Il trust in pratica: come attuarlo e quali imposte pagare

Il trust in pratica: come attuarlo e quali imposte pagare

Abbiamo visto in un precedente articolo come il Trust possa essere utilizzato per proteggere il tuo capitale.

In questo articolo invece parleremo dei beni che è possibile includere e delle imposte da pagare per metterlo in pratica.

 

Tipologia di beni che si possono apportare in un trust

Tutti i beni, mobili e immobili, possono essere trasferiti a un trust, con effetti vari e diversi, dalla forma dell’atto di trasferimento alle ricadute fiscali.

In particolare, possono essere trasferiti al trust immobili, titoli partecipativi, aziende.

I beni immobili possono essere anche beni d’impresa, come beni-merce, beni strumentali o beni semplicemente patrimoniali.

In tal caso il disponente non è una persona fisica ma un’impresa (individuale o collettiva), appunto.

Inoltre, è possibile apportare la piena proprietà dell’immobile, oppure la nuda proprietà, riservandosi, in tal caso, il diritto di usufrutto o di abitazione.

Possono essere oggetto di apporto anche altri beni, quali attivi finanziari. Questi possono essere rappresentati da liquidità e anche da gestioni patrimoniali.

 

Un trust può includere aziende?

Certo che sì, le aziende possono essere trasferite a un trust.

In effetti, il trust costituisce lo strumento migliore per pianificare il cosiddetto passaggio generazionale.

Si pensi al caso in cui un imprenditore voglia garantire la continuità dell’impresa senza però ledere l’interesse dei suoi eredi e, al tempo stesso, che questa sia diretta da persone valide.

In tal caso, il trust rappresenta un ottimo compromesso. L’imprenditore-disponente può individuare come trustee (ossia l’amministratore del trust) un soggetto diverso dai membri della famiglia, individuando questi ultimi come beneficiari del trust.

Inoltre, si possono anche inserire in un trust, titoli o quote di partecipazione ad una società commerciale, con l’effetto di segregare e isolare dal cosiddetto rischio imprenditoriale sia le partecipazioni che eventuali dividendi incassati dal trust.

 

Qual è il regime fiscale per il trust?

Il trust è sottoposto alle regole fiscali. A seconda di come viene stipulato e dei beni che lo compongono, può essere soggetto alle seguenti imposte.

● Imposta di registro.

Nella misura fissa di 200 € quando si tratta di atto pubblico o scrittura privata autenticata all’interno del quale si esprime la sola volontà di creare un trust, senza prevedere alcun contenuto patrimoniale.

Imposta di registro + imposta di donazione o imposta di successione se il trust è contenuto nel testamento, poiché il trasferimento dei beni avviene in maniera gratuita in capo al beneficiario.

Imposta di registro + imposte ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, qualora siano trasferiti beni immobili (case, aziende) e diritti reali immobiliari (usufrutto).

 

Sui beni trasferiti verranno applicate IRPEF e IVA, a seconda se il disponente sia una persona fisica (IRPEF) o un imprenditore (IVA, nei casi di trust per fini commerciali).

Al momento della costituzione del trust possono essere previste agevolazioni se i beneficiari sono soggetti disabili o persone affette da gravi patologie.

Le agevolazioni consistono nell’esenzione dal pagamento delle imposte di successione o di donazione e nell’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecarie e catastali.

Disposizioni particolari sono previste a seconda che i beneficiari siano familiari, oppure se i beni appartengano all’impresa, o siano partecipazioni societarie o componenti attive del patrimonio aziendale.

La disciplina sul trust è parecchio complessa e varia da caso a caso, ma il soggetto passivo della tassazione è sempre il trust.

A seconda del tipo di imposta l’obbligato può essere il fiduciario o, in regime di solidarietà, il disponente.

Anche il beneficiario è tenuto a pagare le tasse a seconda che usufruisca di rendite finanziarie, fondi di investimento o che diventi proprietario di un immobile dopo la cessione da parte del fiduciario.

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Francesco Zucco
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Laureato con lode in Giurisprudenza all’Università di Bologna e con un Master in Diritto Tributario, si specializza, come avvocato, in diritto penale. Ha sposato la causa di Assistenza Brokers e Alpha4All, con lo scopo di permettere a tutti di gestire il proprio patrimonio autonomamente anche da un punto di vista legale e tributario.