Economia circolare: principi e vantaggi – Sommario

  • L’economia circolare è un sistema economico che promuove l’autosostentamento, come i sistemi viventi in natura.
  • I principi messi in atto sono: riduzione dei rifiuti, allungamento della vita dei prodotti, anche grazie ad una manutenzione ordinaria, vendita di servizi anziché prodotti.
  • Una direzione verso la circolarità porterebbe nuovi posti di lavoro, aumento della competitività delle aziende e riduzione dell’impatto ambientale.

Economia circolare: definizione, importanza e vantaggi di un nuovo modello economico

Hai mai sentito parlare di economia circolare? Al giorno d’oggi, circa l’80% del materiale acquistato dai consumatori finisce nelle discariche e nelle falde acquifere. Ormai, il problema della gestione delle risorse del pianeta non è più rinviabile. 

La “circular economy”, anche detta “economia circolare”, è un sistema economico innovativo, che potrebbe rappresentare una soluzione. 

Questo modello si contrappone all’attuale economia lineare, che predilige gli step estrarre-trasformare/produrre-smaltire gli scarti. Per ora, questo è il modello prevalente.

Questo sistema, ancora in atto, prevede un non riutilizzo delle risorse impiegate. In poche parole, è un sistema insostenibile nel tempo, che porterà al danneggiamento dell’ambiente e della salute. Inoltre, esso causa un aumento dei costi di produzione, di smaltimento e un continuo aumento dei prezzi.

Di seguito, scopriremo un sistema alternativo, che molte multinazionali stanno cercando di mettere in atto. Come vedremo, la parola d’ordine di quest’ultimo è: sostenibilità.

Cos’è l’economia circolare

L’economia ciroclare, in inglese “circular economy”, è un sistema economico innovativo, con la peculiarità di autorigenerarsi, garantendo l’eco-sostenibilità. Come la catena alimentare dei sistemi viventi, essa si autosostenta con la reimmissione dei materiali utilizzati nel ciclo produttivo. Da qui deriva il termine “circolare”.

I materiali utilizzati per fini produttivi sono di due tipologie: biologici e tecnici. I materiali biologici in questo sistema sono reintegrati nella biosfera, senza creare alcun danno. Quelli tecnici, invece, sono destinati al riciclo e al riutilizzo, per diminuire lo spreco e l’accumulo di rifiuti.

Mission e obiettivi dell’economia circolare

La nascita dell’economia circolare è avvenuta grazie ad una concezione alternativa di beni e servizi. Inoltre, l’utilizzo di energie rinnovabili e di combustibili fossili è fondamentale in questo campo. Essa riceve ancora poca attenzione sia a livello accademico che nella politica economica.

In aggiunta, mette in discussione anche il ruolo primario del denaro e della finanza nell’economia attuale.

Gli obiettivi generali dell’economia circolare sono i seguenti:

  • Riduzione della produzione di rifiuti
  • Estensione della vita dei prodotti
  • Produzione di beni di lunga durata
  • Promozione di attività di riparazioni e manutenzione 
  • Vendere più servizi invece che prodotti

Di seguito andremo più nel dettaglio, descrivendo i principi fondamentali di questo modello economico.

Principio 1: i rifiuti sono nutrimento

Il recupero e il riciclo sono dei capisaldi della circolarità. 

Ogni anno un cittadino europeo produce in media circa 4 tonnellate di rifiuti, la metà dei quali finisce in discarica. 

In natura non esistono rifiuti, ma solo materie prime. Tutto ciò che viene prodotto ha una funzione, e una volta utilizzato si trasforma in una nuova risorsa. Il letame, ad esempio, ricopre un ruolo fondamentale sia nella concimazione che nell’arricchimento del terreno.

Dunque, nella circular economy i rifiuti biologici sono fondamentali. Essi sono progettati in modo da essere poi reinseriti nel ciclo produttivo dei beni materiali. Inoltre, sono atossici. Quindi, non necessitano di processi di smaltimento nocivi sia per la salute che per l’ambiente.

I rifiuti materiali, invece, sono progettati per essere riciclati, riducendo il dispendio di energia. 

Senza dubbio, è un principio molto complesso da realizzare, ma non impossibile.

Principio 2: estensione del ciclo della vita

Il principio dell’estensione del ciclo di vita promuove un sistema di produzione che esalti maggiormente la resilienza, oltre che l’efficienza. I prodotti devono essere progettati per poter essere aggiornati, invece che buttati. Inoltre, un ruolo fondamentale lo ricopre la manutenzione, che sarebbe l’opzione migliore per contrastare l’obsolescenza. 

