Indice Vix, niente paura!

indice Vix

S&P 500 Vix: l’indice che ci dice come reagiranno i mercati

Notoriamente il VIX è riconosciuto come l’indice della paura in quanto un suo aumento coincide sempre con un crollo dei mercati. Quindi se il vix aumenta significa che sul mercato c’è nervosismo e se sul mercato c’è nervosismo significa che i rialzi potrebbero essere finiti per dare spazio a scenari ribassisti.

 

Cos’è il Vix?

Facciamo un passo indietro. L’indice del vix (VOLATILITY S&P 500) indica la volatilità nei confronti dello Standard&Poors 500 la madre di tutti gli indici azionari Statunitensi.

Ogni buon investitore di lungo periodo sa che il vix “chiama” il segnale di acquisto o di vendita sul mercato azionario.

Infatti un vix sui minimi tendenzialmente indica un mercato azionario sui massimi, non esattamente il momento migliore per acquistare.

Un vix in aumento invece indica un mercato volatile e nervoso che corrisponde a ribassi sui mercati azionari.

 

Come leggere il Vix?

Per farla semplice:

Vix alto = momento di investire

Vix basso = momento di disinvestire

So già cosa starete pensando “Grazie Andrea, ma come faccio a sapere quando il vix è basso o alto? Quali sono i valori di riferimento?”

Questa è la classica domanda da 1 milione di dollari perché a complicare il tutto il vix non è un semplice indicatore come potrebbero essere le bande di Bollinger o l’RSI.

Il vix è una vera e propria bestia che vive di vita propria. Andando a vedere il grafico infatti vediamo come dal 2006 al 2012 valevano delle regole, mentre dal 2012 ad adesso sembrano valerne delle altre.

 

Grafico VIX
Grafico VIX 10 anni candele settimanali

 

L’evoluzione del Vix

Fino a 5 anni fa si vedevano movimenti più bruschi sui mercati in maniera frequente. Negli ultimi anni invece abbiamo visto un mercato mediamente rialzista con dei pesanti scossoni al ribasso di breve durata.

Anche i livelli da attenzionare sul vix sono cambiati. Prima un segnale di acquisto lo avevamo quando l’indice vix si aggirava a quota 35. Adesso invece, o meglio negli ultimi 5 anni, quando l’indice si avvicina in area 20.

Poniamo il caso di investire ogni volta che il vix arriva in area 20 e di disinvestire ogni volta che ritorna in area 15 (giusto per essere prudenti). Avremmo guadagnato ogni singola volta!

Mediamente questi movimenti si verificano 2-3 volte l’anno e permettono degli ingressi quasi chirurgici a mercato che garantiscono all’investitore di lungo periodo di vivere in maniera molto più serena i propri investimenti azionari.

Se vi parlo di tutto questo è perché non si vede un segnale di questo tipo da fine ottobre-inizio novembre del 2016 e sono oramai passati più di sei mesi.

In questo momento l’indice vix passeggia costantemente sui minimi storici, anzi proprio durante gli ultimi giorni è stato toccato un nuovo minimo al valore di 9.9.

 

Conclusione

Per concludere, il segreto per avere un buon rendimento alla fine dell’anno è quello di mantenersi liquidi.

Non fraintendetemi non voglio dire “capitalizzati”, non voglio dire che bisogna avere 1-2 milioni di euro. Voglio dire che qualunque cifra avete a disposizione per questo tipo di operatività dovete necessariamente tenerne almeno il 50% libero fino a che il mercato non ci dà un segnale di ingresso.

 

Il mio consiglio è di tenere gli occhi ben aperti e di piazzare un bell’alert sul grafico del vix a quota 20!

 

Andrea Arnesano
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Analista e Top Trader in opzioni, gestisce i clienti nella loro operatività sui derivati e anima il Trading Club Multiday.