Economia all’idrogeno, 15 anni dopo

Sarà arrivato il momento di rivalutare l’idrogeno sui mercati?

 

La genesi dell’economia all’idrogeno

 

Economia all’idrogeno” è il titolo del libro scritto nel 2002 dal controverso Jeremy Rifkin in cui si teorizzava un rimescolamento di carte per quanto concerne il sistema energetico internazionale. A seguito del picco produttivo di petrolio e gas naturale, Rifkin ipotizzava che il passaggio all’idrogeno, energia più pulita, potesse essere la possibile soluzione alla crisi energetica mondiale.

Facciamo un passo indietro vedendo cos’è l’idrogeno.

L’idrogeno è un elemento chimico leggero e abbondantemente presente in natura, nella maggior parte degli elementi organici e degli organismi viventi.

Reagendo con l’ossigeno dell’aria, formando acqua e liberando energia sotto forma di calore diventa un ottimo ed efficiente vettore energetico.

 

Economia all’idrogeno 15 anni dopo

 

A distanza di 15 anni non abbiamo ancora assistito al picco produttivo sul petrolio con il conseguente aumento folle del prezzo del greggio. Sembra anzi che il petrolio grazie all’affinamento delle nuove tecniche di estrazione, come la fratturazione idraulica, sia ancora abbondantemente disponibile.

 

Altro fatto da considerare è un aumento considerevole della produzione di energia elettrica attraverso le fonti rinnovabili, che ha per ora fatto accantonare ai margini la filiera dell’idrogeno.

 

razzo idrogeno

 

La produzione dell’idrogeno: pro e contro

 

Nonostante l’idrogeno sia presente praticamente ovunque sulla Terra (è infatti la componente principale dell’acqua – H2O), rimangono 2 grosse problematiche per l’impiego dell’idrogeno come fonte energetica inesauribile. Sto parlando della produzione e del suo impiego vista l’elevata pericolosità che le è associata.

 

L’impossibilità di produrre idrogeno attraverso l’elettrolisi senza l’impiego di idrocarburi fa sì che la sua produzione venga fatta utilizzando il gas naturale, con conseguente produzione di anidride carbonica equivalente alla sua combustione.

 

Vista l’accresciuta sensibilità ambientale, questo tipo di produzione rimane poco attraente. La tendenza attuale, appoggiata da Elon Musk, è quella di impiegare forme di energia rinnovabile, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico e geotermico, distaccandosi dagli idrocarburi. Il problema ad esempio con il solare sta nella limitazione dei cicli del sole per la produzione di energia, oltre allo stoccaggio dell’energia prodotta, perché le batterie sono molto costose e a tempo limitato. Producendo invece idrogeno con le rinnovabili, questo può essere conservato senza problemi e utilizzato al bisogno.

L’idrogeno sui mercati

 

Come spesso accade, tendenze che si presentano in alcuni settori economici possono avere successo o meno a seconda del contesto temporale in cui vengono lanciate. Un’ottima idea o invenzione che si affacci su un mercato che non la recepisce può trasformarsi in un fallimento.

 

A distanza di 15 anni penso valga la pena riattenzionare questo settore e le aziende che vi operano. Attualmente queste aziende sono in perenne perdita con gravi rischi di continuità aziendale ma potrebbero beneficiare di un’eventuale riscoperta delle potenzialità dell’idrogeno.

 

Tre titoli che possono essere tenuti sott’occhio sono Ballard Power Systems Inc. (NASDAQ: BLDP), FuelCell Energy Inc (NASDAQ: FCEL) e Plug Power Inc (NASDAQ: PLUG).

 

Sono solo tre esempi, ma il concetto che si vuole lanciare è che nei mercati e nella vita può essere un grave errore pensare che un titolo o una azienda sia finita prima del tempo!

 

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