Eurozona: produzione in aumento malgrado tutto

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Ben ritrovati,

quest’oggi non voglio addentrarmi in ambiti operativi, ma farvi una panoramica su ciò che sta accadendo nel nostro continente.

EUROZONA: il terrorismo ci ferma

La produzione ed i servizi, nell’eurozona, sono cresciuti sopra le aspettative nel mese di Novembre, nonostante la serie di attentati terroristici di Parigi.

Il PMI si attesta a quota 54,4 rispetto al 53,9 di fine Ottobre, al di sopra delle aspettative indicate da Reuters. Si ricorda che la soglia dei 50 punti separa l’espansione dalla contrazione e l’indice questo mese ha registrato il miglior risultato da Maggio 2011.

I dati preliminari mostrano una continuazione del trend positivo in Germania, il mercato che sicuramente sta facendo registrare il miglior dato posizionandosi a 54,9 punti.

Al contrario si può invece denotare una situazione di contrazione in Francia dove l’indice PMI si allinea a 51,3, in calo rispetto al 52,6 del mese precedente. Gli esperti affermano che uno dei principali motivi è dovuto dagli attacchi del 13 Novembre a Parigi, dati provenienti dall’Istitute for Public Policy Research con sede nel Regno Unito.

L’Europa, nonostante riesca a fronteggiare eventi “straordinari”, continua però ad affrontare le sue sfide più significative; quali lotta alla disoccupazione, sottoccupazione e inattività, in particolare le economie della parte meridionale sono ancora sotto gli effetti della crisi con elevati livelli di disoccupazione e lavoro precario

In tutto resto del continente l’IPPR (Insitute for Public Policy Research) ha affermato che il problema della disoccupazione può essere lasciato alle spalle grazie ai progressi nel campo dell’automatizzazione e nella comprensione della concorrenza globale. Se non dovesse esserci un miglioramento ci troveremo di fronte ad una conferma di recessione dell’economia e ci si può aspettare una prospettiva profondamente allarmante.

Nonostante una timida e lenta ripresa economica nella maggior parte dell’eurozona, la disoccupazione rimane un problema molto serio in diversi paesi, solo la Germana, secondo l’Eurostat, è riuscita a mantenere basso questo livello intorno al 4,5%, rimane molto elevata invece in Grecia e in Spagna con valori intorno al 25% per i giovani con età compresa tra i 16 e 25 anni.

L’IPPR ha detto che dovranno essere i governi a ridurre al minimo l’erosione cercando di trovare la causa di questa recessione ed investire per rimodellare la forza di lavoro. I giovani dovranno essere sostenuti nel loro passaggio dall’istruzione al mondo del lavoro cercando, grazie al datore di lavoro, di essere coinvolti di più nel sistema educativo.

L’UE nel 2014 ha lanciato un investimento di 315 miliardi di euro per promuovere l’occupazione e la crescita dell’area, ma ci vorrà ancora del tempo per realizzare questo progetto che sta a cuore a tutti.

Paolo Zambarbieri
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Esperto di pair trading, è Top Trader e analista del mercato azionario, nonché co-creatore del metodo Beta Trading. In aggiunta, è un fine conoscitore delle Opzioni Vanilla e della piattaforma di trading online Trader WorkStation (TWS) di Interactive Brokers.