Roe indica una elevata convenienza nell’investimento nell’azienda e una più che soddisfacente efficienza del management dell’azienda.

 

Indice di rotazione del capitale investito = Ricavi netti/Capitale investito = 15.000 / 7.000 = 2,14

L’indice di rotazione del capitale investito indica una buona proporzione delle attività impiegate per realizzare il volume d’affari rispetto al risultato raggiunto.

 

Nel prossimo articolo continueremo nella nostra analisi, affiancando ulteriori elementi che valutino anche lo sviluppo e l’efficienza.

Alla prossima e buoni investimenti a tutti!

Il Team di AB
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