Dazi USA – Cina: conseguenze sulle materie prime

Dazi USA – Cina: quali saranno le conseguenze sulle materie prime? – Sommario

  • La guerra commerciale sembra non avere fine
  • Trump richiede a Pechino la “protezione della proprietà intellettuale” nel loro Paese, mentre i  cinesi vogliono un “negozio paritario”.
  • Trovare un accordo diventa sempre più difficile.
  • Molte materie prime hanno sofferto a causa della guerra commerciale, in particolar modo la soia.
  • Con il commodity spread trading possiamo trasformare un’instabilità in un’opportunità.

Dazi USA – Cina, qual è la situazione attuale della guerra commerciale

Dopo 15 mesi, la guerra dei dazi tra USA – Cina ancora continua.

Nonostante giorni di colloqui, USA e Cina hanno raggiunto apparentemente solo delle “mini-intese”. Infatti, benché il presidente USA Donald Trump abbia assicurato la fine della guerra commerciale, la Cina afferma di aver bisogno di più colloqui per risolvere la questione.

In questo momento i dazi non sono diminuiti, rimanendo stabili al 25%. Almeno però, per ora, pare sospeso l’aumento delle tariffe dal 25% al 30% previsto. Tuttavia, la situazione non sembra risolversi nell’immediato. Anche gli esperti di Morgan Stanley, JP Morgan e Goldman Sachs non vedono una soluzione a breve termine nella guerra fra i due colossi.

Dopo questa parentesi è giunta l’ora di andare ad analizzare la situazione più nel dettaglio!

Oltre ai dazi, il ruolo della protezione della proprietà intellettuale nella guerra commerciale tra USA e Cina

Sebbene l’obiettivo di fondo degli Stati Uniti sia ridurre l’enorme deficit commerciale di 500 miliardi di dollari annuali, in questa guerra dei dazi particolare importanza l’assume la “protezione della proprietà intellettuale”. Infatti, il presidente americano Trump invita la Cina ad attuare anche riforme strutturali, in particolar modo legate a quest’ultima tematica. 

Dal canto suo, Pechino vorrebbe concludere un negoziato paritario con compromessi che non vadano a danneggiare entrambi i Paesi. Ciononostante, vede con grande diffidenza l’idea di dover modificare le proprie leggi per soddisfare il gigante americano.

USA e Cina, tra guerra commerciale e proprietà intellettuale: il caso Huawei

In questo scontro USA – Cina, un ruolo chiave lo gioca l’azienda cinese Huawei, la quale ha recentemente deposto sul mercato delle telecomunicazioni il 5G. Di conseguenza, i cinesi chiedono l’eliminazione delle restrizioni che pesano sull’azienda. In particolare, questa società è sottoposta a un bando di acquisto di componenti hi-tech dagli statunitensi e a un bando di vendita dei propri prodotti negli Stati Uniti.

Tuttavia, Donald Trump rimane fermo sulla sua posizione. Addirittura, ha provato a persuadere gli Stati europei a perseguire la stessa politica nei confronti della società cinese. La maggior parte dei Paesi finora si è rifiutata di rompere gli accordi commerciali con il colosso Cinese.

Nonostante lo schieramento dell’Unione Europea, al momento, a farne maggiormente le spese sembra essere la Cina. Basti pensare che, solo nel secondo trimestre, questo Paese ha avuto una crescita del PIL pari al 6,2%, la peggiore dal 1992. Al tempo stesso, anche gli USA non dormono sonni tranquilli. Anzi, pure loro potrebbero pagare le conseguenze di un mancato accordo. Da Pechino, infatti, ci sono stati dei tagli non indifferenti nell’acquisto di T-Bond americani da 1.176 a 1.130 miliardi, rappresentando quindi un forte taglio del finanziamento del deficit americano.

Qual è stato l’impatto della guerra commerciale tra USA e Cina sul mondo delle materie prime?

Negli ultimi anni i rapporti commerciali fra Cina e USA sono sempre stati molto intensi. L’introduzione dei dazi ha pertanto cambiato anche i rapporti di importazione ed esportazione delle materie prime fra i due colossi. Ma quali sono le commodity coinvolte? Fra queste troviamo il natural gas per gli energetici, l’alluminio per i metalli, i Lean Hogs per le carni. Alcune materie prime si sono adattate abbastanza bene alla “situazione dazi” dopo qualche iniziale difficoltà. Un notevole impatto lo hanno subito invece il mais e la soia. Vediamolo nel dettaglio.

Impatto della guerra commerciale sul prezzo della Soia (ZS)

La soia è la materia prima più colpita. La domanda cinese nei confronti degli Stati Uniti è infatti diminuita dell’85% nel periodo compreso fra settembre 2018 e febbraio 2019. Ciò ha portato a un’importazione di solo 4 milioni di tonnellate nel periodo considerato.

Osservando il grafico, puoi notare come il prezzo abbia iniziato a soffrire in particolare fra metà aprile e metà maggio 2019, perdendo fino al 13,31% della quotazione sul future di novembre.

