Frodi e mercati finanziari: come evitarle

Le frodi sui mercati finanziari – Sommario

  • Evitare le frodi sui mercati finanziari è fondamentale per proteggere i nostri patrimoni.
  • Già da secoli i grandi scrittori parlano delle truffe sui mercati finanziari.
  • Esistono vari motivi per i quali si può essere vittima di truffe.
  • Ci sono regole idonee a prevenirle.

Come è possibile riconoscere ed evitare le frodi sui mercati finanziari?

Oggi vorrei trarre spunto dal bell’articolo del Top Trader Andrea Arnesano, pubblicato sul nostro blog, in merito alla crisi della Banca Popolare di Bari.

Condivido, innanzitutto, la rabbia per le continue frodi sui mercati finanziari perpetrate a danno dei risparmiatori. Questi ultimi, però, cadono sempre negli stessi errori. Il motivo? Un deficit di educazione finanziaria.

Banca Popolare di Bari e frodi sui mercati finanziari: la necessità sempre crescente di educazione

Capire come sia possibile riconoscere ed evitare le truffe nel mondo della finanza è un aspetto importante della protezione del nostro patrimonio.

I nostri soldi fanno gola a molti. È quindi nostro dovere informarci prima di affidarli a persone senza scrupoli.

Anzi, mi correggo. La protezione dei nostri patrimoni dalle possibili truffe è il primo accorgimento che tutti dovremmo mettere in campo per assicurare il nostro stesso futuro.

Pensa che le vittime della crisi della Banca Popolare di Bari sono decine di migliaia. Molte di loro hanno perso i risparmi di una vita.

Le frodi sui mercati finanziari, per di più, sono innumerevoli. In aggiunta, le pubblicazioni in materia sono veramente sterminate. Ragione di più per imparare a gestire direttamente i nostri patrimoni, evitando, il più possibile, di imbatterci in truffatori d’ogni risma.

Truffe finanziarie nella letteratura

Recentemente, un illustre professore di “diritto dei mercati finanziari” ha ritrovato e dato alle stampe due pamphlet di carattere finanziario dello scrittore Daniel Defoe. Questi li aveva scritti nello stesso anno, il 1719, del suo famoso romanzo, Robinson Crusoe.

In essi, il famoso scrittore metteva a nudo le gravi malversazioni che si verificavano nella nascente Borsa londinese, denunciando le pratiche, spesso illegali, di speculatori incalliti e senza scrupoli. Questi ultimi erano, in qualche modo, paragonati ai cannibali che abitavano l’isola di Robinson!

I temi trattati da Defoe anticipano di 300 anni molte delle questioni tuttora al centro dei dibattiti sui temi della regolazione e del controllo del mercato finanziario.

Pensa che in un passaggio particolarmente interessante Defoe si lamentava, addirittura, del fatto che il prezzo dei titoli non rifletteva il valore intrinseco delle società emittenti. E ciò a causa della manipolazione e della scarsa trasparenza del mercato.

Che scrittore visionario il nostro Defoe. Egli esprimeva tali considerazioni appena agli albori del moderno capitalismo finanziario.

A questo punto, però, potremmo pensare che le truffe siano connaturate ai mercati finanziari e non ci sia modo di riconoscerle ed evitarle.

Se vuoi saperne di più, continua a leggere.

Perché cadiamo vittime delle frodi finanziarie

Se ci pensi bene, il concetto di frode rimanda a quelli di fiducia e tradimento.

Il truffatore è, in genere, l’uomo di fiducia. Potremmo ritrovarlo, ad esempio, nel consulente che ti consiglia gli investimenti da effettuare. Il truffatore, inoltre, è un esperto di psicologia, capace di sfruttare l’avidità e la miopia delle sue vittime attraverso la creazione di un mondo illusorio. Tuttavia, io credo che nel mondo della finanza questa sia soltanto una faccia della medaglia.

In un libro da poco pubblicato sull’Arte della truffa, un economista inglese ha affermato che il truffatore non fa leva soltanto sulla psicologia individuale. Egli manipola la psicologia c.d. istituzionale. Ciò vuol dire che nel mondo della finanza i truffatori creano qualcosa che somiglia a una serie (solo apparentemente) normale di transazioni.

I truffatori non fanno leva soltanto sulle debolezze morali, o sull’avidità o la paura. Fanno anche leva sulla debolezza del sistema di controlli, progettati per creare fiducia.

La storia delle truffe finanziarie ci insegna che in molti casi queste non si sarebbero verificate se qualcuno si fosse preoccupato di controllare i fatti.

Banca Popolare di Bari: gli organi di vigilanza sapevano?

In merito alla crisi della Banca Popolare di Bari, recenti articoli apparsi sui nostri maggiori quotidiani economici narrano di come gli organi deputati alla vigilanza sui mercati fossero a conoscenza dei fatti, almeno dal 2016.

Innanzitutto, c’è stata una gestione opportunistica dei profili di rischio dei clienti. Questi sono stati indotti in modo truffaldino ad acquistare azioni e obbligazioni della banca, in sede di aumento di capitale.

Tuttavia, la cattiva gestione si è alimentata attraverso una serie di atti a danno dei clienti che la stessa Consob, all’esito della sua ispezione, ha definito una vera e propria galleria degli orrori. 

Dalla Banca Popolare di Vicenza alla Banca Popolare di Bari: una storia che si ripete

La cosa che colpisce di più è che la storia della banca pugliese è pressoché identica a quella vissuta, poco tempo fa, dalla Banca Popolare di Vicenza. Al tempo stesso, sembra essere identica la lentezza con la quale sono intervenuti gli organismi di vigilanza, Consob e Banca d’Italia. E per finire, anche gli atti messi in campo a danno dei risparmiatori sono sempre gli stessi.

