Decreto salva banche: bail-in

decreto salva banche

Uno degli argomenti finanziari più gettonati degli ultimi giorni è il Decreto salva banche e il bail-in appena approvato dal governo. Senza fare considerazioni politiche sulla bontà o meno del decreto capiamo in cosa consiste, chi deve fare attenzione ma soprattutto come difendersi per mettere al sicuro i nostri risparmi.

Bail in – di cosa si tratta?

Dalla Banca d’Italia apprendiamo che : “il bail-in si applica seguendo una gerarchia la cui logica prevede che chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostenga prima degli altri le eventuali perdite o la conversione in azioni. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva”.

In sostanza il bail-in consiste nel salvataggio interno del sistema bancario (e anche della singola banca), quindi attraverso i portatori d’interesse direttamente coinvolti, come i possessori di azioni, obbligazioni ma anche i detentori di conti correnti superiori ai 100.000€.

Dunque il primo prezioso consiglio va appunto a quest’ultima categoria (conti maggiori di 100K), in quanto risulta opportuno non avere un unico conto presso una singola banca, ma è preferibile spalmare il proprio capitale su più conti e quindi su più banche che possiedono un alto indice di affidabilità.

Le categorie in ogni caso escluse sono:

  • i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, cioè quelli di importo fino a 100.000 euro;
  • le passività garantite, inclusi i covered bonds e altri strumenti garantiti;
  • le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria, come ad esempio il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto apposito;
  • le passività interbancarie (ad esclusione dei rapporti infragruppo) con durata originaria inferiore a 7 giorni;
  • le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a 7 giorni
  • i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali purché privilegiati dalla normativa fallimentare.

Regole di base:

Tale normativa europea entrerà in vigore a Gennaio 2016 ma risulta importante correre già ai ripari o comunque sapere come comportarsi.

Oltre alla diversificazione su più conti correnti del proprio capitale menzionata in precedenza, devo ricordare a chi decide di investire i propri soldi di non farsi abbagliare solo dai rendimenti, perché maggiore è il tasso di rendimento maggiore sarà il rischio dell’investimento. Non solo, come possiamo suddividere il nostro patrimonio su più banche, dobbiamo anche diversificare il nostro capitale di investimento su più asset per ridurre ancora una volta il rischio complessivo.

Come muoversi:

Essere informati dev’essere un obbligo prima di fare qualsiasi tipo di investimento, ricordandoci che le banche sono imprese e come tutte le imprese devono e vogliono fare profitti. Se andate dal panettiere e chiedete se il pane è buono, ovviamente la risposta sarà affermativa altrimenti non comprate, quindi se andate in banca e chiedete se un prodotto è buono e sicuro, secondo voi quale sarà la risposta ? Ovviamente SI, altrimenti come impresa tanto come il panettiere non guadagneranno. E anche se conoscete chi lavora in ambito bancario, molto spesso è lui che non conosce esattamente quello che vi sta dando, magari non è in cattiva fede, ma semplicemente segue le direttive che gli sono state date.

A chi rivolgersi:

Diventa anche fondamentale capire chi seguire negli investimenti, ovvero meglio affidarsi a investitori e traders indipendenti che non hanno alcun interesse nel proporre un prodotto piuttosto che un altro, ma sceglieranno solo in base ai propri obiettivi di rischio-rendimento.

Molte volte il trading viene associato a qualcosa di molto rischioso, ma quando si conosce come tutelare il rischio, si può definire una perdita massima potenziale che risulta molto più controllata rispetto alle perdite di valore che hanno subito azionisti e obbligazionisti di molte realtà italiane.

Ed è per questo che Assistenza Brokers ha l’obiettivo di educare e migliorare la cultura finanziaria che al momento rimane molto limitata in Italia. Non avendo alcun tipo di conflitto di interessi possiamo dare un parere imparziale per evitare fregature e per permettere di capire come gestirsi autonomamente i propri risparmi.

Infatti già da due anni e ancor di più nel 2016 mostreremo a molti investitori come muoversi sul mercato, e partirà un percorso educativo in cui guideremo il cliente nella costruzione di un proprio portafoglio d’investimento in particolare attraverso gli ETF, ovvero un paniere di titoli che al suo interno può avere una componente azionaria, una obbligazionaria, una valutaria e molto altro. Inoltre è uno strumento che consente un’ampia diversificazione e soprattutto non ha rischio d’insolvenza, pertanto anche nel caso in cui la banca o la società che ha creato questa possibilità d’ investimento dovesse fallire, i soldi dell’investitore non verrebbero bruciati.

Per approfondire queste conoscenze segui i nostri corsi sugli ETF e molto altro:  http://www.assistenzabrokers.it/corsi-trading/

 

Matteo Anelli
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Analista e Top Trader in Commodity Spread, scrive di commodities e anima quotidianamente il Trading Club Multiday.