Euristiche sui mercati: perché devi conoscerle

Euristiche sui mercati: perché devi conoscerle – Sommario

  • Il Senno di Poi ci porta a pensare di aver sempre saputo che una certa cosa sarebbe successa.
  • Secondo l’euristica della disponibilità, gli avvenimenti più vividi o recenti tendono ad essere ritenuti più probabili.
  • Potremmo sentirci ottimisti o euforici riguardo a certe opportunità perché ci ricordano di simili opportunità avute in passato.  

Finanza comportamentale in pratica: approfondimento sulle euristiche

Quando si opera sui mercati è importante riconoscere che molte delle decisioni che prendiamo sono influenzate sì dai dati e dalle analisi che effettuiamo, ma anche dalle nostre emozioni individuali e di massa. A loro volta queste emozioni scaturiscono dalle euristiche, meccanismi inconsci che ognuno di noi applica ogni giorno senza rendersene conto.

Abbiamo parlato in un precedente articolo di cosa siano le euristiche, o bias cognitivi, ma in questo articolo ci soffermeremo in particolare sulle euristiche introdotte da Daniel Kahneman e Amos Tversky. Queste hanno il significato maggiore con gli investimenti, le previsioni e l’incertezza e e vedremo degli esempi pratici.

Euristiche ed investimenti

SENNO DI POI: Cos’è ed esempi pratici

Il Senno di Poi ha un nome abbastanza esplicativo, infatti ci porta a pensare di aver sempre saputo che una certa cosa sarebbe successa. Personalmente, mi succede molto spesso nella vita privata!

La maggior parte delle persone si rende conto di essere soggetto in quanto pensa e dice frasi del tipo: “Sapevo che sarebbe successo”.

Uno studio condotto da uno degli studenti di Amos Tversky ha evidenziato che i soggetti “credevano tutti di aver assegnato probabilità più elevate a quello che era successo di quanto non avessero effettivamente fatto e una volta conosciuto il risultato, hanno pensato che fosse stato molto più prevedibile di quanto avessero pensato in precedenza.”

Ma vediamo come questo in pratica influenza le nostre decisioni di investimento con un paio di esempi.

Mettiamo il caso che tu abbia deciso di investire in Microsoft (MSFT). Pensi che il titolo aumenterà del 30% in un anno, attribuendo a questa tua idea un tasso di probabilità del 60%.

Dopo un anno ti ritrovi ad analizzare l’andamento del titolo, che è salito del 35%, quindi meglio del previsto. A quel punto se ti venisse chiesto di ricordare quale tasso di probabilità avevi previsto un anno prima, diresti l’85%, quindi molto più alto di quanto non avessi fatto in realtà. Perché questo meccanismo è da tenere in considerazione?

Non è tanto il fatto che il nostro senno di poi (che si traduce nelle nostre previsioni o giudizi originali), fosse sbagliato, ma il fatto che il risultato effettivo alteri il ricordo del nostro pensiero iniziale.

EURISTICA DELLA DISPONIBILITÀ: Cos’è ed esempi pratici

Secondo l’euristica della disponibilità, gli avvenimenti più comuni, vividi o recenti tendono ad essere tenuti più in considerazione dagli individui e quindi ad essere ritenuti più probabili.

Facciamo un esempio in questo caso con Tesla (TSLA), che è sempre sulla bocca di tutti e sulle prime pagine dei giornali economici.

Se un titolo come Tesla aumentasse di quasi il 1.000% in un anno, le persone potrebbero pensare che sapevano sarebbe successo. Il titolo sarebbe salito di sicuro. Ma in quanti potevano davvero predire che sarebbe salito del 1.000% e non del 100%?

Ecco allora che vediamo come il nostro comportamento segue il ciclo delle emozioni. In questo caso siamo al punto 4, Sapevo che sarebbe salito! E anche il senno di poi si presenta e potrà farti pensare di aver giudicato correttamente il risultato mentre in realtà non era così.

Quando modifichi le informazioni disponibili per prendere decisioni, allora modificherai di conseguenza le probabilità che assegni alle tue scelte. 

