Fondamentali agricoli: i dati per il 2016

fondamentali agricoli

Per le commodities, quando già i prezzi sembravano sui minimi, il petrolio ha contribuito a trascinare il comparto verso quotazioni ancora inferiori.

L’apparenza è che per molte materie prime possa delinearsi una ripartenza ma per ora l’alta produzione mondiale e una domanda debole sulle incertezze della Cina non favoriscono il ritorno di un mercato toro.

Il prezzo del petrolio ha avuto un accenno di ripresa nella settimana appena trascorsa ma il trend ribassista non è ancora stato interrotto e la strada verso i 20$ al barile non è un miraggio. Però anche se è possibile una continuazione ribassista del greggio, non per questo l’intera economia o le altre materie prima dovranno avere lo stesso andamento nel 2016.

Di seguito andremo ad analizzare i fondamentali del comparto soia e grani (i dati sono tratti dai report USDA):

 

FONDAMENTALI AGRICOLI: SOIA

Il mercato della soia sembra vulnerabile ad una ripresa del trend ribassista a fronte di un miglioramento del clima brasiliano. Infatti una nuova ondata di alta offerta dopo i record registrati lo scorso autunno negli USA potrebbe arrivare nel periodo febbraio-marzo in cui si registrerà l’entità del raccolto brasiliano.

Un altro pericolo può arrivare da possibili vendite aggressive da parte dell’Argentina che da circa 3 anni ha trattenuto la propria produzione a causa di tasse punitive sull’esportazione e a causa di preoccupazioni per l’inflazione. Pertanto i produttori potrebbero voler vendere prima dell’inizio del raccolto brasiliano.

Di seguito vediamo una tabella dell’USDA che riporta domanda e offerta della soia per il mercato degli Stati Uniti.

fondamentali agricoli soia

A fronte di questi dati si delineano scenari differenti in base a due importanti fatti: gli acri che verranno coltivati durante l’anno in corso e la portata dell’offerta. Se quest’ultima non dovesse diminuire, la possibilità di una riduzione delle aree dedicate alla coltura della soia rimane probabile.

Inoltre se il rapporto scorte / utilizzo per 2016/17 si presentasse pari al 16% contro l’ 11,9% del 2015/16, lo spread  luglio 2017/novembre 2017 della soia potrebbe arrivare anche a -30 o -40 centesimi, attualmente si trova a +14.

 

FONDAMENALI AGIRCOLI: FARINA e OLIO DI SOIA

Per la Soybean Meal lo scenario rimarrà, come spesso accade, legato a quello della soia e come già mostrato anche da un punto di vista tecnico questo mercato appare ancora più debole rispetto a quello della Soybean.

Invece per il Soybean Oil lo scenario che si prospetta è l’opposto in quanto la produzione dell’olio di palma dovrebbe vedere un calo significativo da quando nel 2015  El Niño (perturbazione climatica) ha portato nel Sud-Est asiatico dei danni alle colture per la siccità.

Quindi se le esportazioni di olio di palma mondiale saranno ridotti del 5% nel 2016 altri oli vegetali (tra cui proprio l’olio di soia) dovranno riempire un vuoto di 2,15 milioni di tonnellate.

Al momento i prezzi non appaiono molto vantaggiosi per un ingresso ma nel corso dell’anno potrebbero manifestarsi buone opportunità. Un’area di interesse è 31.50 – 32.50 in cui si configura una zona di resistenza il cui superamento potrebbe dare il via a nuovi rialzi magari sostenuti anche dalle condizioni fondamentali sopra descritti.

 

FONDAMENTALI AGRICOLI: MAIS 

Anche i prezzi del mais sono scesi molto nel corso del 2015 e potrebbero essere arrivati a toccare il fondo del barile, infatti potrebbe essere in atto un cambiamento rialzista a fronte di forze di mercato esterne e per possibili preoccupazioni di approvvigionamento negli Stati Uniti, in Europa e in Cina.

Sono presenti anche timori per lo sviluppo del secondo raccolto di mais in Brasile, a causa di un ritardo nelle piantagioni per il lento raccolta della soia. Una variabile poco prevedibile verrà data dal clima e da come El Niño andandosene potrà portare caldo e secco nel periodo riproduttivo chiave per il raccolto.

Al quadro precedente dobbiamo aggiungere che con l’aiuto di un dollaro USA forte, le esportazioni brasiliane di mais nel mese di dicembre hanno raggiunto un massimo storico di quasi 6,2 milioni di tonnellate. Ma i brasiliani potrebbero aver esportato eccessivamente e i commercianti di bestiame locali sono in difficoltà per garantire l’approvvigionamento, pertanto si è già parlato del fatto che dovranno importare mais.

Altri fattori che sembrano volgere verso una prospettiva più positiva sono:

  1. Le scorte mondiali del 2015/16 dovrebbero essere ad un record di 208,9 milioni di tonnellate, ma la Cina possiede il 54% di tali stock e non è probabile che esportino.
  2. La Cina ha tolto il divieto di 9 anni sulla produzione di etanolo. Dati i problemi di inquinamento atmosferico l’uso domestico di etanolo potrebbe aumentare in modo significativo.
  3. L’India importerà cereali da foraggio per la prima volta in 16 anni.
  4. Per il Sudafrica, normalmente un esportatore, si prevede che dovrà importare 6 milioni di tonnellate per il prossimo anno.

 

Di seguito vediamo una Tabella dell’USDA che riporta domanda e offerta del mais per il mercato degli Stati Uniti. 

 fondamentali agricoli mais

 

FONDAMENTALI AGRICOLI: GRANO

Innanzitutto vediamo i fattori che hanno spinto il mercato a contrarsi minimi:

  • Un nuovo record nelle scorte finali per la stagione 2015/16.
  • Scorte onerose per gli Stati Uniti a fronte di una valuta che acquisito sempre più forza nel corso del 2015.
  • Di conseguenza gli esportatori principali al di fuori degli Stati Uniti hanno un vantaggio di valuta a causa della forza del dollaro.
  • Un buon inizio del raccolto invernale di grano in Europa e negli Stati Uniti.
  • Una vendita aggressiva verso la fine dell’anno in Argentina, dopo il taglio delle tasse. E un venduta speculativa da parte dei mercati.

 

Questi fattori hanno contribuito a guidare il mercato verso prezzi molto bassi vicino o addirittura sotto il costo di produzione. La situazione per 2016/17 appare alquanto costruttiva, o almeno meno ribassista rispetto al 2015/16.

Le prime indicazioni per una ripresa sono date da una produzione di grano indiano inferiore di 80 milioni di tonnellate per il 2016/17, in calo dagli 88,9 milioni nel 2015/16 e 95,8 milioni nel 2014/15. La produzione di grano dell’Ucraina potrebbe essere di 7-10 milioni di tonnellate inferiore in questo periodo rispetto allo scorso anno, a seconda del clima in questa primavera (hanno sofferto pessime condizioni durante la stagione di semina.) Una diminuzione è prevista anche in Australia e il cattivo tempo per il Sud Africa suggerisce una minore produzione e maggiori importazioni per il prossimo anno.

NB: A questi dati previsionali di lungo termine dovremo aggiungere l’importante report del 31 marzo rilasciato dall’USDA che potrebbe incidere in maniere significativa sui dati presentati qui sopra. Al tempo tesso aiuterà a delineare uno scenario futuro più chiaro e utilizzabile in maniera operativa.

 

Matteo Anelli
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Analista e Top Trader in Commodity Spread, scrive di commodities e anima quotidianamente il Trading Club Multiday.