Una disciplina molto importante per fare tutto questo è il design sostenibile. Esso si occupa di progettare dei prodotti nel rispetto dell’ambiente. Ad esempio, una prerogativa importante è la diminuzione dell’imballaggio degli stessi, riducendo la quantità di rifiuti.

Dunque, i principi fondamentali della produzione sono: modularità, versatilità e adattabilità. 

Principio 3: fine dello spreco, con più piattaforme di condivisione

Un mezzo fondamentale, proprio per evitare l’accumulo e lo spreco di materiale di scarto, è lo smartphone. Tramite le diverse piattaforme di condivisione, più persone possono utilizzare uno stesso oggetto. Perciò, si può ridurre l’accumulo di oggetti e macchinari inutilizzati per la maggior parte del tempo. 

Un esempio è il car-sharing. In Italia è già applicato nelle grandi città, ma ancora piuttosto in disuso. Tramite questo servizio si può prenotare una macchina, percorrere il tratto di strada e poi lasciarla all’arrivo. Con questo servizio si ridurrebbe notevolmente il traffico e l’affollamento dei parcheggi. Quindi, ridurrebbe anche l’emissione di gas nocivi per l’ecosistema. 

Attualmente, ci sono piattaforme di condivisione di biciclette, monopattini e tanto altro. La direzione è quella giusta ma c’è ancora molto da fare. L’economia collaborativa non è ancora incentivata abbastanza.

Principio 4: energia da fonti rinnovabili

Questo è un tema che si sta trattando da tanto tempo. Ciononostante, i progressi fatti non sono ancora in linea con la sostenibilità ambientale globale. Dunque, l’economia circolare supporta e valorizza ulteriormente la sostenibilità delle risorse.

Perciò, questo modello economico si impegna a ricercare ed utilizzare fonti di energia rinnovabili, riciclabili e biodegradabili

Tuttavia, ad oggi l’energia ricavata da fonti rinnovabili è incapace di soddisfare il fabbisogno energetico del pianeta. Nel 2012 in Europa essa ricopriva il 13 percento di quella totale. Si è stimato che nel 2024 dovrebbe salire al 24 percento.

Principio 5: servizi al posto dei prodotti

Invece che vendere un prodotto che poi verrà buttato, l’economia circolare promuove la vendita del suo utilizzo. Come anticipato prima, essa introduce la “sharing economy”, cioè l’economia della condivisione

Devi sapere che un’auto in media giace senza essere utilizzata per il 90 percento del tempo. Con il car-sharing lo sarebbe soltanto per il 60 percento.

Questo è uno dei principi più importanti, perché introduce una nuova concezione del commercio. Esso promuove come oggetto di scambio i servizi, invece che i beni materiali. Ciò permetterebbe di diminuire l’enorme quantità di scarti.

Vantaggi dell’economia circolare

La domanda di materie prime è in continua crescita, grazie anche all’aumento del numero della popolazione mondiale dell’ultimo secolo. Di conseguenza, molte risorse sono limitate. Tutto questo comporta una dipendenza verso la maggior parte degli Stati che le detengono, come USA e Russia. 

l’economia circolare, invece, promuove e incoraggia la sicurezza e la disponibilità delle materie prime. Ciò porterebbe ad una riduzione della continua volatilità dei prezzi. Ci sarebbe un continuo impulso verso l’innovazione e la crescita economica, nonché un aumento di posti di lavoro

Inoltre, con la riduzione dei rifiuti e il riciclo le imprese andrebbero a risparmiare le spese di smaltimento.

Ciò aumenterebbe la competitività delle aziende, volte sempre al meglio. Questo perché non basterebbe soltanto detenere le materie prime, ma bisognerebbe creare dei dispositivi sempre più efficienti per utilizzarle.  

Economia circolare nel post covid

Ridurre l’attuale impatto dell’economia sul clima e sull’ambiente è diventato ormai una necessità primaria. I danni globali che si stanno verificando sono sotto gli occhi di tutti. 

Fortunatamente, l’economia circolare è uno degli argomenti all’ordine del giorno soprattutto all’interno della Commissione Europea. Un’alleanza globale è in programma per modificare l’uso delle risorse, per renderlo più efficiente. 

Inoltre, la strategia dell’Unione Europea prevede un rilancio dell’economia post Covid19 proprio in questa direzione. L’obiettivo primario sarà il rinnovamento degli edifici e delle infrastrutture, creando un mercato efficiente con materiale riciclato di qualità

La transizione ecologica dei Paesi è diventata necessaria, non più un optional. Perciò, l’economia circolare diventerà via via fondamentale nella vita di tutti i giorni.

Autore: Enrico Ciardo

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