Fed: le sorti di Wall Street nelle sue mani

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Buongiorno a tutti!

Ho intitolato questo articolo”Fed: le sorti di Wall Street nella sue mani”. Sapete perchè? Perchè la Federal Reserve esercita un’influenza decisiva sui modelli di valutazione degli asset riguardanti i dollari, dato che ha controllo diretto ed indiretto dei tassi di interesse americani.

La Fed controlla anche una moneta che rimane un’unità indiscutibile, usata come mezzo di pagamento principale e riserva di valore per l’economia mondiale. Giusto per essere chiari ed obiettivi, nessun’altra valuta può aspirare (ora come ora) alle caratteristiche del “bigliettone verde”.

Ovviamente, la Fed farà di tutto per mantenere il suo status di solidità il maggior tempo possibile.

La presunta “benevolenza” della Fed riguardo al dollaro non è altro che una leggenda, dato che il prezzo della moneta stessa è una delle principali variabili che determinano un terzo dell’economia Americana. Fino a qui tutto di guadagnato per gli USA, forse: attribuendo così tanto valore al Dollaro, rendendolo una struttura portante, lo “Zio Sam” non può attualmente orientare un’economia basata sull’export.

Diamo ora qualche dato sulla salute economica americana:

Nell’ultimo anno, l’economia è cresciuta ad un tasso medio annuo del 2,8%, addirittura un intero punto sopra al suo potenziale. Di conseguenza, è stata stimolata la domanda di lavoro: il tasso di disoccupazione è sceso dal 6,1% al 5,3%, mentre il tasso d’inflazione è rimasto invariato sul 1,8%.

A dar forza a tutto quanto detto, l’America ha avuto di fronte dei continenti che stanno accusando problemi dal punto di vista Azionario.

Per esempio, gli Stati dell’Asia Orientale (Giappone compreso) hanno venduto beni pari a 492 miliardi di $ rispetto a quanto hanno comprato dai loro partner commerciali. Identica la situazione europea: 2/3 di surplus sono andati (casualmente) alla Germania. Per concludere questi due scenari, questi Continenti hanno eccedenze di 650 e 450 miliardi di dollari: questo valore se sommato contribuiranno a velocizzare l’economia mondiale.

Nel frattempo, la Fed sta ottenendo un’ingente quantità di consigli da funzionari stranieri e da privati per mantenere inalterata la sua politica. Senza andare molto lontano, Mario Draghi disse: “sarebbe un errore alzare i tassi di interesse in mezzo al marasma attuale del mercato”

 

Investire si o no?

I mercati azionari USA non sono minacciati dai cambiamenti dei tassi di cambio e dal rallentamento dell’economia asiatica. Questi movimenti della prima metà di Agosto e le condizioni degli scambi interbancari non stanno mostrando alcuna chiara preferenza politica da parte della Fed.

Facendo ciò, sono sia la Banca Centrale Europea che la Cina a proporre politiche di sostegno.

Davide Bergamaschi
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