Dazi Usa e Cina: impatto e andamento del prezzo della soia (ZS)
Grafico 1. Dazi Usa e Cina: impatto della commerciale sull’andamento del prezzo della soia (ZS)

Mais (ZC) e Soia (ZS) a confronto

Un’altra causa che ha portato all’indebolimento del prezzo della soia è stata la peste suina africana (PSA). Come ricorderai dal mio precedente articolo, il virus ha colpito i Lean Hogs, nutriti principalmente da questa commodity. Dunque, la drastica diminuzione dei capi di allevamento ha comportato una diminuzione considerevole della domanda.

Dal punto di vista dell’andamento grafico, la soia è solitamente una materia prima che presenta molto spesso una situazione di backwardation. Pertanto, i prezzi delle scadenze più vicine nel tempo hanno valori maggiori rispetto a quelle più lontane. Nel grafico sottostante lo possiamo notare. In particolare, abbiamo uno spread fra settembre 2019 (ZSU2019) e il future di settembre 2020 (ZSU2020). Valori maggiori dello zero indicano che il future ZSU2019 vale più di ZSU2020, mentre valori sotto lo zero il contrario.

Inoltre, possiamo vedere come molto spesso negli ultimi anni si sia verificata una situazione di backwardation. La causa è una fortissima domanda cinese, la quale è sempre stata notevole negli ultimi anni. Questo ha portato le scadenze più vicine ad essere quotate maggiormente rispetto a scadenze più lontane.

Dazi Cina USA: spread fra settembre 2019 (ZSU2019) e il future di settembre 2020 (ZSU2020)
Grafico 2. Dazi Cina USA: spread fra settembre 2019 (ZSU2019) e il future di settembre 2020 (ZSU2020)

Impatto a lungo termine

La questione dei dazi e della mancanza della domanda cinese potrebbe implicare al mercato della soia una situazione di contango a lungo termine. Ci sarebbe quindi una situazione in cui le scadenze più lontane nel tempo avrebbero prezzi maggiori rispetto alle scadenze più vicine.

Al tempo stesso, se non ci fosse un accordo, la domanda cinese non sarebbe così imponente da portare il prezzo in una situazione di backwardation. Osservando attentamente il grafico precedente, possiamo infatti notare come da metà 2018 il prezzo della soia sia tornata in contango. Da metà settembre in poi, il prezzo della soia è aumentato grazie a un accordo fra Cina e Stati Uniti. Ciò garantisce l’esportazione della soia e dei Lean Hogs in Cina senza alcun dazio. Questa decisione ha portato ad un imponente aumento della domanda cinese nei confronti della soia statunitense.

Impatto della guerra commerciale sul prezzo del Mais (ZC)

I dazi hanno avuto un impatto anche sul corn (mais), seppur in maniera molto meno accentuata rispetto alla soia. Possiamo evidenziarlo anche nei grafici sottostanti.

Dazi Cina USA andamento del prezzo del future ZC Mais
Grafico 3. Andamento del prezzo del future ZC (Mais)

Dazi Cina USA: andamento del prezzo del future ZS (Soia)
Grafico 4. Andamento del prezzo del future ZS (Soia)

Nonostante esista una correlazione fra corn e soia, possiamo osservare la debole discesa e la forte risalita del prezzo del grano rispetto a quello della soia. Quest’ultima è dovuta al raccolto, diventato difficile dopo metà maggio a causa delle incessanti piogge. Di conseguenza, i prezzi sono aumentati mettendo in secondo piano il problema dei dazi. Quindi, sebbene i dazi abbiano avute ripercussioni negative sul future del grano, l’effetto non è stato forte quanto sulla soia.

Come proteggerci dalla guerra commerciale tra USA – Cina

Un possibile accordo fra USA e Cina è ad oggi difficile. Il mercato sembra essersi “adattato all’instabilità”. Di conseguenza anche noi piccoli trader dobbiamo essere pronti a nuovi equilibri economici. In che modo? Con il Commodity Spread!

Grazie a questa tecnica possiamo infatti sfruttare le occasioni nel mercato, anche in caso di volatilità e instabilità. Come? Acquistando un future di una materia prima e vendendo un future dello stesso sottostante con scadenza diversa, riduciamo fortemente il rischio. In assenza di una strategia direzionale, abbiamo così la possibilità di guadagnare senza doverci esporre in maniera eccessiva in una direzione del mercato. Pertanto, con una buona lettura del mercato e la giusta disciplina nel rispetto delle tecniche, possiamo sfruttare un vantaggio statistico e trasformare un’instabilità in opportunità.

Sei ancora deciso?

Sappi che grazie allo spread trading su materie prime puoi proteggere e far crescere il tuo capitale contemporaneamente!

Mino Ciardo
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Appassionato di economia e finanza, dopo una breve parentesi con Forex e Criptovalute, si avvicina al mondo del commodity spread trading. Da vero INTP, i suoi trade non possono prescindere da analisi tecnica e fondamentale.