Ma i mercati sono davvero prevedibili?

Non proprio. Le recessioni economiche non sono necessariamente prevedibili. Se tornassimo indietro di un anno, c’è qualcuno che avrebbe previsto un crollo del mercato così veloce a marzo 2020? Ogni evento che accade nel mondo degli investimenti è unico e quindi non può essere giudicato in modo semplice.

Ciò che sta accadendo sui mercati in questi mesi è un ottimo esempio per spiegarti cosa intendo. Appena usciti dal crollo di marzo, ecco che spunta una possibile bolla dell’azionario a riportare paura per un altro crollo. Solo il tempo ci dirà se è vero o no, ma perché tutti lo pensano? 

In questo caso la memorabilità di un evento, ancora una volta, ci porta a pensare che questo evento sia più probabile di altri, e a vedere segni di un altro crollo dappertutto. 

Conseguenze delle euristiche sugli investimenti

Le emozioni potrebbero legarci a determinati titoli azionari o a determinati settori e questo “attaccamento” potrebbe derivare da sentimenti di fiducia, sicurezza o ottimismo.

Supponiamo che tu abbia acquistato Apple (AAPL) negli anni ’90 o all’inizio degli anni 2000 e che tu abbia rivenduto nel 2015. Avendo avuto un grande profitto e quindi ottimi risultati da questo trade, potresti essere portato a ripetere l’investimento anche senza valutare il momento attuale.

Se la stessa cosa ti fosse accaduta con BlackBerry (BB), inizialmente avresti avuto grandi ritorni, in particolare durante la bolla delle dot-com, ma se avessi ripetuto l’investimento dopo saresti rimasto molto al di sotto di quei massimi. 

Sia che tu stia iniziando a investire o che tu lo stia facendo da decenni, ti renderai conto che le emozioni giocano un ruolo fondamentale nelle tue scelte.

Non lasciare che le emozioni controllino il tuo trading, o potresti perdere una grande opportunità o rimanere bloccato in una opportunità che si rivela non così buona. 

Molti trader con cui ho avuto modo di parlare ci sono passati, hanno perso molte opportunità per questo motivo, perché non si sono convinti a comprare ad un certo prezzo o a correre i rischi necessari.

I fattori psicologici sono correlati alle emozioni. Potremmo sentirci ottimisti o euforici riguardo a certe opportunità perché ci ricordano di simili opportunità avute in passato. 

Potremmo essere pronti a farci prendere dal panico perché presumiamo o vediamo che il resto della folla sta facendo lo stesso. 

Euristiche ed emozioni della folla

I singoli investitori possono giocare da soli, ma l’influenza della folla sarà comunque esercitata. Le emozioni della folla possono esagerare le situazioni e non permetterci di prendere decisioni razionali. In quale altro modo potrebbe formarsi una bolla sui mercati?

Le previsioni e i giudizi non sono altro che speranza, e quindi si basano sulle emozioni o sulle esperienze precedenti. E cerchi di giustificare il risultato in modo che sia in linea con la tua previsione. Ma le previsioni possono fuorviarci: tutti vedono le cose in modo diverso e ciò che qualcuno vede come positivo, qualcun altro potrebbe vederlo come negativo. Ricordati sempre che siamo tutti diversi e quindi reagiamo anche in modo diverso di fronte agli stessi fatti e alle stesse affermazioni. 

La stessa cosa avviene nel Trading Club. Ogni Top Trader, ogni Coach e ogni persona che li segue su Youtube avrà visioni diverse sulle varie società e su come andranno in futuro. Ed è questo che ne fa un luogo di ricchezza e di condivisione senza pari.

Siamo soli di fronte al computer e alla nostra piattaforma di trading, ma facciamo parte di un sistema più ampio guidato dalle nostre emozioni e da quelle delle persone che ci circondano.

Silvia Pallavicini
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Avida ricercatrice con anni di esperienza nella comunicazione sui mercati europei come traduttrice e ideatrice di contenuti. Interessata da sempre alle correnti psico-sociologiche che muovono il mondo, le applica ora al trading.