Si parla di collocamento fraudolento, presso i clienti, di azioni e obbligazioni, finanziamenti c.d. baciati (io ti finanzio e tu compri le mie azioni) a soggetti inidonei per profilo di rischio, vendita di diamanti a prezzi irrealistici, compravendite pilotate dei titoli, ecc.

Nel caso della Popolare di Bari, i comportamenti truffaldini sono stati scoperti dalla Consob all’esito di un’ispezione del 2016. Purtroppo le sanzioni sono state irrogate solamente due anno dopo.

Frodi sui mercati finanziari: l’inefficienza degli organi di vigilanza

Giustamente, la stampa specializzata si domanda:

  • Perché sono trascorsi due anni tra la fine dell’ispezione e l’irrogazione delle sanzioni?
  • Come mai, nel frattempo, amministratori e dirigenti sono rimasti al loro posto?
  • Perché si è continuato a tollerare un sistema fatto di gestione clientelare degli impieghi, mercato delle azioni controllato e manipolato dagli emittenti, manager chiacchierati e inamovibili?

Ecco un esempio eclatante, il quale dimostra come l’inefficienza della funzione di vigilanza abbia contribuito a causare la rovina di tantissimi risparmiatori.

L’inefficienza, infatti, ha sembra aver favorito ancora una volta i truffatori.

Quali rimedi sono previsti per le vittime delle truffe

Occorre, innanzitutto, sapere che ogni offerta di titoli e prodotti finanziari in genere è accompagnata, per legge, da un prospetto informativo.

Coloro che sottoscrivono il prospetto (normalmente, gli intermediari) devono dare ai risparmiatori ogni informazione utile a pervenire a un fondato giudizio sull’investimento. L’informazione, inoltre, deve essere esatta e completa.

Dunque, i sottoscrittori del prospetto assumono una precisa responsabilità nei confronti degli risparmiatori.

I risparmiatori danneggiati, però, devono provare, in giudizio, che i dati e le informazioni contenuti nel prospetto sono falsi, al fine di ottenere il risarcimento.

L’esperienza ci insegna, inoltre, che i risparmiatori danneggiati dalle truffe possono ottenere un rimborso anche per via legislativa.

In entrambi i casi, tuttavia, sarà molto difficile per i risparmiatori recuperare interamente il loro denaro.

Prevenire è meglio e risolve ogni problema

Sembra proprio, dunque, che la medicina migliore per non perdere i propri risparmi sia quella della competenza. Soltanto attraverso la competenza si può, con il tempo, riconoscere e prevenire le possibili truffe, o, perlomeno, i cattivi investimenti.

Come dice il proverbio, prevenire è meglio che curare. Ciò è vero soprattutto nel mondo finanziario. In esso i danni subiti a causa di condotte fraudolente non sono facilmente risarcibili.

Quali sono le regole essenziali che possiamo applicare per ridurre il rischio di truffe

Ci sono delle regole d’oro che tutti dovremmo imparare ad applicare per proteggere i nostri investimenti.

Ricordati, innanzitutto, che i rischi degli investimenti aumentano al salire dei rendimenti. Ad esempio, un’obbligazione subordinata con un rendimento del 4% non può essere sicura quanto un titolo di stato. Quest’ultimo infatti rende di gran lunga di meno.

  • Allora, qual è il tuo profilo di rischio? Vuoi solo proteggere il tuo capitale o farlo fruttare? Ricorda che l’intermediario finanziario a cui ti rivolgi deve tener conto di questi fattori.
  • Inoltre, tieni presente che devi conoscere e valutare lo strumento finanziario che compri. Esso, deve poi essere liquido, ossia prontamente vendibile nel caso che tu voglia uscire dall’investimento.
  • Decidi, ancora, l’orizzonte temporale dell’investimento. Più è breve più il rischio del titolo che hai in mano deve essere contenuto. Meglio sarebbe investire su più orizzonti temporali.
  • Non trascurare i costi dell’investimento, a proposito dei quali c’è poca trasparenza. Ad esempio, valuta le commissioni che paghi per comprare e vendere strumenti finanziari. Queste possono addirittura azzerare un rendimento positivo.
  • Infine, ricordati di decorrelare tra loro gli strumenti finanziari su cui investi. Così facendo, i prezzi saranno indipendenti tra loro.

Il giusto interlocutore

Forse penserai che ricordare e applicare tutte queste regole non è facile. Tuttavia, accontentarsi passivamente dei consigli della banca è, come puoi vedere, suicida.

Pensa a quando hai mal di pancia. Vai in farmacia o dal medico? Comprendi la differenza?

La banca ha tutto l’interesse a venderti determinati prodotti, spesso emessi dalla banca stessa o da società collegate. Si tratta però del tuo stesso interesse?

Ecco, dunque, che rivolgersi al giusto interlocutore è di fondamentale importanza. Non per ricevere consigli sui singoli investimenti, ma per imparare i rudimenti della vera educazione finanziaria. Essere educato dal punto di vista finanziario significa essere in grado di valutare e pianificare in autonomia le singole operazioni sui mercati.

Ciò è senz’altro più semplice se c’è qualcuno che ti prende per mano, guidandoti in modo disinteressato.

Ma, se stai leggendo quest’articolo e questo blog, sei, senza dubbio, sulla strada giusta!

Al prossimo articolo e buon 2020!

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Francesco Zucco
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Laureato con lode in Giurisprudenza all’Università di Bologna e con un Master in Diritto Tributario, si specializza, come avvocato, in diritto penale. Ha sposato la causa di Assistenza Brokers e Alpha4All, con lo scopo di permettere a tutti di gestire il proprio patrimonio autonomamente anche da un punto di vista legale e tributario.